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John e Joe. Un ratto che passa
 
John e Joe. Un ratto che passa 2019-08-08 11:04:21 DanySanny
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
4.0
Contenuti 
 
4.0
Approfondimento 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
DanySanny Opinione inserita da DanySanny    08 Agosto, 2019
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È amaro il fondo delle cose

Il libro contiene due opere teatrali scritte da Agota Kristof: “John e Joe” e “Un ratto che passa”.

John e Joe, di ispirazione beckettiana, è il dialogo quasi metafisico tra due barboni ben tenuti che siedono al tavolo di un bar, discettando sul modo migliore per pagare il conto. La scrittura sintetica, ma sempre arguta e attenta, deve rendere molto bene sulla scena perché molto spazio lascia alla capacità interpretativa degli attori, con una levità rara. Kristof non ha paura di lasciare agli spazi bianchi, ai silenzi, al ritmo delle battute tutto il carico dell’interpretazione e sicuramente non teme il rischio di incomprensione talora radicato nella sintesi. La situazione cambia quando uno dei due personaggi vince alla lotteria in maniera bizzarra. L’opera dell’autrice nota per la sua lacerante “Trilogia della città di K” è in realtà un’accurata riflessione sul tema del possesso e, di riflesso, degli ordinamenti politici che tentano di regolarlo: tanto il comunismo quanto il liberismo sembrano per l’autrice rilevare un fondo oscuro che rischia di annientare ogni relazione umana. E lo fa dire ai personaggi, che stanno prendendo il caffè: uno dei due non mette zucchero, e lo sente amaro, uno ne mette troppo e lo sente dolce. Allora i due personaggi uniscono i due caffè e lo bevono di nuovo: per l’uno sarà troppo dolce, per l’altro ancora troppo amaro.

Un ratto che passa complica invece la scena della rappresentazione, che da un lato è ambientato in un carcere, dall’altro in un salotto borghese, con una pletora di personaggi colti in medias res, tra battute sagaci e inevitabili incontri in società, in un’atmosfera sospesa e surreale in cui il confine tra vero e falso, tra realtà e fantasia diventa sempre più labile. Tra travestimenti e disvelamenti, niente è come davvero sembra, fino a un finale in cui tutto collassa e la psiche, frantumata, si ricompone. E questo valzer che all’inizio sembrava grottesco e di amara allegria, si scopre alla fine di una serietà spaventosa, aprendo con poche battute la lacerante distanza tra la morale e il diritto. Perché a volte le Leggi non sono giuste, perché a volte la giustizia è una pedina del potere.

Due opere diverse, ma animate da uno stile intelligente, calcolato, che lascia più spazio agli attori che non al testo. Certo, le opere non hanno la portata tragica o surreale di altri autori, come Beckett o Ionesco, ma restano una lettura gradevole non priva di spunti di riflessione.

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Commenti

10 risultati - visualizzati 1 - 10
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Proposte sempre interessanti, Danny, grazie.
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DanySanny
08 Agosto, 2019
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Grazie Ioana! Ultimamente mi sono dato al teatro con soddisfazione!
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Molly Bloom
09 Agosto, 2019
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Bravo! Visto che Bernhard stuzzica il tuo interesse, te lo consiglio, ha scritto anche delle belle opere teatrali, prova Una festa per Boris, ne rimarrai sconvolto...entrerai ovviamente in un mondo grottesco.
Bravo Daniele. Sei uno dei pochi a scrivere recensioni su opere teatrali, purtroppo pochissimo (almeno secondo la mia personale esperienza) portate sulla scena in Italia.
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DanySanny
09 Agosto, 2019
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Grazie Giulio! La mia opera preferita, il Caligola di Camus come ti accennavo, è un'opera teatrale e su Shakespeare ho esercitato la mia capacità critica quando ero un più piccolo. Ora per altro ne sto anche scrivendo una, quindi è un po' una storia d'amore.
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DanySanny
09 Agosto, 2019
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Ioana, grazie del suggerimento! Lo segno subito...
Ti ho letto e l’ho preso. Agile.
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DanySanny
10 Agosto, 2019
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Fatto bene Maria, nulla di troppo memorabile, però affilata!
Kristof era già nella mia lista, le sue opere sono una esperienza sempre particolare.

Stai leggendo teatro...scommetto che Ibsen è nei tuoi pensieri. Io lo adoro!
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DanySanny
15 Agosto, 2019
Ultimo aggiornamento:
15 Agosto, 2019
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Sì Marianna, è un sempre bella da leggere. Come ho scritto, questi non sono proprio indelebili, però comunque fanno riflettere e penso sulla scena rendano molto bene. Ho letto Ibsen tempo fa, ora sono più sul teatro del novecento!
10 risultati - visualizzati 1 - 10

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