Narrativa straniera Letteratura rosa La locanda di Rose Harbor
 

La locanda di Rose Harbor La locanda di Rose Harbor

La locanda di Rose Harbor

Letteratura straniera

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Dopo la perdita del marito soldato, Jo Marie Rose, decide di trasferirsi lontano dalla grande città. Un annuncio, scovato su internet, attira la sua attenzione: è in vendita una pittoresca locanda a Cedar Cove, paesino affacciato sull'Oceano Pacifico. Quel luogo è perfetto per ritrovare l'equilibrio che Jo Marie teme di avere smarrito. Stabilitasi in questa oasi di apparente tranquillità, la giovane donna sente subito la sferzata di una nuova energia. Così si mette al lavoro per trasformare la graziosa locanda in un alberghetto. È proprio vero che la vita, per quanto provata dalla sofferenza, può sempre ricominciare. Quando accoglierà i suoi primi ospiti, infatti, Jo Marie realizzerà con stupore quante sorprese si nascondono tra quelle mura.



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La locanda di Rose Harbor 2014-11-08 12:04:31 GLICINE
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GLICINE Opinione inserita da GLICINE    08 Novembre, 2014
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LA LOCANDA C'ENTRA POCO

Il commento in copertina, scritto dall’autrice stessa, trae un pochino in inganno il lettore:
“ l’idea è quella di accogliere molti personaggi in una locanda graziosa…che sia soprattutto un luogo di guarigione e di speranza…”
I “molti personaggi in realtà sono due, e per quanto riguarda la locanda, non ci sono descrizioni particolareggiate degli ambienti, tali da farci sentire in un posto super accogliente, confortevole, caldo, che ridona la serenità di spirito. I personaggi stessi, che hanno prenotato una stanza per pochi giorni nel B&B citato, rientrano giusto per dormire; l’intento di far sembrare la locanda stessa fulcro della storia, quasi come se fosse un posto magico, con una padrona con doti taumaturgiche eccezionali è davvero fuori luogo.
Per carità, il luogo scelto per l’ambientazione (inventato),definito Cedar Cove,sito sulla costa del Pacifico, è di per sé un posto da sogno, per chi è abituato a gestire la frenesia di chi è costretto a vivere e lavorare in grandi centri, il piccolo paese sul mare, in cui tutti si conoscono e si aiutano è davvero un Paradiso.
Tuttavia i due ospiti, Abby e Josh, conoscono bene il luogo, in quanto teatro in cui si è svolta gran parte della loro infanzia e adolescenza; in maniera differente, custodiscono ricordi dolorosi, legati al luogo e a chi ancora ci risiede…..
Poco o nulla mette in atto, la locanda e la padrona della stessa, Jo Marie, per sciogliere i nodi con il passato.
I due protagonisti riescono in pochi giorni a ricomporre legami, a superare traumi e trovare l’anima gemella ( ehi che fortuna!!), solo con la loro forza di volontà e desiderio di lasciarsi il passato alle spalle e ricominciare realmente a vivere in pieno il presente.
Lo stile di scrittura è molto semplice i dialoghi sono altrettanto elementari, anche in momenti di forte tensione emotiva, come la morte di un padre, o il parlare con i genitori della migliore amica morta giovane, non lasciano traccia: “ Ci siamo Josh sta morendo” , risposta: “Proprio ora?” chiese sconvolto. E banalità che si susseguono senza tregua… Veri e propri personaggi di cellulosa, senza profondità e spessore.
E poi, dopo ho finito, la cosa che banalizza ancora di più la storia, è il lieto fine per tutto e tutti…. Ma ragazzi, la vita vera non è proprio così, va bene sognare, senza esagerare però!
Un minestrone ricco di ingredienti differenti, ma cucinato proprio male.
L’autrice è regina assoluta del romanzo rosa con 150 milioni di copie vendute al mondo e oltre 100 titoli pubblicati, tutti bestseller. Ma siamo proprio sicuri che ho letto un bestseller?

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La locanda di Rose Harbor 2013-11-15 15:53:53 Pupottina
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Pupottina Opinione inserita da Pupottina    15 Novembre, 2013
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Il B&B per ritrovare se stessi

“L’amore mi aveva cambiata. Non ero mai stata tanto felice e tutti se ne accorgevano.”

