Io sono la guerra Io sono la guerra

Io sono la guerra

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Io sono la guerra, romanzo di Adelchi Battista edito da Rizzoli. Giugno 1943. La Seconda guerra mondiale è a un punto di svolta. Hitler concentra le truppe sul fronte orientale e i suoi ingegneri lavorano a un nuovo potente missile che potrebbe rivelarsi l’arma risolutiva. Mentre Stalin e Churchill elaborano strategie politiche e militari, il Vaticano tratta con gli Stati Uniti affinché Roma venga risparmiata dai bombardamenti. Lo sbarco alleato in Italia è alle porte e il regime di Mussolini vacilla, osteggiato da ampi strati della popolazione, dagli stessi “amici” tedeschi, ma soprattutto minacciato da alcuni gerarchi del Partito Nazionale Fascista che, cercando l’accordo con il re, organizzano la definitiva destituzione del Duce. Giorno dopo giorno, un racconto fatto di cablogrammi, dialoghi, dispacci, agenzie e istantanee, ricostruisce il drammatico mese in cui, nelle stanze del potere ma anche nelle case della gente, l’Europa si scopre ferita e non distingue più tra eroi, vittime e carnefici. Perché la guerra è ovunque, la guerra è di tutti. Adelchi Battista ha scritto un romanzo storico in presa diretta, basandosi su notizie e fughe di notizie, tutte vere, tutte accadute. Ha saputo raccontare la storia ai tempi di WikiLeaks, mettendo in scena soltanto fatti e personaggi realmente esistiti, come se non fosse un romanzo, e proprio per questo vincendo la sua sfida con la letteratura.

Adelchi Battista è nato nel 1967 e vive a Roma. Scrive per la radio, la televisione e il teatro. Questo è il suo primo romanzo.

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Io sono la guerra 2012-07-30 14:32:32 silvia71
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    30 Luglio, 2012
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Ottimo esordio

Ancora un romanzo storico dedicato alla caduta di Mussolini, ancora un romanzo dedicato ad un momento complesso e difficile del Novecento.
Cominciamo subito col dire che le carte vincenti di questo scritto stanno nel taglio particolare dato al racconto e dalla buona levatura stilistica.
L'intento di Battista, autore esordiente in campo prettamente letterario, non è quello di scrivere l'ennesimo romanzo storico sul fascismo, bensì di andare alla ricerca delle cause vere che portarono alla caduta del duce nell'estate del '43.
Un punto piuttosto oscuro e ancora poco chiaro della storia, trattato spesso in modo superficiale dalla storiografia o tramandato contaminato da manipolazioni ed interpretazioni di parte.

L'autore si avvale di documentazione originale dell'epoca, scritture private, cablogrammi, dispacci, inserendoli nelle maglie del suo racconto, raggiungendo una fusione armoniosa e ben legata tra le testimonianze storiche e le parti narrate e rielaborate anche mediante l'utilizzo del dialogo diretto tra i protagonisti.
Ne nasce una lettura di straordinario interesse storico, illuminante, capace di addentrarsi nelle pieghe più oscure dei complotti, dei conflitti di interesse, degli egoismi, delle ambizioni di una classe politica nazionale e internazionale, chiamata a gestire un periodo bellico tra i più cruenti.
Il taglio particolare e originale del romanzo sta proprio nel fatto di voler affrontare la storia facendo parlare i protagonisti; Battista presta la sua penna per dare loro la voce ma rimane fuori campo, astenendosi da qualsiasi tipo di giudizio, evitando opinioni personali sia dirette sia calate tra le righe. Un grande pregio questo, un modo onesto e intelligente per avvicinare il pubblico alla storia, per coinvolgere solamente attraverso l'utilizzo delle notizie e dei fatti.

E' un romanzo intenso che ci trascina indietro nel tempo, che ci parla di guerra e di uomini, di civili e di soldati, di classe politica, di gente comune che muore ogni giorno e che perde gli affetti per una guerra che non ha voluto ma con cui deve fare i conti.
Non solo un romanzo che ruota attorno alle vicende del Duce quindi, ma un romanzo che vuole trasmetterci il peso e la sofferenza della guerra, perchè la guerra fu di tutti.

Benvenuto ad Adelchi Battista sul panorama letterario italiano.

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