Narrativa italiana Romanzi erotici La separazione del maschio
 

La separazione del maschio La separazione del maschio

La separazione del maschio

Letteratura italiana

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Le troppe vite di un uomo a quarant'anni: il matrimonio, il desiderio, la paternità, il tradimento, il senso di colpa. E soprattutto, il sesso. Un romanzo scandaloso e disarmante come una confessione. Il maschio che parla in questo romanzo è un poligamo recidivo e impenitente, ma anche un padre capace di tenerezza e di attenzione, un marito allegro e appassionato. Il sistema in apparenza è semplice, basta scomporre le giornate in segmenti, per cercare di vivere molteplici vite: frammenti di tempo, storie parallele, frazioni di felicità possibile. Per non parlare del sesso, che è un pensiero costante: un'ossessione e una consuetudine, un linguaggio, un modo per entrare in contatto con il mondo esterno.

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La separazione del maschio 2019-07-24 13:56:04 zonauefa
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zonauefa Opinione inserita da zonauefa    24 Luglio, 2019
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... poco convincente

Non è chiaro fino a che punto il libro sia autobiografico, o se il protagonista è quello che l'autore vorrebbe essere.
Come romanzo prettamente erotico (serie "Viola" di una volta) potrebbe anche andar bene, se invece vuole essere
un romanzo sulla condizione dell'uomo attuale, pur ritenendo veritiera la psicologia del personaggio, rimango perplesso sull'esistenza
di questi uomini di mezza età pieni di energia sessuale, pieni di donne (...ovviamente dalle grandi qualità fisiche),
pieni di tempo per operare, anche più volte al giorno in situazioni luoghi e partner diversi.
Forse la mia sarà invidia inconscia... ma voler lanciare qualche messaggio psicologico tra una scopata e l'altra ha reso il personaggio irritante
Mi sovviene il dubbio che spesse volte le scene di sesso vengono inserite gratuitamente perché il sesso si dice che faccia vendere un po’ di più.
Il libro non l'ho terminato, magari ho fatto male e mi sono perso un finale sorprendente, ed ha inciso negativamente sulla possibilità di leggere le
opere successive dell’autore che forse rimane più idoneo per scrivere sceneggiature di film o fiction

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La separazione del maschio 2015-01-21 09:13:09 Daniela Parena
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Opinione inserita da Daniela Parena    21 Gennaio, 2015

COME IL CACAO SUL CAPPUCCINO

Leggere “La separazione del maschio” mi ha fatto l’effetto che fa, da bambini, la ripetizione ossessiva di una parola qualsiasi, fino a svuotarla di ogni significato e di ogni suo legame con l’oggetto concreto che indica. Ripetere tavolo, tavolo, tavolo, tavolo… così tante volte, da perdere la percezione dell’oggetto nella sua materialità.
Questo romanzo sembra riservare lo stesso trattamento all’atto sessuale, ripetuto con un tale senso di ineluttabilità e descritto con tanta particolareggiata precisione meccanica, da stordire e confondere anche le più solide e rigide convinzioni morali, o intenzioni moralistiche.
L’esito finale è una sorta di disorientamento, nel quale finiscono per sovrapporsi e confondersi i sentimenti opposti che il protagonista può ispirare.
Il maschio, voce narrante e portatore dell’unico punto di vista sulla storia, parte da una considerazione sull’abitudine invalsa nei bar di mettere il cacao sul cappuccino: “in poco tempo, l’evoluzione della polvere di cacao nel cappuccino è stata la seguente: prima non la mettevano; poi hanno cominciato a metterla; adesso devi essere tu a dire che non la vuoi”.
Per quanto banale possa sembrare l’osservazione, anche qui si vede il riferimento al sesso, “consumato”, in senso letterale, con tutte le donne che incontra, che per il protagonista sembra diventare inevitabile quanto il cacao sul cappuccino.
“Lui” nella storia non ha nome, ha però moglie (una Teresa di Kunderiana memoria) e figlia e si percepisce qua e là il tentativo di dimostrare come il maschio in questione riesca tuttavia ad essere un marito innamorato e un padre presente e affettuoso. La dimostrazione del teorema ha qualche passaggio convincente, o almeno in grado di spiazzare il lettore scandalizzato, ma certo sarebbe stato meglio non farla passare per un furtivo amplesso con la suocera del maschio, nonché nonna della suddetta bambina.

