Saggistica Storia e biografie Il nostro tempo è breve
 

Il nostro tempo è breve Il nostro tempo è breve

Il nostro tempo è breve

Saggistica

Editore

Casa editrice

"Se la Storia ci racconta di eroi e traditori, di oppressori e oppressi, poco o nulla ci tramanda delle innumerevoli vittime delle guerre, di cui, nella migliore delle ipotesi, resta un nome e niente di più. Da qui l'esigenza di restituire se non a ognuna di esse, almeno a qualcuna quella identità e quella dignità troppo a lungo trascurate. Così nasce questo lavoro su Caterina Martinelli, caduta per mano di un milite della PAI nel 1944, durante uno degli assalti ai forni... Ricostruire la vita semplice e povera di Caterina ha significato accompagnarla lungo il suo percorso, immedesimarsi in lei, scrutarne i pensieri e i sentimenti, così come si è potuto supporre che fossero e soprattutto metterli in relazione ai tragici eventi storici che sconvolsero la nostra capitale dopo l'8 settembre. È stato infatti assolutamente necessario "ricorrere alla storia, cioè al processo per il quale la memoria e l'esperienza personale vengono messe in relazione con il contesto spazio-temporale e al suo interno spiegate." (A. Parisella - Sopravvivere liberi - ed. Gangemi).



Recensione Utenti

Opinioni inserite: 3

Voto medio 
 
4.7
Stile 
 
4.7  (3)
Contenuti 
 
5.0  (3)
Approfondimento 
 
4.7  (3)
Piacevolezza 
 
4.7  (3)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Scorrevolezza della lettura
Contenuti*  
Interesse suscitato
Approfondimento*  
Grado di approfondimento dei temi trattati
Piacevolezza*  
Grado di soddisfazione al termine della lettura
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Il nostro tempo è breve 2019-10-15 18:34:09 DanySanny
Voto medio 
 
4.2
Stile 
 
4.0
Contenuti 
 
5.0
Approfondimento 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
DanySanny Opinione inserita da DanySanny    15 Ottobre, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I poeti laureati non sanno il dolore

Dopo la pubblicazione di “Il formaggio e i vermi” di Carlo Ginzburg nel 1976 (appena ristampato da Adelphi), esempio oramai classico e, a detta dei miei amici storici, insuperato, di microstoria, la grande Storia, quella dei condottieri e delle battaglie, dei proclami e delle imprese, ha lasciato spazio, nelle linee di ricerca più recenti, ad una prospettiva mi verrebbe da dire manzoniana, e cioè l’idea di ricostruire un contesto culturale, lo spirito e la voce di un’epoca, non con mezzi puramente descrittivi, ma interpretando quei piccoli e umili uomini cancellati dai libri. Non è un vezzo, né tantomeno il tentativo di sottrarsi a un compito difficile, ma la necessità imperiosa di rimuovere le patine delle ricostruzioni, le barriere delle interpretazioni che ora a destra, ora a sinistra, hanno strumentalizzato la storia e ne hanno compromesso l’intrinseca forza pedagogica. Come a dire che arrivati agli anni 2000, la storia non può salvare nessuno se non aiuta a rivivere e ripercorrere, empaticamente, un’epoca. La lezione è sempre quella, eschilea, della conoscenza che si plasma attraverso il dolore. Ed è in questa ottica che si pone il libro di Anna Maria Balzano, il quale, pur nella sua brevità, condensa la vita di Caterina Martinelli, donna del popolo, madre alla ricerca di cibo per i figli, vittima impotente di una storia che travolge chiunque. La forza miniaturizzata di questo libro è proprio nella sua nuda e cruda trasparenza, nella sua impossibile (e pure ineccepibile) oggettività: è con il colpo di fucile che apre chiude il libro, con il silenzio ingiusto che lo segue, che il lettore si trova a dover vivere su di sé il dramma di una guerra che, a forza di essere detta, non è più sentita. E allora questo tempo breve che dà il titolo al libro ci appare con scomoda, pervasiva consistenza e ci costringe per una volta ancora a sentire su di noi il peso nauseabondo di un’umanità troppo spesso disumana.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
170
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il nostro tempo è breve 2019-04-27 17:09:44 siti
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuti 
 
5.0
Approfondimento 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
siti Opinione inserita da siti    27 Aprile, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Da donna a donna

Chi era Caterina? Caterina Martinelli. Chi era? Una donna come tante, certamente. Eppure una donna speciale. Oggi basterebbe dire che la sua specificità è insita nel suo essere donna, moglie e madre come è impensabile esserlo nel tempo attuale ma come lo sono state, e neanche in giorni lontanissimi, le nostre madri o, per le più giovani, le nostre nonne. Sette gravidanze, sei figlie viventi, il primogenito morto, una delle bimbe malate, un marito con un modesto lavoro, le incombenze quotidiane ma soprattutto la guerra e con essa la povertà e la fame. Noi non sappiamo cosa sia. Eppure non è tutto ciò a rendere speciale Caterina, quella era la normalità e non solo negli anni bui del secondo conflitto mondiale sui quali si incentra il prezioso lavoro di Anna Maria Balzano, in particolare sui faticosi, tristi, incerti giorni successivi all' 8 settembre del '43. Il suo essere speciale è invece da ricercarsi nella sua mente vigile e attenta che, nonostante la modestia della sua condizione, alimenta un atto di ribellione necessario per rifiutare le condizioni di vita a cui la guerra la sottopone. Sono i giorni disperati della primavera del '44, l'aumento dei prezzi ha reso la fame insostenibile e le code ai forni interminabili, infruttuose e disperate. Perché aspettare diligentemente una razione sempre più misera e neanche certa? Questo dubbio, mosso e alimentato dall'impotenza crescente di non poter nutrire i propri figli, la portano alla necessaria disobbedienza e con essa alla morte, brutta, secca, ossimorica, se accostata allo “sfilatino” che l'ha generata: morte per il pane, da sempre simbolo di vita.
Scrivo queste poche righe a cavallo di due date importanti il 25 aprile, Festa della Liberazione, e il 2 maggio, la data del decesso di Caterina, 75 anni fa, e le scrivo soprattutto per ringraziare l'autrice che ha restituito, con preciso scrupolo storico e un'importante bibliografia a corredo delle sue ricerche, un piccolo vissuto, anonimo, anche se ampiamente ricordato in quel dell'ex Tiburtino III, nella nuova realtà urbana, sapientemente evocando le bellissime pagine manzoniane dell'assalto ai forni ma soprattutto aderendo in pieno ad una poetica che celebrava “il principio di necessità”:.. “che la poesia, e la letteratura in genere debba proporsi l’utile per iscopo, il vero per soggetto, e l’interessante per mezzo”. Grazie Anna Maria.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
180
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il nostro tempo è breve 2019-04-20 15:02:33 Mian88
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuti 
 
