La porta proibita La porta proibita

La porta proibita

Letteratura italiana

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Nel febbraio 1984 Tiziano Terzani fu arrestato a Pechino, perquisito, interrogato ed, infine, espulso dal Paese. Per quattro anni vi aveva vissuto con la famiglia, cercando di sentirsi "cinese": aveva mandato i suoi figli alla scuola locale, aveva raggiunto luoghi sconosciuti al turismo, aveva visto una Cina diversa da quella che appariva in superficie. Ricco di notizie e dati, di considerazioni ed impressioni, questo libro è al tempo stesso un reportage, un diario di viaggio, un saggio di sinologia contemporanea e l'appassionante romanzo di un'avventura umana.



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La porta proibita 2015-07-31 08:14:59 Mephixto
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Mephixto Opinione inserita da Mephixto    31 Luglio, 2015
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Non Tutto è Perduto

Questo è un libro scritto da Deng Tiannuo (il risultato cinese del nome di Terzani), il grande avventuriero, il cercatore del perduto. Come in quasi tutti i libri di Terzani il filo conduttore è la ricerca: del perduto, dell’anima del passato, della bellezza umana nella sua difformità. Nessuno più di lui , nel panorama letterario italiano ha avuto la capacità, camaleontica, di integrarsi e di vivere a contatto e dentro le tradizioni del luogo in cui vive;tanto da venirne quasi assorbito, mentalmente e spiritualmente.
E’ con obbiettiva sensibilità che Terzani ci mostra come apparve Pechino e la Cina, non appena le porte di questo gigante introverso e schivo, si spalancarono al mondo e attraverso gli occhi dei primi occidentali giunsero le prime impressioni, tra cui la sua. Questi reporter vennero meticolosamente selezionati e autorizzati a calcare il suolo della "nuova" Repubblica Popolare Cinese di Deng Xiaoping, e tra questi Deng Tiannuo . La prima cosa che saltò agli occhi di Tiannuo fu Il ferreo regime, ma le misure di sicurezza non impedirono a questo spirito libero di scavare nel torbido(tanto dal essere arrestato e rieducato), aggirandosi come un ombra nel passato scomodo, portando all’ evidenza gli scempi compiuti da trent’anni di Maoismo. Inestimabili patrimoni distrutti, culture e tradizioni millenarie cancellate e identità di interi popoli messe al bando . Ma è proprio grazie a questa sua ricerca che Terzani scoprì che non tutto era perduto, annientato. Qualcosa permane, resta intrinseca nel io cinese. Qualcosa che nonostante la politica scaldò il cuore di questi uomini e donne, prototipi di un uomo nuovo.
Un resoconto di viaggio interessante, una disamina che ci porterà da Cunfucio a Mao passando dalle varie rivoluzioni , agraria ,industriale, culturale, ecc… accompagnati dalle leggende e dalle tradizioni che piano, piano, grazie alla necessità della Cina di un modo nuovo, vengono riscoperte, ritrovate e adattate alla necessità del momento storico . Un testo imperdibile che ci mostra il nuovo inizio ma ci mostra anche le ceneri di un passato glorioso, magnifico e affascinante di una cultura che non dobbiamo dimenticare vanta oltre quattromila anni di esistenza . Come sempre Terzani non si perde in lungaggini tecniche e politiche, ci introduce con brevi riferimenti al argomento senza annoiare così che la lettura scivola veloce e armoniosa.

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La porta proibita 2015-06-15 05:46:50 silvia71
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    15 Giugno, 2015
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Una Cina senza veli

Non capita spesso di trovare un testo che parli di storia di un paese e che avvolga il lettore spronandolo ad avanzare nella lettura rendendolo quasi vorace pagina dopo pagina, senza avvertire il minimo sentore di pesantezza.
Questo significa leggere “La porta proibita”, seguendo la voce di Tiziano Terzani che racconta la “vera” Cina.
Il racconto risale agli anni Ottanta e restituisce una galleria di immagini, scorci, aneddoti incredibili, proprio per la genuinità della penna che li descrive.
Terzani prima che giornalista interessato a confezionare un buon reportage, risulta essere un uomo che ha percorso in lungo ed in largo le regioni dello sterminato territorio cinese, avvicinandosi alle persone, frequentando zone non turistiche, cercando con ogni mezzo di indagare una cultura distante dall'Occidente, osservando un paese in cui le scelte politiche e sociali dell'ultimo secolo hanno creato piaghe difficili da sanare.
Terzani snocciola senza remore le pecche cinesi, gli errori dei burocrati, le ideologie col paraocchi, le politiche sociali abominevoli.

