Narrativa italiana Romanzi storici I Medici. Una dinastia al potere
 

I Medici. Una dinastia al potere I Medici. Una dinastia al potere

I Medici. Una dinastia al potere

Letteratura italiana

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Firenze, 1429. Alla morte del patriarca Giovanni de' Medici, i figli Cosimo e Lorenzo si trovano a capo di un autentico impero finanziario, ma, al tempo stesso, accerchiati da nemici giurati come Rinaldo degli Albizzi e Palla Strozzi, esponenti delle più potenti famiglie fiorentine. In modo intelligente e spregiudicato i due fratelli conquistano il potere politico, bilanciando uno spietato senso degli affari con l'amore per l'arte e la cultura. Mentre i lavori per la realizzazione della cupola di Santa Maria del Fiore procedono sotto la direzione di Filippo Brunelleschi, gli avversari di sempre continuano a tessere le loro trame. Fra loro c'è anche una donna d'infinita bellezza, ma dal fascino maledetto, capace di ghermire il cuore di un uomo. Nell'arco di quattro anni, dopo essere sfuggito a una serie di cospirazioni, alla peste e alla guerra contro Lucca, Cosimo finirà in prigione, rischiando la condanna a morte. Fra omicidi, tradimenti e giochi di palazzo, questo romanzo narra la saga della famiglia più potente del Rinascimento, l'inizio della sua ascesa alla Signoria fiorentina, in una ridda di intrighi e colpi di scena che vedono come protagonisti capitani di ventura senza scrupoli, fatali avvelenatrici, mercenari svizzeri sanguinari...


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I Medici. Una dinastia al potere 2018-01-08 10:23:57 Simona P.
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Simona P. Opinione inserita da Simona P.    08 Gennaio, 2018
Ultimo aggiornamento: 08 Gennaio, 2018
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Intrighi, poteri, inganni, sicari ...

Intrighi, poteri, inganni, sicari, avvelenamenti, spie, prostitute e mercenati; tutto questo a Firenze tra la fine del Medioevo e l'inizio del Rinascimento; ma ci sono anche artisti folli, arte geniale, amori, sentimenti profondi e sinceri, amicizia e lealtà nella troneggiante e indiscussa capitale della cultura.
Il libro si apre con il capolavoro di Filippo Brunelleschi, Santa Maria del Fiore, opera monumentale che il folle genio sta costruendo per mostrare a tutti il potere dei Medici e soprattutto costruzione imponente voluta da Cosimo, personaggio discusso, amato o odiato, potente e determinato, mecenate, amante dell'arte e della cultura. Essere il protettore di quel genio di Brunelleschi che "non obbedisce alle leggi terrene" perchè rapito dall'architettura "una disciplina che profuma di infinito", è stato sicuramente un rischio per Cosimo; allora però il "popolo di Firenze guardava Santa Maria del Fiore con gli occhi sbarrati", (...) "cardatori, mercanti, macellai, contadini, prostitute, osti e viandanti" erano stregati da quella cupola che stava prendendo forma; ancora oggi da tutto il mondo vengono a contemplare l'opera del "pazzo, dai denti guasti e dal temperamento incendiario".
La famiglia più potente di Firenze perde Giovanni de Medici, grande personaggio, dedito al lavoro e alla famiglia; lascia due figli, Cosimo e Lorenzo, la bella e coraggiosa moglie Piccarda, fedele compagna e preziosa consigliera; inoltre le due nuore Contessina e Ginevra e i quattro nipoti. La famiglia è unita, sono ricchi banchieri legati a personaggi potenti ma hanno anche tanti nemici dentro e fuori le mura. I due fratelli sono legati ma anche diversi tra loro, uno amante dell'arte, l'altro banchiere, arguti e perspicaci entrambi; Lorenzo ha intuito che il padre non è morto per cause naturali ma è stato avvelenato. Viene seguita una lavorante del palazzo Medici, la bella e avvenente profumiera Laura, l'unica capace di usare erbe medicamentose; questa figura femminile, intrigante e maliziosa è in contatto stretto col terribile Schwartz, un violento e impietoso mercenario, ma anche con Rinaldo degli Albizi, nemico dei Medici, uomo ricco e ambizioso, spietato e assetato di potere.
Cosimo sarà vittima di una congiura, viene messo in carcere, imprigionato all'Alberghetto, giustiziato e esiliato insieme al fratello.
Dopo varie avventure, il ritmo si fa più incalzante, il romanzo alterna pagine toccanti e forti sulla peste, il terribile morbo che nella storia ha ucciso senza pietà, su cui tanti dei nostri autori hanno scritto pagine indelebili nella nostra memoria, a scene di battaglie, giochi di potere, mercenari e guerre tra Lucca, Milano e Firenze. Si aprono squarci di vita e flashback come ad esempio sulla biografia della povera Laura, bambina venduta e sfruttata come una bestia. Ci si sposta anche in altre città, ad esempio Venezia, amica dei Medici, descritta nel suo splendore, sia negli interni dei palazzi patrizi, che nel dedalo infinito delle calli, nei giochi di luce e ombre delle gondole di notte. Anche nella Serenissima non mancano intrighi per il potere tra nobili e doge.
Romanzo con eccellenti e dettagliate descrizioni, dall'abbigliamento dei personaggi alle bellezze artistiche, alle residenze medicee; lo stile è brillante con pause forse un po' troppo allungate.
Il libro pecca, secondo me, nell'essere più romanzato che contestualizzato, nel mettere in bocca ai personaggi principali un linguaggio a volte ideologico, prolisso, troppo passionale e articolato. La storia però scorre, anche se a tratti, ed è piacevole ed intrigante.

