Narrativa italiana Romanzi storici La dinastia. Il romanzo dei cinque imperatori
 

La dinastia. Il romanzo dei cinque imperatori La dinastia. Il romanzo dei cinque imperatori

La dinastia. Il romanzo dei cinque imperatori

Letteratura italiana

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30 a.C. Il giovane Ottaviano, reduce dalla vittoria di Azio, si macchia di un atroce delitto contro il suo stesso sangue, attirando su di sé una maledizione che segnerà il destino dell’intera stirpe dei Giulio-Claudi. Né lui, né i suoi eredi avranno mai pace, travolti dalla brama di potere e decimati nel tempo da malattie, congiure e lotte intestine. Con il passare degli anni, quella che era sembrata solo una vaga minaccia assume infatti i contorni di una terribile profezia: la sorte si accanisce contro la dinastia fondata da Ottaviano, divenuto nel frattempo imperatore con il nome di Augusto, e ogni erede prescelto a succedergli muore in circostanze misteriose.



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La dinastia. Il romanzo dei cinque imperatori 2012-11-03 15:29:59 rondinella
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rondinella Opinione inserita da rondinella    03 Novembre, 2012
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Roma caput mundi... e vizi e virtù

Rieccomi a una nuova conclusione con Frediani, un'altra delle sue lunghissime (e ben riuscite) storie su Roma.
Questa volta l'autore ci riporta indietro fino all'età di Augusto, dal fraticidio di Cesarione e da lì si prosegue con tutta la narrazione delle vicende della dinastia giulio-claudia, maledetta dal delitto, teatro di scandali, intrighi, guerre, vizi e glorie.

Un altro tomo molto gradevole, pieno di aneddoti, un romanzo (e sottolineo: un romanzo) che non ha la pretesa di essere un saggio e quindi adatto ad ogni tipo di lettore interessato alla storia di Roma -e possibilmente dotato di tanta pazienza.

Lo stile di scrittura è relativamente scorrevole, infatti sono presenti anche termini specifici che però sono facilmente comprensibili nel contesto, il lessico è ricco ma non troppo vario. Ciò che rende tediosa la lettura -lo ammetto sebbene per me non sia un problema- è la notevole quantità di descrizioni prolisse che induce agli sbadigli, soprattutto se non si è pratici di romanzi storici. Comunque, superato questo scoglio -chi ci riesce- la lettura si fa interessante.
Frediani ci accompagna per mano nella gloriosa Roma antica, centro di un grande Impero corrotto da invidie, superbia e ambizioni.

Il volume è formato di capitoli che delineano particolari vicende e quindi rendono più facile la divisione degli eventi, sebbene a mio parere non c'è un buon equilibrio di descrizioni, alcune cose sono tralasciate, altre rimarcate fino allo sfinimento, alcune non proprio utilissime alla narrazione (vedere le performance tra le lenzuola... qui devo dire che il nostro storico non ci sa proprio fare con certe descrizioni, e per fortuna dopo un po' pare averlo capito anche lui perché sono state sintetizzate). Sempre su questa scia, alcuni eventi sono messi molto più in risalto (vedere le campagne di Druso, Germanico o il governo di Augusto), altri hanno meritato solo poche pagine (il periodo di terrore sotto Tiberio o il regno di Claudio). Ma forse sono io che avendo solo una conoscenza scolastica dei fatti accaduti non so quali siano davvero i più importanti.
La panoramica finale, tuttavia, è molto soddisfacente (se non di hanno pretese storiche), in un modo o nell'altro vengono trattati tutti i momenti salienti.
C'è da dire che l'autore si sofferma molto sulla personalità dei personaggi più importanti, creando spesso noiose e lunghe elucubrazioni mentali (decisamente più intime ed umane), mentre accenna poco a quella delle figure in secondo piano. In questo modo si ha una visione vivida degli imperatori che in un modo o nell'altro hanno segnato la storia di Roma (con i folli e/o immorali pensieri e con le discutibili opere, ma in fondo i protagonisti sono loro...), ma anche di altre comparse (senatori, capitani etc...) che aiutano ad avere un quadro più ampio dei vizi e delle virtù dell'antica città eterna e della società del tempo.
Molto interessante anche il rilievo che l'autore ha dato ai personaggi femminili (tanto da far chiedere se forse non siano state loro a governare per davvero), delineandone la grande importanza avuta, i tratti più caratteristici, azioni e giochi di potere, peccati e gioie.
Stessa cosa per i personaggi inventati (pochini direi), perfettamente integrati con la Storia e mai fini a se stessi.
A fine libro, inoltre, la lista (lunghissima) di tutti i nomi presenti (veri e non) che aiuta a districarsi tra un marea di appellativi simili. E' presente anche una breve postfazione in cui Frediani ci dice ciò che c'è di vero e ciò che ha inventato.

In definitiva un'altra opera che ho molto apprezzato, anche se si poteva fare di meglio (forse Frediani arrivato a metà si era stufato e ha cercato di terminare in quattro e quattr'otto? Chi lo sa...), un affresco storico molto vivace e gradevole, pesantuccio sotto vari aspetti ma che si può leggere con tranquillità e calma. Alcune immagini descritte colpiscono davvero, emozionando o facendo indignare, e si riesce anche ad avvicinarsi agli 'eroi' antichi, scoprendo più il lato umano che quello freddo e distaccato riportato nei testi di Storia, fornendo così nuove prospettive.

Consigliato se amate i romanzi storici dove preferite le persone alle personalità.

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Frediani, romanzi storici
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