Uno spaccato di grande valore documentaristico, una penna che affonda gli artigli in argomenti di cui non è gradita la divulgazione.
Un libro trascinante, in cui l'autore non riesce a rimanere distaccato da ciò che scrive, coinvolgendo il pubblico in una lettura carica di pathos, lontana dalla freddezza trasmessa da certa saggistica e più corposa nel contenuto.
Contenuto certamente di forte impatto per la validità della ricostruzione storica e per la capacità di instaurare un parallelo passato-presente di un paese dalla cultura millenaria.

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La porta proibita 2015-02-06 09:00:31 Minifrank
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Minifrank Opinione inserita da Minifrank    06 Febbraio, 2015
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La Cina e la sua storia perduta

Personalmente amo i libri d'inchiesta, e Tiziano Terzani ne è stato uno scrittore fantastico in quanto giornalista vero, viaggiatore e pensatore.
Dopo la lettura di "Pelle di leopardo", - che consiglio caldamente - diario di guerra di Terzani scritto sul fronte Vietnamita mi sono cimentato nella lettura di "La porta proibita".
Questo libro ci parla della Cina durante la famosa Rivoluzione Culturale lanciata da Mao nel 1966, e di tutte le sue ripercussioni sul paese in termini di libertà, diritti umani, cultura, sviluppo, tradizioni e ambizioni.
Terzani ci fa un resoconto lucido e distaccato dei disastri che il Partito Comunista ha causato.
Soltanto vedendole e vivendole da dentro si poteva raccontare così bene le beghe di un paese senza più un passato e con molta probabilità nemmeno un futuro.

Molto interessante anche il finale del libro dove Tiziano descrive il suo arresto e tutto ciò che ne consegue.

Buona lettura.

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La porta proibita 2012-09-24 19:31:16 pinco
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pinco Opinione inserita da pinco    24 Settembre, 2012
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Alla scoperta della Cina

Rileggo, ancora una volta e con immenso piacere, questo libro di Terzani.
Sono passati molti anni dal suo soggiorno in Cina, meta a lungo agognata, conclusosi positivamente grazie all'intervento dell'allora Presidente Pertini. L'analisi di quel Paese, le prospettive, lo scenario internazionale rimangono tuttavia attuali: un regime che ha costretto un'intera Nazione a rinnegare la propria Storia e le proprie origini, si ritrova ora a fare i conti con uno sviluppo fuori controllo. Il comunismo non riesce a dare risposte ai dubbi che si sono creati con l'apertura al sistema consumistico occidentale. E nascono i "nuovi mostri", quali il Tempio di Shaolin, luogo di nascita del kung fu, riaperto come fosse un parco giochi ad uso e consumo dei turisti stranieri, o i restauri di tempi antichi eseguiti usando materiali presi a caso da altre rovine.
Terzani racconta tutto questo non come "ospite occidentale", isolato dal vero tessuto sociale cinese, ma come cinese vero e proprio, riuscendo spesso ad eludere i severissimi controlli a cui è sottoposto. Manda i figli, Folco e Siska, non alla scuola internazionale, ma a quella cinese. Smesso il completo bianco che lo contraddistingue, indossa pantaloni e casacca blu e gira, osservando, commentando, scrivendo. Questo lo metterà nei guai, venendo espulso da quel grande Paese che aveva tanto amato prima, e da cui verrà tanto deluso poi.
Lo stile fluido, la capacità di evocare immagini e concetti, tipici di Terzani, rendono questo libro scorrevole e di pronto approccio. Questo giornalista riesce a sollevare un piccolo lembo del velo imposto al Celeste Impero dal comunismo, mostrando uno spaccato della società cinese ricco di poesia, come l'allevamento dei grilli, ma anche di atrocità, quali il controllo coatto delle nascite.

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