5.0
Approfondimento 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Mian88 Opinione inserita da Mian88    20 Aprile, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Una morte ingiustificata ma non dimenticata

Dopo il “Cappotto blu” (Talos Edizioni, 2015) Anna Maria Balzano torna in libreria con “Il nostro tempo è breve. La resistenza civile di Caterina Martinelli”, un elaborato che non solo conferma la grande capacità narrativa dell’autrice ma che è anche intriso di un’unica forza empatica tanto da entrare sin dalle prime battute nel cuore del lettore.
Ma chi era Caterina Martinelli? Caterina Martinelli è stata una donna che ha subito la guerra, la carestia, la prepotenza del fascismo e dei nazisti; una donna che è perita per mano di un militare della PAI perché, insieme a molte altre mogli e madri, in uno sciagurato giorno di metà aprile appena dopo aver appena compiuto i quarant’anni nel giorno 16 dello stesso mese, nell’azione di conquistar uno sfilatino di pane per sfamare le sue sei figlie e garantire un minimo di cena anche al marito Giuseppe, spazzino con una paga di appena 400 mila lire e attivo nella resistenza mediante la diffusione del giornale de “L’Unità”, è entrata nella scia di un proiettile sparato ad altezza uomo per ripristinare un sovvertito ordine pubblico.
Ha inizio nel 1943 l’accurata ricostruzione della vita della protagonista attuata dalla Balzano. È una ricerca meticolosa, precisa, minuziosa in ogni piccolo dettaglio che nulla lascia al caso tanto dal punto di vista stilistico, elegante ed erudito, quanto visivo, essendo l’intero testo, avvalorato da foto e immagini atte a ricostruire nella mente del conoscitore quella dimensione ad oggi per molti lontana e/o dimenticata.
E non solo è ammirevole il gran lavoro di ricerca storica realizzato dalla scrittrice, altrettanto degna di nota è la sua capacità di trasmettere e rievocare i pensieri di questa donna, emblema della perfezione fascista ricercata, tuttavia con un animo, pensieri e opinioni assai distanti che non riuscivano ad essere espressi a parole.

«Ogni guerra, qualora fosse davvero necessaria e inevitabile, cosa assai discutibile, dovrebbe contenersi nei limiti del rispetto dei diritti umani delle popolazioni civili. Era ciò che Caterina sentiva, e non sapeva esprimere. Le mancavano i mezzi espressivi. Riusciva solo a ripetere: “Non è possibile, non è giusto, non è possibile. Sono bestie”.» p. 38

È una figura che a più riprese confessa di non interessarsi alla politica e al conflitto, di tenerli su un piano separato, di non essere sufficientemente “competente” ad occuparsene, eppure, significativo e fondamentale per rendersi conto dello spessore del personaggio nonché della realtà storica narrata, è quel mutare d’animo che giorno dopo giorno a fronte di un aumento indiscriminato e inarrestabile dei prezzi, con una borsa nera sempre per più pochi, con sempre meno denaro per sfamare la propria famiglia, e innanzi a rastrellamenti e fucilazioni ingiustificati è in un crescendo di indignazione affatto incline a continuare a calare il capo, a lasciar che le cose scorrano per quel che sono.

«Nel suo ruolo di madre costretta a sopravvivere nella miseria, non aveva né il tempo né i mezzi per partecipare a qualsivoglia forma di resistenza organizzata. Non le rimaneva che mostrare più apertamente e chiaramente di prima il proprio disprezzo nei confronti di un occupante spietato e feroce» p. 42

In conclusione, “Il nostro tempo è breve” è uno scritto che fa riflettere su quel che è stato e su quel che è il nostro paese, sul ruolo delle donne negli anni del Secondo Conflitto Mondiale, sui valori (oggi troppo spesso dimenticati), sulla famiglia, sui sentimenti, ma è anche un saggio che fa meditare sul senso della vita, sulla sua temporaneità e sull’importanza di quel che viviamo e lasciamo una volta che quella sabbia della nostra personale clessidra ha terminato di scorrere.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
150
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Il vizio della solitudine
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
L'uomo del porto
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Urla sempre, primavera
Valutazione Redazione QLibri
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Indipendenza
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Il vino dei morti
Valutazione Redazione QLibri
 
1.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
E verrà un altro inverno
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La rinnegata
Valutazione Utenti
 
3.9 (2)
Alabama
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
4.3 (1)
La non mamma
Valutazione Utenti
 
4.3 (1)
A grandezza naturale
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Sotto la cenere
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Sanguina ancora
Valutazione Redazione QLibri
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri