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Profondo e Amaro come la vicenda che lo ha ispirat
L'Assedio é un romanzo ambientato nel 1570 durante l'invasione turca dell'isola di Cipro, possedimento Veneziano, culminato con il lunghissimo assedio dell'ultimo caposaldo, la città di Famagosta. Conoscevo già l'autrice ed il suo stile profondo e introspettivo, avendo già letto uno dei suoi romanzi, Caligula, che consiglio.
Intanto vorrei subito dire che il romanzo non pretende di essere un opera strettamente biografica, e per quanto racconti avvenimenti realmente accaduti con una certa precisione e sia ambientato in un contesto storico, io non lo definirei propriamente un Romanzo storico. La narrazione storica fa solo da contorno all'esperienza umana, e l'autrice é molto più interessata ad aprirci una finestra nell'animo del protagonista, il Governatore della città assediata, uomo che ha visto crollare il suo mondo dorato di ricevimenti d'onore e di avventure galanti, e che si trova ad affrontare da solo la guerra in tutte le sue brutture materiali.
Indicativo di questo é il fatto che per tutto il racconto il nome di Marcantonio Bragadin non viene mai citato, identificato solo come il Governatore, come se l'uomo che in prima persona ci svela i suoi pensieri, i suoi tormenti interiori, si annullasse schiacciato dal ruolo e dalla responsabilità che ricopre nei confronti di chi gli sta intorno e della sua città.
Solo, di fronte alla responsabilità del comando che lo divide dalle persone che lo circondano, e al rimpianto delle gioie passate che gli fa fuggire persino il conforto dell'amico Audet, nobile di antica stirpe, il Governatore si trova a dover fare fronte all'abbandono da parte della Patria e a soffrire la fine di una relazione che per lui ha significato l'ultima scintilla di un mondo ormai morente, mentre i suoi collaboratori gli voltano le spalle, pronti a sacrificare il suo onore per la possibilità di una salvezza incerta, così come la sua partner é pronta a sacrificare la loro relazione nel momento più buio della guerra.
L'Assedio é un racconto fortemente introspettivo, esplora i temi della disillusione degli ideali, del rimpianto delle felicità passate e l'incertezza del futuro, in cui l'amarezza prevale sui facili eroismi che la vicenda umana di Bragadin avrebbe potuto suscitare, e ritroviamo il protagonista solo, chiuso nell'incomunicabilità della sofferenza, sia fisica che spirituale, sostenuto soltanto dal suo incrollabile onore, fino al terribile epilogo.





























