Saggistica Scienze umane I nuovi demoni. Ripensare oggi male e potere
 

I nuovi demoni. Ripensare oggi male e potere I nuovi demoni. Ripensare oggi male e potere

I nuovi demoni. Ripensare oggi male e potere

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La presentazione e le recensioni di "I nuovi demoni. Ripensare oggi male e potere", saggio di Simona Forti edito da Feltrinelli. Frutto della riflessione di anni e del confronto con i grandi interpreti del pensiero occidentale, da Dostoevskij a Nietzsche, da Freud a Foucault, ma anche della lezione della storia recente, I nuovi demonisegna un passaggio cruciale del pensiero intorno alla genesi del male. Nichilismo, pulsione di morte, volontà di nulla: sono in fondo queste le categorie che hanno orientato e ancora oggi orientano la comprensione del male politico. Esse si accompagnano a una visione "semplice" e "demoniaca" del potere, la cui cifra estrema è ravvisabile nel rapporto tra vittima e carnefice. Da una parte starebbe, cioè, un soggetto onnipotente, portatore di morte, e, dall'altra, un soggetto ridotto a oggetto, perché reso totalmente passivo dalla violenza dell'altro. Nella prima parte del libro, l'autrice ricostruisce la particolare costellazione concettuale di tale visione dicotomica riconducendola a un paradigma specifico, denominato "paradigma Dostoevskij". Questo modo di pensare il rapporto tra male e potere – si chiede Simona Forti – è sufficiente a leggere il presente? Non rischia piuttosto di irrigidire la comprensione della realtà in categorie troppo schematiche e unilaterali, che gettano luce su un unico volto del male politico, quello notturno, trasgressivo, distruttivo? Non occulta, orse, dietro lo spettro di un rinnovato dualismo, un'intera e complessa fenomenologia degli aspetti "microfisici" delle scene del male? I nuovi demoni propone una diversa genealogia del rapporto tra male e potere. È convinzione dell'autrice che il male debba essere indagato, oggi più che mai, non solo nel suo legame con la morte e il nulla. Ma debba essere scandagliato anche nel rapporto che intrattiene con l'ostinata passione per la vita, con l'indomabile volontà di essere e di persistere, col desiderio di venir riconosciuti e confermati. Perché è così che a suo parere si spiegano la docilità e il conformismo, la passività e l'ottusa obbedienza: quelle attitudini soggettive all'astensione dalla critica che sono le cinghie di trasmissione più potenti per trasformare i rapporti di potere in una scena del male.

Simona Forti insegna Storia della filosofia politica all'Università del Piemonte Orientale. Attualmente è Visiting Professor alla New School for Social Research di New York. Dal 2003 è membro della giuria Der Hannah-Arendt Preis für politischen Denken, della Heinrich Böll Stiftung, Berlino-Brema. Collabora con numerosi giornali scientifici italiani e stranieri e codirige la rivista "Filosofia politica", edita da il Mulino. Si è occupata di filosofia politica del Novecento e del pensiero di Hannah Arendt, di cui è stata una delle principali interpreti. Tra i suoi ultimi lavori: Hannah Arendt tra filosofia e politica (Bruno Mondadori, Milano 2006); Paranoia e politica (con Marco Revelli, Bollati Boringhieri, Torino 2007); El Totalitarismo. Trayectoria de una idea limite (Herder Editorial, Barcelona 2008).



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I nuovi demoni. Ripensare oggi male e potere 2012-05-13 09:00:35 Gus
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Opinione inserita da Gus    13 Mag, 2012

La fine del paradigma di Dostoevskij

La fine del paradigma di Dostoevskij


Dostoevskij anticipa la distruzione di Dio da parte dell’uomo e quindi la fine dell’antagonismo Bene-Male.
In fondo anche Nietzsche era arrivato a questa conclusione. Nietzsche ritiene decisivo, per superare e sconfiggere definitivamente il cristianesimo, attaccarlo non tanto sul piano della sua verità quanto su quello del valore della morale cristiana, mostrando che essa costituisce un crimine capitale contro la vita. In concreto il cristianesimo avrebbe introdotto nel mondo il sentimento e la coscienza del peccato e sarebbe il più grande avvenimento della storia dell'anima malata e il più fatale artifizio dell'interpretazione religiosa, da superare ed eliminare facendo riconquistare alla vita umana la sua innocenza, al di là del bene e del male, e così la gioia di vivere e una libertà senza confini.
Ma non è andata così. L'uomo-dio è scivolato nel nichilismo perché dopo aver ammazzato la morale non è stato capace si sotituirla con l'etica. Piccoli nani egoisti si agitano paurosamente.

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