Narrativa italiana Racconti Lotta di classe
 

Lotta di classe Lotta di classe

Lotta di classe

Letteratura italiana

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Questo è un libro in cui perdersi. Un saliscendi di storie, su e giù per le scale di un condominio di periferia. Sono torrenti di voci che corrono verso un burrascoso racconto corale, una miscela irripetibile di affabulazione, politica e poesia. «Chi ha detto che il tempo è denaro? Un filosofo, un banchiere o un orologiaio?» Se ne vanno a rotta di collo le giornate di Marinella e Salvatore, di Nicola e della signorina Patrizia. Le giornate di chi fa dieci lavori tutti precari e ha l'impressione di vivere a mezz'aria, «pisciando in corsa come i ciclisti al giro d'Italia». Perché se è vero che il tempo è denaro, il loro tempo dev'essere denaro di qualcun altro.

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Lotta di classe 2011-07-05 18:39:35 darkala92
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darkala92 Opinione inserita da darkala92    05 Luglio, 2011
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Questa è Lotta di Classe

Ho conosciuto Ascanio Celestini attraverso un video in cui innalzava una delle sue solite ed instancabili critiche all'apparato socio-economico italiano (ricordo che l'argomento trattato era proprio la crisi economica). Questo sarebbe diventato il nostro “first date”.
Dopo ci sono stati interventi “pungenti” in programmi vari, i quali mi hanno portato ad apprezzare il suo stile, il suo modus operandi..(ho notato, però, per prima cosa, il suo pizzetto davvero fashion!). Ed infine eccomi qua, a sbavare dietro video e a leggere i suoi libri.

Mentre scorri con le pagine, sembra quasi di assistere ad una rappresentazione teatrale, in cui attraverso l'arma tagliente, quale l'ironia, si continua a sperare che qualcosa cambi..e dopo, ti ritrovi a sorridere, se non proprio ridere, con la consapevolezza che, però, quello è un sorriso amaro, perchè le situazioni raccontate in “Lotta di classe” non sono poi così surreali. E' la vita.
Devi correre, devi muoverti se vuoi portare a casa qualcosa da mettere sotto i denti, se vuoi sopravvivere. Alla fine non siamo altro che pedine di un gioco al quale ci ostiniamo a giocare, anche se molte volte non ci piace. In questo gioco ci sono i capi, di media e piccola importanza, che rappresentano il re, la regina, l'alfiere e via discorrendo; ed infine, quella misera pedina, quasi inutile, sacrificata anche per prima, sei tu, che combatti e combatti....
….questa è lotta di classe.

Sono 4 racconti che strisciano tra le scale di un condominio, in cui c'è Patrizia, la quale si ritirerà dal gioco per un anno, c'è Nicola, che si dimena tra un lavoro e l'altro, c'è Marinella, con il labbro leporino ed c'è il piccolo Salvatore, che sta iniziando a conoscere il sesso, anche se in maniera..buffa! Sono 4 storie intrecciate, ogni episodio è collegato agli altri, ma soprattutto ripreso in tutte le storie, secondo i diversi punti di vista. Ogni evento, ogni situazione è paragonabile ad un pezzetto di puzzle, che va ad incastrarsi perfettamente con tutti gli altri. Questo è stato l'elemento che mi ha incuriosito di più.
Lo stile di Ascanio, poi, è divertente, ricco di metafore e similitudini che servono a toccare un po' quelle che sono le questioni fondamentali della nostra esistenza: il sesso, il lavoro, Dio, il corso della vita, la mancanza di legami familiari. Concetti però visti con gli occhi del proletariato e della precarietà, gli occhi di chi fa numerosi lavori, tra call center e camioncini di kebab, o di chi è costretto ad allattare il proprio figlio tra le pause dal supermercato; Perchè non tutti hanno i figli dottori, o ingegneri. Ognuno fa quel che può, come può, calpestando, ruggendo, dimenandosi tra la folla. Perchè questa non è vita; questa è “Lotta di Classe”.

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Chi non apprezza la satira, la comicità, l'ironia, e peggio ancora il senso dell'umorismo, non può che condurre una vita stupida e miserabile.
(Carl William Brown)

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Lotta di classe 2010-10-29 21:23:42 eleonora.
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eleonora. Opinione inserita da eleonora.    29 Ottobre, 2010
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sorriso amaro

Un amaro sorriso è la sensazione provata dopo aver terminato il libro.
Si può ironizzare sulla precarietà? Si può ironizzare su una società che si sta abituando a non lottare più per un minimo di dignità? Ascanio lo fa.
Utilizzando l’ironia in maniera geniale, come strumento per arrivare in mezzo alla gente, come strumento immediato di “semplificazione” mirato non alla banalizzazione dello spaccato sociale raccontato, ma all’immedesimazione in esso.
La giusta dose di amarezza e di ironia, è questa la ricetta ideale che si snoda poeticamente nelle pagine del libro.
Quattro voci danno vita a LOTTA DI CLASSE, quattro vite che si intrecciano, che si sfiorano, che spesso raccontano, dal loro punto di vista medesimi fatti.
La voce di Salvatore di Marinella di Nicola e di Patrizia raccontati attraverso la voce teatrale di Ascanio che mette in scena temi attualissimi come: il lavoro precario, la mancanza di un nucleo familiare in grado di salvaguardarci e l’illusione che la donna possa diventare in un paese democratico qualsiasi cosa essa voglia.
Lo stile utilizzato ha un’impronta molto teatrale, ad esempio il modo in cui ripete le stesse frasi in diversi punti del libro, quasi a voler calcare la loro efficacia, per farle imprimere nella testa di ognuno di noi.
Ho una sensazione … anche se non ancora testata (se non vedendo Ascanio al cinema o alla t.v.) che questo racconto possa affascinare e rapire molto di più ascoltandolo che leggendolo.

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