La casa sul fiume La casa sul fiume

La casa sul fiume

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Quando Teodora guarda le sue figlie, non può fare a meno di pensare che per loro desidera un futuro diverso, coraggioso e libero dalle convenzioni, come ha fatto lei stessa quando, giovanissima, ha avuto l’ardire di sposare un uomo molto più grande e più ricco. Ed è per questo che una dopo l’altra le cinque ragazze della casa sul fiume, ai piedi del monte Olimpo, scelgono senza paura la loro strada. La libertà però non sempre coincide con le svolte del destino: Melissanthi finisce preda dell’ossessione per il gioco; Iulìa deve proteggere il suo matrimonio dagli spietati inganni della suocera; Aspasìa ha un marito che pensa solo alla carriera e ostacola con fermezza la sua vocazione per il canto; Polixeni è un’attrice molto corteggiata e frivola, finché sarà travolta da un amore impossibile; Magdalinì si trasferisce a Chicago e scopre ben presto che suo marito nasconde un terribile segreto… Ma anche nelle più violente tempeste della vita, ognuna sa che esiste un luogo sicuro dove fare ritorno: la vecchia casa sul fiume, protetta da enormi castagni, che da sempre le chiama e le attende.



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La casa sul fiume 2020-04-05 18:53:30 sonia fascendini
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sonia fascendini Opinione inserita da sonia fascendini    05 Aprile, 2020
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troppe tragedie

Non conoscevo questa autrice, però quando ho iniziato a leggerlo mi aspettavo qualcosa di leggero, senza impegni. Magari una storiellina d'amore con delle belle ambientazioni nella campagna greca e con un bel finale tutti felici e contenti. E in effetti l'inizio ha rispettato le mie aspettative. Una giovane donna greca contro il parere di tutti si sposa col belloccio di turno. I due hanno cinque figlie, vivono felici e contenti, fino a quando il marito piuttosto che accettare di farsi amputare una gamba decide di morire di cancrena. La giovane vedova rimane sola, ma se la cava egregiamente, ottenendo anche un certo numero di proposte di matrimonio, nonostante la numerosa progenie a carico. Le cinque figlie nel frattempo crescono e una alla volta se ne vanno per il mondo, abbandonando la madre, dalla quale si fanno sentire solo di rado e solo con qualche lettera. Qui le cose si complicano: il romanzo dedica un capitolo alla vita di ognuna delle figlie. Tutte, anche se in modo diverso si rivelano essere assetate di denaro, fama o sesso e a volte di tutte e tre le cose. Seguiamo queste ex campagnole che si trasformano in quattro e quattr’otto in donne fatali prive di scrupoli e di pudori. Le accompagniamo mentre passano sui cadaveri di amanti che si suicidano per loro, di mariti completamente succubi di loro, ma incapaci di trattenerle. Assistiamo inermi mentre dimenticano con noncuranza tutti i valori e gli insegnamenti che la madre pensava di aver loro trasmesso. Carriere, spettacolari, fortune inimmaginabili, tragedie difficili da sopportare vedono protagoniste le cinque ragazze mentre si trasformano in donne. Insomma direi che Lena Manta abbia forse calcano un tantino la mano coi suicidi e i lutti sia con le fortune toccate alle cinque sorelle. E perché no, anche con gli svenimenti, visto che queste donne così spregiudicate hanno in comune la tendenza a svenire di fronte alle traversie della vita. Naturalmente hanno sempre un cavalier servente pronto a raccoglierle e a curarsi di toglierle dai guai. Nel complesso, comunque il romanzo dal punto di vista stilistico è scritto in modo gradevole, con descrizioni dettagliate e precise delle ambientazioni. Per quanto riguarda la trama diciamo che è un libro che si lascia leggere, anche se arrivata a poco più della metà ero veramente stanca di tragedie. Carino, anche se scontato il finale. Romanzo adatto a chi ama il genere romantico o a chi cerca un po’ di distrazione.

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