Narrativa italiana Avventura Storie sulla pelle
 

Storie sulla pelle Storie sulla pelle

Storie sulla pelle

Letteratura italiana

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La voce narrante del giovane Kolima ci accompagna alla scoperta dell'universo ormai scomparso e dimenticato degli anziani criminali siberiani, raccontando le avventure di un ragazzo che tenta di avvicinarsi alla tradizione del tatuaggio e fa i conti con le sue regole rigide e misteriose. Proprio nel momento in cui avviene il drammatico distacco tra il mondo degli anziani e quello dei giovani, sullo sfondo caotico e violento del grande cambiamento che ha travolto la periferia sovietica dopo il crollo del Muro di Berlino, al crepuscolo del grande impero.

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Storie sulla pelle 2015-01-08 17:47:41 Riccardo76
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Riccardo76 Opinione inserita da Riccardo76    08 Gennaio, 2015
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La seconda sofferenza

In storie sulla pelle Lilin raccoglie sei racconti che hanno come rotta da seguire l’arte del tatuaggio siberiano. La storia di fondo a tutti gli episodi è la sua evoluzione fino a diventare un kol'sik, l’artista, il “guardiano” della tradizione criminale siberiana e della sua manifestazione nei tratti di inchiostro sulla pelle. Il suo apprendistato, gli strappi alle regole, il suo rapporto con il suo grande maestro burbero, severo ed intransigente. Non si tratta chiaramente di un trattato socio-antropologico sul significato del tatuaggio siberiano, ma per chi è affascinato dall'arte del tatuaggio è sicuramente una lettura interessante da fare, non ci si deve aspettare un capolavoro.
Traspare sicuramente la passione del protagonista per questa forma di arte, di tradizione, di cultura. Il tatuaggio al giorno d’oggi ha differenti connotati, purtroppo in svariati casi si tratta di una moda, molto in voga, ormai ci si è quasi abituati a vedere corpi completamente dipinti, in molti casi con soggetti tutti uguali e sempre più spesso privi di significato profondo per chi li porta.
Differente è il messaggio che il libro vuole trasmettere, ogni singolo segno ha uno specifico significato, spesso molto criptico e intrinseco alla tradizione.
Bello a mio avviso il concetto per la quale il tatuaggio è “sofferto” sulla pelle, un modo per marchiare a vita una sofferenza vissuta e sofferta una seconda volta sulla pelle, la parte di noi più esposta agli altri. Come si dice nel libro le parole non bastano per raccontare la propria storia, la sofferenza quindi va portata addosso.
Come nella tradizione degli Irezumi tradizionali giapponesi, anche nella tradizione siberiana, i simboli, sono “marchiati” per sempre e rigorosamente utilizzando aghi a mano, senza l’utilizzo di macchinette elettriche, ecco spiegato il concetto della seconda sofferenza accennata poc'anzi.
I tatuaggi dicono tutto dei criminali siberiani, più di ogni parola, più di ogni azione.
Un tatuaggio fatto da un vero kol'sik non può mentire, diversamente sarebbe un sacrilegio o un “pastrocchio” fatto senza cognizione, un modo come un altro per imbrattare la pelle e ingannare gli altri.
Le storie raccontante sono simili a quelle raccontate anche in Educazione Siberiana, in alcuni casi con gli stessi personaggi. Dal punto di vista letterario non è sicuramente un capolavoro, lo stile di Lilin è pulito e chiaro, ma non certo indimenticabile.

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Storie sulla pelle 2013-08-01 06:23:43 Beppe
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Opinione inserita da Beppe    01 Agosto, 2013

ridondante...

Al quarto libro di Nicolai - Kolima - Lilin, si sente la fatica e la ridondanza, ormai ha detto tutto, e per chi ha letto tutti i libri di fila, non c'è più niente di nuovo..., anzi l'esaltazione dei criminali onesti siberiani, alla fine è stucchevole.
Chi cercava finalmente la chiave di decifrazione dei tatuaggi siberiani resterà ovviamente deluso perchè la segretezza è d'obbligo, quindi tutte le volte che andrete in sauna con un criminale siberiano, resterete a scervellarvi per mesi a cercare di capire che crimini ha commesso e quante persone ha ucciso....
Al commentatore precedente consiglio di rileggere il libro... perchè "nonno Lëša" il kol'šik non è il nonno... lo chiama nonno per rispetto, il vero nonno è quello che va a trovare in siberia nel "respiro del buio"... ma questa è un'altra storia.

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educazione siberiana
caduta libera
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Storie sulla pelle 2013-05-26 05:00:41 ant
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ant Opinione inserita da ant    26 Mag, 2013
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Il destino di ognuno scritto...sulla pelle

Mi ha molto colpito di questo libro la capacità dello scrittore di saper far risaltare che la calma e la meditazione alla fine prevalgono sempre su freneticità e irruenza.
Ambientato in Siberia , l'io narrante è un ragazzo che cresce col mito del nonno che è un tatuatore (kol'šik) e più si affanna il giovane a cercare di emulare l'anziano e più quest'ultimo lo scaccia, cercando di fargli capire che lì in quella zona e in quel determinato contesto il tatuaggio non ha spiegazioni nette né precise, è semplicemente il destino di ognuno...
Bravissimo Lilin a mettere sempre al centro della narrazione la saggezza degli anziani ed il loro carisma, fulcro e punto di riferimento del luogo raccontato e fonte di sapere e di cultura x poter crescere con le idee chiare nei luoghi descritti.
Varie e particolari le vicissitudini che vivrà Nicolai, l'io narrante, nel romanzo, spesso situazioni molto cruente e violente, ma che con l'esperienza e la pacatezza acquisita soprattutto dalle frequentazioni e dall'ascolto degli anziani saprà affrontare con i dovuti modi.
Libro x meditare

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