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Io, però
 
Io, però 2013-10-14 11:38:13 Amarilli73
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4.0
Stile 
 
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Piacevolezza 
 
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Amarilli73 Opinione inserita da Amarilli73    14 Ottobre, 2013
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un erotico inconsueto

Se cercate un erotico “diverso”, potreste rimanerne sorpresi.
Piccolo libro molto inconsueto, sia per la struttura (24 brevi capitoli, quasi istantanee nella vita di Margherita, senza che ci sia una vera trama), sia per la particolarità del linguaggio.

Rosa Santoro usa un immaginario/vocabolario corposo, fiorito, quasi una prosa poetica, che passa dalla crudezza e dall’insistenza su certi dettagli scabrosi, naturalmente sgradevoli (i gesti, la puzza, i sapori cattivi, gli umori e il sudore - tutti protagonisti, senza filtri e senza sfumature) a inattesi momenti amari-intimi-tristi e sorprendentemente lirici (“E’ sventata, sembra una meretrice dai vestiti leggeri e da mille carezze d’immaturi ragazzini.”)

E poi la protagonista, il mistero-Margherita che non scioglie il dubbio in chi legge le sue avventure/sfide sessuali: è solo una terribile ingenua o al tempo stesso una fortunata incosciente/innocente con un’inarrestabile voglia di sperimentare?
Margherita è una donna che accoglie con disinvoltura (e una certa gratificazione personale) partner casuali, ma anche il ménage à trois (anzi a quattro), e che accetta con naturalezza di farsi “torturare la magnolia”. La sua è una ricerca costante, un’ esplorazione per capire cosa vuole e cosa la rende felice. Poi scrive le sue riflessioni, le sue frustrazioni, quasi appunti di un diario del corpo e dell’anima su pezzi di carta improvvisati.
Attorno a lei, o forse all’ombra di lei, si muovono maschi mollicci, a volte teneri, a volte crudeli, a volte impotenti, ma tutti con la voglia di prendere da lei più che possono, immersi in un delirio del suo corpo, che da pericolosa venerazione può facilmente trasformarsi in una sorta di dominazione di un territorio proprio.

Fino all’epilogo, assolutamente imprevisto, che la trasforma in una delle tante vittime anonime dell’amore di cui conservare comunque memoria.
Perché tutti questi uomini, in fin dei conti, hanno cenato con il suo corpo di donna e nessuno si è veramente preoccupato di non consumarla del tutto.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Per il linguaggio e i contenuti lo consiglierei solo a lettori adulti

"Era una biglia che camminava nel cielo distratto da nuvole e stelle ubriache”
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Commenti

4 risultati - visualizzati 1 - 4
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Bella recensione, accattivante e.... stimolante direi !
Brava
In risposta ad un precedente commento
C.U.B.
15 Ottobre, 2013
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Ma che bel finale che hai piazzato .
:-)
In risposta ad un precedente commento
Amarilli73
15 Ottobre, 2013
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Grazie Mirko!!
In risposta ad un precedente commento
Amarilli73
15 Ottobre, 2013
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@cub: hai visto? Mi si era mosso qualcosa dentro, mi sentivo amareggiata e quasi lirica pure io :)))
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