Narrativa italiana Racconti Angeli e carnefici
 

Angeli e carnefici Angeli e carnefici

Angeli e carnefici

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Apparentemente abitano mondi distanti destinati a non incontrarsi mai, eppure qualcosa lega a due a due queste donne formando coppie unite da un doppio filo. Che cosa hanno in comune? Lo stesso anno di nascita e forse anche qualche dettaglio in più. Come Tina Modotti e Marie Besnard che hanno avuto entrambe un'infanzia povera, ma sono state molto amate dai genitori: l'una è diventata una fotografa e un'attivista impegnata in politica e l'altra è diventata un'avvelenatrice seriale accusata di parricidio e matricidio. Oppure Hannah Arendt e Ilse Koch, entrambe tedesche: la prima è dovuta fuggire dalla Germania perché ebrea, la seconda è il volto più atroce del nazismo, la sadica aguzzina degli ebrei internati nel campo di concentramento di Buchenwald. La prima è la teorica della banalità del male, la seconda lo incarna. Quanto conta l'infanzia nella storia di una donna che diventa «grande» nel crimine, nell'arte, nell'attività politica o nella scienza? La diversità di educazione, ambiente e incontri condiziona le scelte? Oppure è il Dna che determina inevitabilmente l'esistenza di ciascuno di noi? Oggi le teorie di Cesare Lombroso, il padre dell'antropologia criminale, e della fisiognomica sono ampiamente superate da un approccio interdisciplinare basato sull'interazione tra geni e ambiente. È in questa direzione, infatti, che si muove Cinzia Tani nel ripercorrere le storie di ventidue donne vissute tra Ottocento e Novecento, indagando il modo in cui tutto è cominciato: il tipo di famiglia, il background sociale e culturale, le amicizie, i primi amori. Dettagli poco noti che possono fare una grande differenza nel futuro di una persona e trasformare una donna in un angelo o una carnefice.



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Angeli e carnefici 2021-05-05 21:08:44 giovanna.nosarti
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giovanna.nosarti Opinione inserita da giovanna.nosarti    05 Mag, 2021
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Storie di donne fra talento e banalità del male

La lettura di Angeli e carnefici è stata appassionante, stimolante e formativa. Per le mille piste aperte da queste superbe biografie tutte tarate con lo stesso equilibrio, la stessa profondità – dietro la quale s'intuisce una grande accurato originale lavoro di ricerca. Sono ritratti veri, affascinanti, mai piattamente ricostruttivi. Il merito di questo lavoro è quello di lasciare al lettore il gusto della scoperta fornendo tutti gli elementi utili per inquadrare e comprendere le varie personalità, suscitando la curiosità di approfondire storie di donne in carne e ossa con le loro grandezze e loro miserie. Undici biografie di donne che hanno percorso la strada del male, undici quella del bene: ogni coppia ha in comune l’anno di nascita. E' stata una lettura che a tratti ho fatto in apnea. Dopo ogni donna angelo, quasi trattenendo il respiro, ho affrontato la storia di una carnefice, seguendo i percorsi di un’attenta analisi del male che mette al centro il modo in cui tutto è cominciato. Con particolare attenzione all'interazione fra geni e ambiente – ma al di fuori di ogni logica piattamente deterministica. Le donne carnefici lasciano senza fiato, come nel caso di Ilse Koch, perchè sono la conferma del teorema della banalità del male, per la lucida ossessione con cui realizzano progetti criminali come fondanti progetti di vita.
Le donne angeli sono state boccate di ossigeno perchè riescono comunque ad affermare il bene grazie alla loro forza e creatività. E sono angeli che riescono a convivere con il buio, a riconoscerlo e ad attraversarlo per trasformarlo in luce – quando il dolore non prende il sopravvento. Reclamando solo la libertà della solitudine, come accade a Greta Garbo nell'ultima fase della sua vita. Sono angeli che hanno saputo convivere con le loro ambiguità e hanno posseduto quello che si potrebbe definire il talento del dolore, che ha consentito loro di regalare bellezza nell'arte o nella politica. Rosa Luxemburg, Dolores Ibàrruri, Tina Modotti mi hanno particolarmente colpita per la passione politica. Mi sono identificata con loro al ricordo delle mie battaglie giovanili sui temi del progresso delle classi sociali e in difesa dei diritti umani. Ma nello stesso tempo mi sono sentita piccola piccola in confronto a donne che hanno davvero sollevato il mondo solo con le leve della loro volontà e della coscienza politica – in epoche molto più difficili per le donne e pur provenendo da contesti di deprivazione. Fuori da ogni ottica apologetica le biografie ci restituiscono la loro umanità, fragilità e complessità, dipingendo la perfezione della loro imperfezione. Attraverso la ricostruzione appassionata e documentata del loro percorso umano e politico.
Nella galleria degli angeli colpisce il ritratto di Hannah Arendt: l'intelligenza al servizio della comprensione della realtà e della storia per sondare lucidamente le radici del male. Un esperimento epocale, rivoluzionario per dimostrare che non bisogna arrestarsi di fronte al pericolo di pensare, e che solo una donna, forse, poteva realizzare con tale coraggio e determinazione.
Quella di Billie Holiday è un'altra storia affascinante, a tinte forti, per tutte le fragilità e i dolori che hanno nutrito la forza della sua voce. Ho ascoltato più volte Strange fruit mentre si materializzava con la forza del ritratto dipinto dall’autrice: in quel canto in versi c'è tutto il dolore della sua anima, tutto il dolore dei neri, di tutti gli esclusi del mondo. La Tani fa brillare la fragilità della stella di Billie Holiday in tutta la magia della sua luce venata di ombre. Come fa per tutte le altre donne di cui ha messo in risalto l'anticonformismo, il coraggio, la passione, il talento creando una galleria di ritratti che offre al lettore con onestà intellettuale la storia di donne che non sono a una sola dimensione.
Sono tante le considerazioni da fare, le riflessioni suscitate anche perché per giorni la lettura mi ha spinto ad approfondire per un’insaziabile sete di saperne di più.
Un bellissimo e importantissimo lavoro. Da proporre alle giovani donne, e non solo, ovviamente.
Consigliato a chi ama le biografie che rifuggono da gossip e pruderie, ma che dipingono ritratti veri con spunti per la riflessione e la comprensione del contesto socio-politico-culturale in cui i vari personaggi hanno preso corpo.
Giovanna Nosarti




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