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I Medici. Una dinastia al potere 2017-08-04 05:57:51 Renzo Montagnoli
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Renzo Montagnoli Opinione inserita da Renzo Montagnoli    04 Agosto, 2017
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Un’occasione persa

Il fatto che questo libro, primo di una trilogia, abbia vinto il premio Bancarella 2017 potrebbe far pensare che ci si trovi di fronte a un’opera di rilevante valore, e invece purtroppo non è così, e quel purtroppo è motivato dalla constatazione che si è persa una grossa occasione per scrivere dei Medici quali essi effettivamente erano. Del resto, giunti all’ultima pagina di questo romanzo, si è più che mai convinti che non sia bastato per farci conoscere un po’ di più questa dinastia che tanta importanza ha avuto nella storia italiana. Erano banchieri, ma come mai erano riusciti a fare una grande fortuna, come poteva essere delineata la loro abilità nell’influire sulle scelte del governo di Firenze senza farne parte, perché, fra alti e bassi, in un’epoca di Signorie Firenze continuava a restare una repubblica? Sono tutte domande che il lettore si pone, sperando di trovare delle risposte che tuttavia non arriveranno. Comprendo che si tratta di un romanzo storico e non di un libro di storia, ma una maggiore caratterizzazione di Cosimo e Lorenzo de Medici non sarebbe guastata di certo, anzi entrambi finiscono con apparire nell’opera quasi come personaggi di secondo piano a fronte di due sicuramente inventati, quali la bella e seducente Laura Ricci, che odia i Medici per un un malinteso e il tenebroso guerriero Schwartz, al soldo di Rinaldo degli Albizzi, il più grande nemico dei Medici stessi. Il rapporto fra questi due soggetti è in pratica il fil rouge dell’opera ed è una relazione tormentata, quasi di amore e odio; peccato però che le caratteristiche della donna e dell’uomo appaiano stereotipate, senza tante preoccupazione di approfondimenti psicologici, quasi sempre con comportamenti all’estremo, come si riscontrano normalmente in certe fiction a puntate. Ben poco curata è pure l’ambientazione, per non parlare dell’atmosfera appena abbozzata e quindi costituisce unico motivo di autentico interesse il dipanarsi della vicenda, con un occhio di particolare attenzione a Laura e Schwartz, quasi che fossero loro i protagonisti e non la famiglia Medici. Certo il libro si legge velocemente, ma alla fine ci si rende conto che, più che far trascorrere un po’ di tempo, null’altro può essere chiesto allo stesso e che, tutto sommato, dei Medici ne sappiamo quanto prima.
Di sicuro non leggerò gli altri due della trilogia.





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I Medici. Una dinastia al potere 2016-12-15 17:58:29 cuspide84
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cuspide84 Opinione inserita da cuspide84    15 Dicembre, 2016
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LA DINASTIA MEDICEA

La morte di Giovanni de' Medici catapulta Lorenzo e Cosimo nella vita e nella politica fiorentina strettamente legata al loro impero finanziario.

Tanti i nemici, tanti gli alleati.
In un susseguirsi di cospirazioni, intrighi, amori, esili, guerre e creazioni di opere d'arte magnifiche che giungeranno fino a noi conservando tutto il loro fascino, questo romanzo affronta la saga di una delle famiglie più famose e conosciute del Rinascimento.

Primo di una trilogia il libro racconta molto velocemente il passare degli anni, le vicende della famiglia e i loro incontri con i personaggi più illustri dell'epoca.

Voto non troppo positivo: il libro è scorrevole, ma sembra un'accozzaglia di vicende messa insieme per raccontare tutta la storia, o quanto meno le vicende più importanti di questa stirpe, nel più breve tempo possibile, dando la sensazione di tralasciare qualcosa e dando invece importanza a sporadiche scene di intimi incontri, arricchiti di minuziosi dettagli. Troppa la differenza a mio avviso. Peccato.

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