La catena La catena

La catena

Letteratura italiana

Editore

Casa editrice

Semplice e assolutamente emblematica la vicenda narrata ne La catena: all'insediarsi del regime Lussu rifiuta ogni compromesso con i vincitori. All'ennesima provocazione degli squadristi - che tentano di penetrare armati nella sua abitazione - si difende, con le armi in pugno. La catena è dunque la nitida cronistoria della vicenda che nell'autunno del 1926 porta il deputato cagliaritano (decorato al valore militare per l'ardimento dimostrato nel corso della "grande guerra") in galera e poi al confino. Contemporaneamente alla sua vicenda personale Lussu in questo libro inquadra, con una prosa brillante e pervasa da un'amara ironia, la debolezza intrinseca del composito fronte delle opposizioni e il tragitto che, attraverso le leggi speciali del novembre 1926, fa del fascismo un regime totalitario, violento, intollerante di ogni dialettica democratica.



Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0  (1)
Contenuto 
 
5.0  (1)
Piacevolezza 
 
5.0  (1)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
La catena 2016-06-12 06:48:08 Renzo Montagnoli
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Renzo Montagnoli Opinione inserita da Renzo Montagnoli    12 Giugno, 2016
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il consolidamento del fascismo

La catena completa in modo impeccabile la trilogia con cui Emilio Lussu dapprima ha parlato con Un anno sull’altipiano della Grande Guerra, conflitto dal forte impulso nazionalistico e quindi, in un certo senso, propedeutico del fascismo, quindi dell’avvento dello stesso con Marcia su Roma e dintorni e infine del consolidamento della dittatura proprio con l’opera di cui mi accingo a scrivere.
In ogni caso si tratta sempre di esperienze dirette, di vita vissuta, ma mentre il romanzo che si svolge sull’altopiano di Asiago e che è senz’altro uno dei libri di più forte impatto nel denunciare l’insensatezza e l’inutilità della guerra lascia più spazio alla creatività, i due successivi finiscono con il diventare la disamina storica di un periodo che si concluderà, dopo tanti lutti e tragedie, nel 1945.
Mussolini, raggiunto il potere, avverte la necessità di consolidarlo, diventando il padrone assoluto e, come in tutti i regimi totalitari, instaurando il principio secondo il quale o si è con il dittatore, o si è un nemico, da isolare, da rendere inoffensivo tanto da annientarlo. E’ di questa fase che parla Emilo Lussu con La catena e che va dall’assalto alla casa dello scrittore di un centinaio di fascisti, a cui lui cercherà di opporsi uccidendone uno, al successivo processo, all’assoluzione combattuta e grazie a giudici onesti, ai provvedimenti del Tribunale Speciale grazie ai quali fu confinato a Lipari, da cui, insieme a Carlo Rosselli e Francesco Nitti riuscì a riparare in Francia con una rocambolesca fuga, che ebbe grande rilievo internazionale e che fu uno smacco per il regime.
Le azioni poste in essere da Mussolini per consolidare la sua posizione, come per esempio alcuni attentati alla sua persona armati dalla sua stessa mano, le nuove leggi che di fatto impedivano qualsiasi opposizione, il funzionamento dei Tribunali Speciali, la difficile esistenza dei confinati, dei loro familiari e dei loro amici danno vita a un quadro talmente orrendo che è lecito chiedersi come oggi ci sia ancora gente che crede nella bontà del fascismo (come del resto, in contrapposizione, ci sono quelli che ancora sognano un ritorno al comunismo staliniano). Il tutto è raccontato in modo notevolmente efficace, perché si è trattato di esperienza diretta e l’atmosfera fosca, cupa che aleggia in quelle pagine e che può intimorire oltre misura il lettore è saggiamente stemperata da una sempre presente ironia, anche se amara.
Senza retorica, senza esaltazione dei propri meriti, Lussu ci ha lasciato una testimonianza indispensabile per comprendere tante cose, anche per capire come per circa un ventennio una intera nazionale, fra partecipazione e più spesso indifferenza, si sia lasciata abbindolare da un uomo che voleva essere il padrone del mondo , ma che era senza qualità e che dal trono su cui si era issato finì appeso per i piedi alle strutture di un distributore di benzina a Milano.
Da leggere, quindi, e magari da inserire nei programmi scolastici.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
140
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

La casa senza ricordi
Valutazione Utenti
 
4.8 (1)
Léon
Valutazione Utenti
 
3.9 (2)
Per niente al mondo
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Figlia unica
Valutazione Utenti
 
3.0 (2)
Il codice dell'illusionista
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
La gita in barchetta
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Il grembo paterno
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Un matrimonio non premeditato
Valutazione Utenti
 
3.3 (1)
La felicità del lupo
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
3.5 (2)
Billy Summers
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
4.1 (2)
Smarrimento
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Galatea
Valutazione Redazione QLibri
 
2.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri