Dettagli Recensione
Helene, Frank & la Marks & Co
«Adoro i libri usati che si aprono alla pagina letta più spesso da qualche precedente proprietario. Quando è arrivato Hazlitt, si è aperto a «Odio leggere i libri nuovi», e ho rivolto un «Fratello!» a chiunque fosse che lo aveva posseduto prima di me.»
Il suo nome è Helene Hanff ed è una grande lettrice americana appassionata di libri antichi e fuori catalogo, in buono stato ma anche a costi contenuti. È proprio per far fronte a questo suo bisogno spasmodico di lettura e collezione che si imbatte nella libreria Marks & Co., una libreria che scopre grazie a un annuncio sul Saturday Rewiew of Literature.
Ed è da questa particolare casualità che è nata una delle amicizie più belle di sempre, un’amicizia che vede quale protagonista Helene e Frank Doel. Sono due figure tra loro lontanissime, lei è la tipica americana spavalda e senza freni, scrive sceneggiature e non si risparmia di inveire contro il libraio quando i suoi desideri non sono stati raggiunti. Lui, di contro, è un uomo calmo e riservato, formale e attento nel soddisfare i bisogni di questa lettrice a cui si è affezionato.
Col tempo la corrispondenza tra il 14 East 95th St9 e 84 Charing Cross Road si trasforma in un rapporto che lega Helene anche alle persone che ruotano attorno a Frank, dai colleghi e le colleghe di lavoro come Cecily Garr (il cui vero nome era Daphne Carr) alla sua famiglia. Ed è bello anche notare come, pagina dopo pagina, la formalità professionale di Frank dettata dal fatto che le lettere dovevano essere meticolosamente archiviate, si lascia andare a toni più irriverenti e ironici e al calore di uno scambio colloquiale fatto anche di opinioni, aggiornamenti, fatti di vita quotidiana, auguri e tanti regali (da pacchi alimentari da parte di lei, a una deliziosa tovaglia ricamata a mano da parte di lui). Helene, nel periodo del razionamento in vigore tra il 1939 e il 1955, era solita inviare agli amici generi alimentari non facili da trovare sul mercato britannico (dalle uova intere a quelle in polvere e chi più ne ha più ne metta).
Questo fa pensare a quanto davvero la letteratura e la scrittura sappiano unire mondi diametralmente opposti e lontani. Helene e Frank non si incontreranno mai. Lei riuscirà a raggiungere e a visitare Londra solo nel 1971 quando, appunto, vi si recherà per presentare “84, Charing Cross Road”. Sarà però troppo tardi per incontrare Frank. Ne parlerà sotto la forma del diario in “The Duchess of Bloomsbury Street”, classe 1973.
Dal testo classe 1970 è stata tratta l’omonima pellicola a firma David Jones con Anne Bancroft e Anthony Hopkins uscita nel 1987. Oggi la libreria non esiste più, al suo posto esiste un McDonald’s e sulla parete esterna è affissa una targa rotonda che ne ricorda l’esistenza. La pellicola, così come il libro, ha quelle tinte malinconiche e romantiche che sono capaci di scaldare il cuore dei lettori.
«Amo le dediche sulla prima pagina e le note a margine, mi piace il sentimento fraterno che si prova sfogliando pagine che qualcuno ha già sfogliato. Leggendo passaggi che qualcun'altro, magari da tempo scomparso, ha voluto segnalare alla mia attenzione.»
Quello di Helene Hanff è un piccolo grande testo che riporta al passato e che scalda il cuore con la sua semplicità. Non mancheranno momenti ilari dati e dettati dai toni che si intersecano tra i vari protagonisti, ma non mancherà nemmeno quel ritorno a un tempo oggi lontano e non da tutti conosciuto.
Un romanzo epistolare è “84, Charing Cross Road” che si legge in pochissimo tempo ma che lascia il segno permettendo anche di avvicinarsi con genuinità e rapidità a un genere non sempre amato o, comunque, poco conosciuto. Buona lettura!





























