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Un microcosmo del mondo
Un libro che risale al 1941.
Un'opera certamente interessante, fra realismo e rappresentazione simbolica, in cui la Sicilia sembra essere quasi un microcosmo del "mondo che è offeso".
La scrittura è decisamente bella, spesso di spessore poetico.
Un giovane uomo, emigrato al nord, riceve una lettera dal padre, missiva inaspettata e disorientante.
Giunge quindi in Sicilia, dove la madre vive in un villaggio abbarbicato sui monti. Siamo a dicembre; nell'aria si espande "la musica di zampogna (...) lontana sulla cima del paese, perfettamente nuvola o neve, e dal fondo del vallone (...) un fragore di torrente".
Un borgo discosto e immobile, dove "qualcuno ha un po' di tisi, qualcuno un po' di malaria".
Il dolore arrecato al genere umano è tema dominante.
"Uno qualche volta confonde le piccolezze del mondo con le offese al mondo".
"Molto, molto offeso è il mondo (...), più che noi stessi non sappiamo".
"Tutti soffrono ognuno per se stesso, ma non soffrono per il mondo che è offeso e così il mondo continua a essere offeso".
Indicazioni utili
classici





























