Il nome del padre
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Milano, è la caldissima vigilia di ferragosto del 1972: il corpo di una donna fatto a pezzi viene scoperto in una valigia nel deposito bagagli della Stazione Centrale. L’allora viceispettore Cavallo, da poco reclutato nella Squadra Omicidi, deve, suo malgrado, accollarsi il caso. Sembra un delitto maturato nel mondo della prostituzione, ma qualcosa in quell’ipotesi non torna: la brutalità ricorda la mano del macellaio della Martesana, autore di un efferato omicidio che nel 1945 era rimasto insoluto. Il sospettato di allora, un fotografo pornografico, noto adescatore di ingenue fanciulle con problemi economici, pecora nera di una famiglia di ricchi industriali, potrebbe essere l’autore anche di quest’ultimo omicidio. Ma nonostante gli sforzi del giovane Cavallo, le protezioni in alto loco del sospettato non permettono di risolvere il caso e di punire il colpevole. È una sconfitta che il commissario Cavallo si porta dentro da trent’anni come un’ossessione. E' con l’arrivo della determinata viceispettrice Valeria Salemi che il commissario Cavallo, ormai sull’orlo della pensione, decide di riaprire le indagini di trent’anni prima. Insieme arriveranno a districare una ingarbugliata matassa di indizi, che li porterà a rivelare un terribile segreto.
Letteratura italiana
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