Saggistica Storia e biografie L'ultima lezione
 

L'ultima lezione L'ultima lezione

L'ultima lezione

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Nell'agosto 2007, il professor Randy Pausch ha saputo che il cancro contro il quale combatteva era incurabile e che gli restavano pochi mesi di vita. Ha scelto di lasciare subito il suo lavoro all'università per stare vicino alla moglie Jai e ai loro bambini. Prima, però, il 18 settembre 2007, ha tenuto davanti a 400 studenti e colleghi la sua "ultima lezione", intitolata "Realizzare davvero i sogni dell'infanzia". Con ironia, fermezza e coraggio, ha ripercorso le tappe della sua esperienza, e il suo discorso è una testimonianza toccante di una vita resa straordinaria dall'intensità con la quale è stata vissuta. Da quel giorno, milioni di persone hanno visto su internet l'ultima lezione di Randy Pausch. Oggi quel testo, ampliato e arricchito, diventa un libro capace di parlare al cuore di ciascuno individuo.

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L'ultima lezione 2015-06-26 12:19:15 Riccardo76
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Riccardo76 Opinione inserita da Riccardo76    26 Giugno, 2015
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Leggetelo, almeno una volta

Leggetelo almeno una volta per capire l’ovvio, per comprendere che quanto di più naturale e spontaneo spesso venga oscurato dai mille impegni, dalle mille preoccupazioni stupide di una giornata. Leggetelo un’altra volta e svegliatevi, leggetelo tutte le volte che litigate con qualcuno che amate, quando dite ai vostri figli di fare silenzio perché siete stanchi e non capite che vi stanno chiedendo qualcosa, a modo loro.
L’ultima lezione è il testamento di un uomo che sta per morire, condannato da un male incurabile, è la sua ultima lezione, il suo lascito alla società e soprattutto alla sua famiglia, ai suoi figli. E’ un libro toccante, che fa riflettere molto, triste sicuramente, ma a tratti ironico, strappa qualche sorriso. Pausch è un uomo che accetta la propria malattia pur essendo una sentenza di morte certa, capisce immediatamente quali sono le priorità, e quali le cose fondamentali, si dedica completamente a quello che ha importanza nella vita.
L’insegnamento che credo ci abbia voluto dare quest’uomo è di immensa importanza, non aspettiamo di essere messi di fronte all'inevitabile per aprire gli occhi e smettere di perdere tempo alla ricerca di cose inutili, di scarso valore.
Torno ancora all'ovvio dell’inizio, usato come una forzatura, quell'ovvio che distruggiamo tutte le volte che anteponiamo tutto il resto alla nostra vita, alle nostre vere passioni, ai nostri desideri. Si dice sempre che si vive una volta ed è vero, ci si dimentica troppo spesso che questa unica vita che ci è concessa potrebbe anche essere troppo breve per avere il tempo di rimediare. Non voglio fare terrorismo, anche perché il libro in questione non lo fa, non esprime pietismo, è un vero e proprio inno alla vita, quella vera, quella vissuta seguendo i propri desideri, magari quelli che avevamo da bambini e che non abbiamo avuto la forza o il coraggio di realizzare.
Leggetelo, almeno una volta, per capire….

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L'ultima lezione 2014-09-05 15:01:33 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    05 Settembre, 2014
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Una grande lezione per taluni scontata.