Il giudizio critico del Publishers Weekly, a proposito di LA LOCANDA DI ROSE HARBOR dice: “Una storia tenera che mette di buon umore.” Io sono completamente d’accordo con questo parere, molto vicino al mio, cui aggiungerei che riesce anche a commuovere, a emozionare e a infondere speranza e positività.
Non conoscevo Debbie Macomber, prima di leggere questo romanzo, che ha saputo conquistarmi davvero con la tenerezza che le sue storie e il suo appassionante stile narrativo sono in grado di donare al lettore.
La Macomber la definirei una scrittrice di quelle fuori dal circuito delle mode del momento. Nel suo romanzo, completamente privo di sesso, a scaldare l’anima è l’amore, in tutte le sue forme (verso se stessi, la famiglia, i figli, gli animali, i vicini della porta accanto e i ricordi felici cui ci si aggrappa nel dolore).
Leggendo La locanda di Rose Harbor, ci si sente accolti, non solo nella locanda del romanzo, nata appunto con questo fine, ma anche nell’intera comunità di Cedar Cove.
La protagonista è Jo Marie Rose, rimasta da poco vedova, dopo un breve matrimonio con l’uomo perfetto per lei, Paul, un soldato morto tragicamente in Afghanistan. Di lui, Jo Marie racconta brevemente l’essenza intima del loro rapporto: “Paul era tutto ciò che speravo di trovare in un buon marito … e molto di più.”
A meno di un anno dalla tragedia, Jo Marie prende la decisione che le cambierà la vita: abbandona il lavoro sicuro in banca per trasferirsi a Cedar Cove, un pittoresco paesino affacciato sull’Oceano Pacifico, dove diventa proprietaria di un B&B con vista faro. Tutto questo accade solo nel capitolo introduttivo. Gli altri sono dedicati a Jo Marie e ai suoi due ospiti, i quali, esattamente come lei, fuggono da qualcosa o vi ritornano coraggiosamente per affrontarla. L’obiettivo di Jo Marie nella sua locanda è quello di dedicarsi con gentilezza e calore all’accoglienza dei suoi clienti, oltre a quello di coltivare i suoi passatempi prediletti, come le creazioni in cucina, il bricolage, l’arredamento e i lavori a maglia.
Anche Jo Marie è alla ricerca di un po’ di serenità da donare al suo cuore e Cedar Cove sembra proprio essere il luogo adatto. La gente è ospitale e si dimostra affettuosa e prodiga di consigli e suggerimenti. Le piccole attività sopravvivono anche grazie all’unione e alla solidarietà dei cittadini. È un posto stupendo dove mettere radici e Jo Marie se ne accorge subito.
Per la prima settimana, la locanda ha già due ospiti da accogliere, due persone che un tempo vivevano in quel paradiso, ma che, per un qualche motivo delle loro storie personali, vi erano fuggite: l’una per un insormontabile senso di colpa, l’altro per un immenso e radicato odio.
Alternando i capitoli, dedicati ai tre personaggi, vengono narrate le loro complicate vicende, fatte di ricordi dolorosi e verità non dette. La stessa Jo Marie, fra le tante persone che incontra, ne trova qualcuna più speciale delle altre, ma le sue ferite sono troppo recenti e per lei l’importante è ritrovare prima di tutto l’equilibrio e la serenità e, prodigarsi nell’accogliere i suoi clienti, l’aiuta molto.
Non è un vero e proprio romanzo autoconclusivo, ma il primo di una serie, ambientata nella locanda di Rose Harbor, che parla al cuore delle lettrici, infondendo loro buon umore e positività.
Infatti, la locanda si appresta ad accogliere altri nuovi ospiti e la magia di Cedar Cove può ricominciare a parlare.
Lo stile magico e dolcemente soprannaturale della Macomber è molto piacevole ed allieta la lettura, riuscendo a risultare, non soltanto perfettamente gradevole e rosa, ma anche avvincente e intenso nella descrizione di stati d’animo ed emozioni.

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