Narrativa straniera Fantascienza L'uomo invisibile
 

L'uomo invisibile L'uomo invisibile

L'uomo invisibile

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Griffi, un promettente fisico, cerca la scoperta che gli consenta di avere fama e ricchezza. Scopre la formula che rende invisibili gli oggetti e la prova su se stesso. divenuto invisibile ne approfitta per instaurare un regime di terrore. Scoperto, sarà ucciso dalla folla e riacquisterà la sua forma umana.

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L'uomo invisibile 2019-06-09 13:29:46 martaquick
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martaquick Opinione inserita da martaquick    09 Giugno, 2019
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IL PREZZO DELLA GENIALITÀ

Il quarto romanzo di Wells che ho letto è quello che ho preferito maggiormente e devo dire che lo scrittore mi stupisce ogni volta per la sua genialità e creatività.
Considerando che i suoi romanzi hanno quasi cent'anni lo considero un vero genio per la sua epoca e un grande uomo di cultura.
L'uomo invisibile è il racconto di un esperimento del protagonista , uno scienziato che dedica i suoi studi alla fisica e alla ricerca della formula per rendere la materia invisibile.
Una volta trovata non esita ad applicarla su sé stesso per scopi non proprio onesti.
Il romanzo inizia con la presentazione dell' "aspetto" dell'uomo che per vivere deve acconciarsi nei modi più assurdi: un cappello, dei grandi occhiali da sole, un naso finto e una sciarpa per coprire la bocca, un grosso cappotto e guanti. L'uomo misterioso alloggia in una pensione e la proprietaria, curiosa, spia questa persona strana e irascibile.
A causa della padrona ficcanaso inizieranno una serie di rocambolesche avventure per il protagonista che sicuramente non è una brava persona, attacca la gente e non si cura di far del male al prossimo per salvarsi.
La sua fuga dal paese lo porta a casa di un ex compagno di studi, il dottor Kemp, e qui veniamo a conoscenza della lunga storia che ha portato Griffin all'invisibilità, la difficile situazione economica e i sacrifici per studiare e vivere dignitosamente.
Griffin si fida dell'amico di vecchia data ma costui ha già tremato alle sue spalle chiamando la polizia. Kemp ha paura delle idee folli di Griffin che vuole dominare il mondo con un regime di terrore grazie alla sua invisibilità.
L'epilogo del romanzo, con il cacciatore che diventa cacciato, è adatto al romanzo, visto che Griffin è presentato in chiave negativa e il resto delle persone sono i cosiddetti buoni, ma io per quanto abbia provato antipatia per il protagonista non mi aspettavo questa conclusione.
Dall'inizio alla fine questo romanzo mi è piaciuto moltissimo e l'ho trovato ben organizzato nella narrazione da tutti i punti di vista.
Complimenti a Wells per la sua scrittura!

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L'uomo invisibile 2015-11-15 08:49:22 siti
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siti Opinione inserita da siti    15 Novembre, 2015
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Per curiosità

H. G. Wells pubblica nel 1897 “The Invisible Man” dopo essersi già fatto notare con “The Time Machine” e “The Island of Dr. Moreau”. La sua prima produzione si basa sul connubio tra elemento scientifico e fantastico per cui questi scritti rientrano nel filone che si suole nominare “scientific romance”. Solo successivamente al 1900 si concentrò su romanzi di impronta naturalista e di ambientazione borghese.

“L’uomo invisibile” narra la comparsa di Griffin, ambizioso scienziato-pazzo, in uno scenario ridotto a campagna e villaggi inglesi del Sussex di fine ottocento. Griffin si è reso invisibile o meglio trasparente attraverso la sua ambiziosa ricerca scientifica, ma è alle prese con la difficile gestione di questa condizione. Gira coperto alla meglio, tale da sembrare un fantoccio perché è soggetto al freddo e al caldo, se mangia il cibo non ancora assimilato ed è visibile in trasparenza. Fugge da luoghi prima abitati da lui, con alle spalle una lista de efferatezze compiute nell’incapacità di gestire la sua condizione che in un delirio di onnipotenza, verremo a sapere, gli avrebbe potuto garantire il potere assoluto.
La prima parte del romanzo lentamente presenta l’ingresso in scena, è la parte meno gradevole dello scritto, la successiva che farei coincidere con la metà , presenta in atmosfere sempre più rocambolesche e veloci un epilogo fin troppo scontato. A Griffin si contrappone l’antagonista Dott. Kemp, ex compagno di studi, in una lotta tra bene e male.

Dietro una trama così banale l’intento di Wells, con stile poco curato e ironico, pare sia stato quello di un riscatto tutto personale. Uomo fattosi da sé, dalla giovinezza difficile e disagiata, riuscì a imporsi
all'attenzione del grande pubblico con i suoi romanzi, conobbe il successo ma temette sempre la sua diversità di provenienza ( nel romanzo rappresentata dall'albinismo dello scienziato pazzo) e l’uscita di scena repentina. Sentendosi isolato e diverso propose la storia di una diversità che a dispetto di tutto gli ha regalato celebrità.

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