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La separazione del maschio 2014-08-26 21:20:02 Egas
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Egas Opinione inserita da Egas    26 Agosto, 2014
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Una furbata

Qualcuno si è divertito leggendo questo libro? Probabilmente sì. Ma forse si è anche sentito preso in giro da Piccolo. Vada per il personaggio del meridionale ipocrita e satiro. Vada per le digressioni cinematografiche che non c'entrano però un tubo con la storia. Ma quando Piccolo si sofferma a raccontare, nei minimi dettagli, l'incontro ravvicinato con due lesbiche, si coglie in pieno la sua furbizia. Quale maschio italico non ha come sogno erotico una nottata con due donne gay? Pochi probabilmente. Piccolo lo sa e inserisce anche questo in un libro esile, scritto piuttosto male, ma sempre molto attento a strizzare l'occhio al lettore uomo.

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La separazione del maschio 2014-04-09 14:32:41 mia77
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mia77 Opinione inserita da mia77    09 Aprile, 2014
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La separazione del maschio di Francesco Piccolo

Spassosissimo questo libro definito “erotico” (a mio avviso un libro erotico è un’altra cosa).
Mi è venuto da sorridere leggendo le recensioni e i commenti di molti (ma soprattutto di molte) benpensanti, che si sono definite schifate o scandalizzate da ciò che hanno letto o da alcune altre che sono rimaste stupite dalla psicologia maschile, perché non si aspettavano potesse essere così gretta e animalesca. Io in questo romanzo ho letto ciò che già sapevo e cioè che esistono persone di un certo tipo e persone di un altro (per fortuna ognuno di noi è diverso da chiunque altro) e non voglio giudicare nessuna delle due tipologie. Soprattutto perché non dovrei giudicare solo i gretti e animaleschi uomini, se sono ciò che vogliono essere e lo esplicitano, ma soprattutto giudicherei i finti moralisti (che magari, di nascosto, sono peggio di tutti gli altri!)
Ritengo che l’amore del protagonista senza nome (perché l’intento dell’autore forse, era quello di rappresentare una categoria di persone e non un singolo uomo) per le donne, sia veramente un amore assoluto e più che un semplice amore lo definisco una vera e propria dipendenza dalla donna (sicuramente è un sexually addicted) e dalla sua “fica” (scusate il francesismo, ma non sapevo rendere la mia idea in un modo migliore). Sicuramente qui è rappresentato non un amore dell’anima e dello spirito, ma un amore del corpo, in tutte le sue accezioni.
Il fatto che lui sia un “montatore” di film d’autore (anche qui mi è venuto da sorridere), giustifica in parte la sua capacità di dividere la vita in compartimenti stagni, da smontare e rimontare a proprio piacimento. Si vuole dimostrare la sua capacità di poter essere un bravo lavoratore, un buon marito (se escludiamo la fedeltà coniugale), un buon padre (lo è molto più di altri che conosco personalmente), con un unico difettuccio: la dipendenza totale dalle donne (ce ne sono di peggiori, di dipendenze!)
Sicuramente è un libro leggero, adatto a chi sa andare oltre al concetto classico di “amore eterno ed esclusivo” come unica possibilità di amore in assoluto. A chi non è soffocato dalla morale cristiana di monogamia a tutti i costi (il sesso, per sua natura, non è incline alla monogamia), costi quel che costi, ma vuole la fedeltà come scelta personale e come dono, da regalare al proprio partner (ritengo importante il concetto di scelta e non di costrizione).
Questo libro è carino e leggibile, perché non è ipocrita, ma realistico, dissacrante e vero.

