Autobus bianchi Autobus bianchi

Autobus bianchi

Letteratura italiana

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Se è vero che le ore che precedono l’alba sono le più buie, lo stesso vale per gli ultimi mesi che hanno preceduto la fine della Seconda guerra mondiale. Prendendo spunto da fatti realmente accaduti, Giulio Massobrio ci racconta un episodio quasi sconosciuto della guerra, quello degli autobus bianchi: la Svezia decise di recuperare dai campi di prigionia tedeschi tutti i propri cittadini, e per farlo concordò con Berlino il via libera per gli autobus bianchi, appunto, mezzi riconvertiti e dipinti di bianco per evitare di incappare nel fuoco amico. Ed è così, insieme ai personaggi già apparsi in Rex, finalista al Premio Bancarella 2015, che inizia un viaggio attraverso l’orrore e la speranza di quei giorni.



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Autobus bianchi 2017-10-19 14:36:45 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    19 Ottobre, 2017
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storia e giallo negli autobus bianchi

Storia e romanzo si fondono nel libro Autobus bianchi di Giulio Massobrio, finalista al Premio Bancarella 2015, con Rex. L'autore riprende un episodio vero, ma poco conosciuto della Seconda Guerra Mondiale, e su questo costruisce la vicenda ivi narrata. Il romanzo è ripartito in varie sequenze, a loro volta divise in capitoli e al termine vi è una appendice dedicata proprio alla suddivisione netta di che cosa sia frutto d'invenzione e che cosa, invece, sia "Storia" con la S maiuscola. Gli autobus bianchi erano mezzi all'epoca opportunamente dipinti di tal colore proprio per non diventare facili bersagli del nemico. La Svezia, paese neutrale, vuole recuperare i suoi cittadini tenuti prigionieri dai nazisti. Allora per far ciò istituisce un accordo con il Reich, e si avvale degli autobus bianchi proprio per andare a recuperarli.
In tal contesto si inserisce la vicenda narrata da Massobrio: Martin Davies, spia e storico dell'arte, vuole catturare ad ogni costo un efferato criminale nazista, che si fa chiamare Lupo. Purtroppo:
"l'inseguitore è a sua volta inseguito",
e qui le cose si complicano ulteriormente.
Ma facciamo un passo indietro ed andiamo a Roma dove c'è Villa Bianca:
"poco al di là delle mura Aureliane. Nonostante non sia un posto particolarmente remoto si tratta in realtà di uno dei luoghi più misteriosi della capitale, che dal giugno precedente non è più occupata dai tedeschi. Dopo aver abbandonato l'antica via consolare per una piccola strada dal fondo pietroso conduce ad uno spiazzo circondato di piante, dove c'è un cancello di ferro. Su un lato c'è la casa del custode e da tutti e due i lati c'è un alto muro."
Strano tutto in questa villa è rimasto intatto. Eppure il proprietario ha subito esproprii e razzie, ma in qualche modo è riuscito a cavarsela e con lui la villa. Forse perchè è un mercante o perchè gode della protezione di alte eminenze vaticane? Una mattina lì giunge un signore svizzero dall'aria tranquilla ed innocua, il capitano Bustelli Guido. E' un uomo austero, infido, profondo conoscitore delle bassezze umane e del mondo, ha collaborato a una delicata operazione dei servizi segreti britannici che hanno mandato in Italia un certo capitano Martin Davies, assegnandogli una missione tanto delicata quanto impossibile. Ma quest'ultimo è anche aiutato da Grete, un'agente molto abile quanto seducente. Ecco allora che il cerchio si chiude per una vicenda dal ritmo incalzante, curiosa ed avvincente al contempo. Un giallo classico, con vivaci incursioni nella spy story, ad altissima tensione adrenalinica. Un thriller storico fondato su un accurato e preciso lavoro di ricerca.

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Consigliato a chi ha letto Giulio Massobrio, Rex.
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