Maledetta felicità Maledetta felicità

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Marianne vive a Londra, ha 36 anni, un ottimo lavoro, degli amici, una famiglia che la supporta, un debole per i superalcolici, Netflix e i libri self-help. Sulla carta, niente da eccepire, ma al risveglio dall'ennesima sbornia, Marianne si sente persa, un completo fallimento. Spendacciona e single, senza risparmi in banca, una casa di proprietà o uno straccio di fidanzato. Com'è possibile che tutti quei libri self-help, letti e riletti e sottolineati non abbiano avuto alcun effetto sulla sua vita? Ma sì, certo, perché non li ha mai davvero messi in pratica. E quindi ecco la soluzione: 12 libri self-help e un anno di tempo per sradicare qualsiasi difetto e diventare Perfetta. Forza Marianne!



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Maledetta felicità 2019-07-01 20:06:42 ALI77
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ALI77 Opinione inserita da ALI77    01 Luglio, 2019
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UN LIBRO SUPERFICIALE

Quando ho letto la trama di questo romanzo ho pensato che fosse una storia chick lit di quelle che belle, la protagonista è Marianne ha 36 anni e abita da sola a Londra. E' una giornalista, è single e alcune sere esagera con l'alcool ed è sempre al verde.
In realtà questo libro non racconta una storia inventata, ma è una non fiction perchè Marianne è il nome dell'autrice che racconta la sua esperienza con i manuale di self help.

"Ero sempre single, non possedevo una casa e non avevo progetti. Le amiche, mi chiedevano se andasse tutto bene e io rispondevo di sì. Sapevo che era una bugia, ma che diritto avevo di essere felice?"

Dopo aver letto la quarta di copertina, ripeto, pensavo fosse una storia romanzata invece no, Marianne decide di seguire un libro diverso di self help al mese, per un anno. Diciamo che fin qua non era una brutta idea, ma sinceramente come è stato strutturato il romanzo sembra quasi un elenco di quello che succede alla protagonista, quando decide di seguire questi manuali. E basta.
Non pensavo assolutamente che ogni capitolo fosse un seguire alla lettera quello che suggeriva il libro di self help ma che ci fosse una storia dietro, un qualcosa che legasse i vari capitoli.
Invece non è stato così. Il primo libro che Marianne affronta sono le proprie paure, poi il rapporto con i soldi, la terapia del rifiuto ecc.
L'autrice decide di auto-infliggersi delle prove, che io chiamerei delle punizioni per quanto umilianti siano, per essere migliore, per essere più felice? Alcune situazioni sono così assurde che non credo siano succede veramente a Marianne, anzi mi rifiuto di crederlo. Penso che il tutto sia stato troppo enfatizzato.
Nei vari capitoli però capiamo quanto sia fragile Marianne, quando dolore si porta dentro per le esperienze che ha vissuto nella vita e di quanto amore avrebbe bisogno e forse dovrebbe veramente cambiare vita. Ma i libri di self help non sono la soluzione.
E' un peccato che non sia stato approfondito questo aspetto della vita e della personalità di Marianne, lasciando invece spazio solo a un mero racconto di episodi veri o presunti che dovrebbero far sorridere invece fanno solo sbadigliare.
Il testo è veramente noioso, poco interessante e troppo lento, sembra un elenco della spese senza personalità, sì quello che manca è il cuore.
Un libro che vuole sorprendete, far sorridere e riflettere ma che risulta stucchevole e banale.
Credo che l'intento dell'autrice non sia stato quello di raccontare solo la sua vita e le sue esperienze, le sue delusioni e le sue sofferenze ma quello di far capire che c'è sempre una via d'uscita, un modo per ricominciare. Penso anche che se le sue intenzioni erano buone, siano state sviluppate male, il risultato non è quello sperato.
"Ma ora so che la perfezione non esiste e la felicità non si compra. Felicità significa aprire gli occhi e riconoscere di avere già tutto ciò di cui si ha bisogno in quel momento"
Seppur con dispiacere, non posso consigliare questo libro, in primis la copertina colpisce molto ma sicuramente fuorvia il lettore che si aspetta un altro tipo di storia e in secondo luogo la storia è molto noiosa.
Nonostante la prima parte del libro non mi sia piaciuta, ho proseguito lo stesso la lettura perchè speravo in un colpo di scena che non è mai arrivato.
Dopo aver letto questo romanzo posso affermare con certezza che i manuali di self help non servono e alcune volte è meglio uscire con gli amici o stare in famiglia per trovare la felicità.

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