Chiaroscuro Chiaroscuro

Chiaroscuro

Letteratura italiana

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Un bellissimo corpus di novelle, ricco di quadri pieni di colore e movimento, abili giochi di prospettive, guizzi improvvisi e bizzarre suggestioni tratte da antichi motivi folklorici. La raccolta, che comprende ventidue novelle, è una delle più note in assoluto tra le numerose composte dalla Deledda. Edita per la prima volta nel 1912 dal prestigioso editore Treves, "Chiaroscuro", insieme alle più belle composizioni del periodo 1909-12 come "Libeccio", "Il cinghialetto", "Le scarpe" ecc., contiene anche "La festa del Cristo", la novella che Emilio Cecchi definì «ardita e soave» e che induce col suo stile «un presentimento di possibilità sempre al punto di sbocciare». Una raccolta-capolavoro, modello di riferimento nella costruzione dell'universo letterario deleddiano.



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Chiaroscuro 2022-02-01 00:58:45 Laura V.
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Laura V. Opinione inserita da Laura V.    01 Febbraio, 2022
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Non solo romanzi

Molto bella e ben assortita questa raccolta di novelle di Grazia Deledda. A parte “Chiaroscuro”, che dà il titolo al libro, e pochi altri, la maggior parte dei testi qui presenti brilla per l’incanto della trama e l’alta qualità letteraria di una prosa che scivola spesso nella poesia.
Attraverso un realismo sociale di non poco conto e una psicologia dei personaggi a tratti inquietante, la scrittura deleddiana si popola di una umanità molto variegata: nobili e miserabili, padroni e servi, giovani e vecchi, illusi e disincantati dalla vita. Piccole storie che potrebbero aver avuto luogo ovunque tra fine Ottocento e primo Novecento, poco importa che gli scenari siano quelli sardi del Nuorese; gli stessi, del resto, immortalati dall’autrice nei suoi romanzi più celebri. Non soltanto questi ultimi le valsero il Nobel per la letteratura nel 1926, ma tutta la sua vastissima produzione letteraria di cui fa parte a pieno titolo anche l’impressionante numero di circa quattrocento novelle.
Non solo romanzi, dunque; noi italiani (isolani suoi conterranei inclusi) dovremmo forse imparare a leggere di più Grazia Deledda e ad apprezzarne anche le opere, per così dire, minori.
Tra i titoli contenuti in questa raccolta, una assai esigua rappresentanza della complessiva produzione novellistica della scrittrice nuorese, segnalo soltanto “Le tredici uova”, “Un grido nella notte”, “Il cinghialetto”, “La cerbiatta” e, in modo particolare, “La porta chiusa”.

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