Nel 2010 una mia carissima amica, conoscendo la mia passione per la lettura, decise di regalarmi un libro per il giorno della mia nascita. Inutile dire quanto gongolassi dalla felicità al sol pensiero di potermi dilettare con lo scorrere delle pagine di un nuovo romanzo. “L’ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che muore” fu la sua scelta.
La trama è chiara, la vita non è stata clemente col professor Randy Pausch: la sua malattia ha raggiunto il punto di non ritorno. Ha una famiglia e fare i conti con il dover lasciare la moglie e i suoi 3 giovani figli non è facile; soprattutto lo attanaglia il pensiero dei più piccoli. Mentre il più grande di 5 anni avrà qualche ricordo, labile ma esistente, a cosa potranno mai fare appiglio i più piccoli di due e un anno? Come far percepire a quelle 3 piccole anime che nonostante la morte sia sopraggiunta troppo presto loro un padre lo hanno avuto e lo avranno sempre?
Siamo a Pittsburgh alla facoltà Carnegie Mellon sono riunite 400 persone e Randy è pronto. Decide di partire prendendo a prestito una metafora dal football americano; il suo discorso può definirsi una duplice finta di game dove la prima è al servizio di colleghi e studenti mentre la seconda è a beneficio dei figli. E se per i colleghi e gli studenti apre il suo cuore in un inno alla vita, alla bellezza di viverla in ogni suo momento senza mai perdere ciò che questa ci offre accettando e sfruttando il tempo che decide di concederci, ai figli riserva la possibilità di ricordarsi di loro padre, di quanto li ha amati e di quanto non avrebbe voluto lasciarli.
Un insieme di racconti per ripercorrere una vita, nella salute e nella malattia, per riflettere sul valore delle cose che spesso snobbiamo o sottovalutiamo per poi comprendere solo quando le abbiamo perse. Una riflessione ad alta voce sugli aspetti più significativi del percorso umano, sull’importanza della tenacia e della caparbietà per perseguire i propri obiettivi. Non solo, Randy si interroga sulla sua professione affermando che ha sempre concepito il lavoro di insegnante come un modo per aiutare i suoi studenti a valutarsi con obiettività. Ha sempre concepito il suo ruolo in senso lato e mai in modo univoco. Un lavoro se fatto con amore porta benefici ad una pluralità di persone e prima ancora a noi stessi che lo svolgiamo perché non c’è cosa migliore che far le cose con passione. Attenta anche la descrizione dell’avanzare inarrestabile e strategico della malattia.
Ebbene nonostante siano passati 4 anni, ho un vivido ricordo di questa opera. E’ un libro che lascia inevitabilmente il segno, un romanzo ironico oltre che riflessivo da non considerare misticista e da non giudicare per il tema centrale su cui si basa. Adatto a cinici e non.

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L'ultima lezione 2013-12-13 08:55:11 mia77
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mia77 Opinione inserita da mia77    13 Dicembre, 2013
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L'ultima lezione di Randy Pausch

Libro molto toccante, sul lascito spirituale di un uomo vicino alla morte ai suoi figli di 5,2 e 1 anno, perchè imparino a conoscerlo e a ricordarsi di lui e dei suoi insegnamenti.
L'autore, durante questa ultima lezione accademica - che i professori universitari fanno solitamente prima della pensione - a causa della sua imminente dipartita per cancro con svariate metastasi, parla della propria infanzia, dei sogni fatti da bambino e sull'importanza e la necessità di coltivare sempre dei sogni. Anzichè un discorso sulla morte prossima, l'autore durante questo discorso fa un inno alla vita: al fatto che valga la pena viverla minuto per minuto, senza perdere tempo prezioso, perchè è l'unica cosa che abbiamo. Lo fa in modo toccante, ma anche molto ironico.
"Sto per morire e mi diverto. E ho intenzione di continuare a divertirmi per ogni singolo giorno che mi resta, perchè non c'è altro modo di vivere".
Molto commuovente: lo consiglio!

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L'ultima lezione 2010-10-27 19:09:23 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    27 Ottobre, 2010
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Toccante

Randy Pausch, brillante scienziato specializzato in realtà virtule, scopre di avere un male incurabile che gli lascia solo "da tre a sei mesi di buona salute" come gli dicono i medici.
Decide di preparare un'ultima lezione in università, dove mettere tutto il suo amore per la vita , ma soprattutto un ultimo messaggio d'amore per i tre figli piccoli.
Lo fa con coraggio, ironia ed entusiasmo e ci lascia pagine su cui riflettere .
"Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo. Sono lì per fermare gli altri".
Toccante.

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L'ultima lezione 2010-02-07 23:24:04 katia 73
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katia 73 Opinione inserita da katia 73    08 Febbraio, 2010
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l'ultima lezione la vita spiegata da un uomo che m

Bellissimo molto commovente ma mai patetico un uomo con una grande dignità e molto amore per se stesso e la sua vita ci dà veramente una grande lezione senza troppa retorica.Ho cercato poi il filmato su internet perchè dopo aver letto il libro viene veramente spontaneo cercare di dare un volto a quest'uomo.Merita verante di essere letto.

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