Le frasi o le espressioni che mi sono piaciute:
“Se uno sapesse che senza fare nulla è all’altezza del compito che gli è stato dato, affronterebbe la vita in modo diverso. Forse è per questo motivo che non deve saperlo”;
“Credo sia impossibile spiegare a chi non ha figli cosa sia avere un figlio. Perché non è il contrario di non averne. E’ qualcos’altro. Avere un figlio è qualcosa che sposta la vita in un angolo inimmaginabile prima; un angolo che non esisteva”;
“Perfino sapere cosa stava per dire mi piaceva: quella complicità profonda che la consuetudine di un amore crea in modo naturale”;
“Diciamo che ero un uomo che aveva commesso dei piccoli delitti e che ne avrebbe commessi ancora, se nessuno se ne fosse accorto. E nessuno fin’ora se n’era accorto. Non ancora.”;
“…quelli che hanno relazioni clandestine, mentre vivono nel timore che gli altri le scoprano, sono allo stesso tempo convinti di essere così bravi e complici e discreti che nessuno può avere capito, nessuno. Il problema è che tutti gi altri colgono invece, guardandola dal di fuori, l’intimità innaturale che quelle due persone emanano…”;
“Chissà come succede quando due persone si scelgono”;
“L’unica altruistica paura che ho è che Teresa (la moglie) soffra scoprendo la verità. Nient’altro. La sofferenza di Teresa, quella mi sembra insopportabile”;
“Un culo che mi piace tanto non è una condizione sufficiente, è ovvio, però è una condizione necessaria”;
“Sono convinto, oltretutto, che le persone davvero libere, uomini e donne, che sono capaci di concedere e cedere alle tentazioni, che vivono di passioni e amano il sesso, per la maggior parte sono belli che sono diventati belli”.
Come si può non leggere un libro così?

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La separazione del maschio 2013-11-07 22:24:36 drysdale
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drysdale Opinione inserita da drysdale    08 Novembre, 2013
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Si può scrivere di eros (anche meglio) senza...

Un romanzo “tosto”: erotico ma anche sentimentale. Forse qualche descrizione poteva essere un attimo sfrondata, ma non mi pare il caso di scandalizzarsi e ho piacevolmente constatato che, in generale, le recensioni femminili su questo sito sono state generalmente positive. Il protagonista è “un maschio”, che, in fatto di sesso, ragiona come un “maschio” (ovviamente ci si può esercitare in distinguo tanto per indorare la pillola, ma, a parte qualche mosca bianca, le cose stanno esattamente così) e che descrive i suoi desideri e i suoi stati d’animo senza nascondersi. In ogni caso non è racconto di solo sesso. Ci sono pagine molto belle nelle quali è descritto il rapporto dolcissimo con la figlia e in queste il protagonista riscatta in qualche modo il suo “peccato originale”.

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La separazione del maschio 2013-10-25 15:33:08 BettiB
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BettiB Opinione inserita da BettiB    25 Ottobre, 2013
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Le due facce del maschio

Per la prima volta mi trovo pienamente concorde sulla scelta del titolo del libro. Separazione del maschio, infatti di questo si tratta: di un maschio, un essere maschile che ragiona secondo impostazioni mentale dettategli dalle convenzioni sociali che al maschio s'adattano, quasi si impongono: provarci con una bella donna come dovere maschile, affermare il proprio spazio vitale e difenderlo fino alla morte, perseguire egoisticamente sempre e solo i propri piaceri. E della sua “separazione”, quasi vitale. Da una parte un padre amorevole e protettivo, innamorato perso di sua figlia e con tutta l'intenzione di starle accanto nella crescita; dall'altra un uomo carnale, senza il mino senso di colpa -da sua stessa ammissione- che si barcamena tra molteplici relazioni ed enormi segreti, provando addirittura un adrenalinico piacere da questo terrore di perdere tutto in seguito alla scoperta e caduta del suo castello di carte.

E' un libro molto mentale. Nel presente non succede nulla o quasi: di fatto il tempo e le azioni sono molto limitate. Il vero sugo del libro sono tutti i ricordi, le riflessioni, le spiegazioni che l'uomo, padre, marito, amante compie; senza una chiara scansione cronologica né tematica. Forse un po' buttati alla rinfusa, ma per questo molto d'effetto.

“Mi si è aperto il mondo maschile”, ho letto nelle recensioni sopra, ed effettivamente è stato così anche per me. Credo che il 95% di uomini ragionino, a linee generali, secondo gli stessi stereotipi mentali. Certo con un po' di senso di colpa in più, SPERO!
Mi sono tanto tanto arrabbiata più volte durante la lettura, per la veridicità crudele e cruda di ciò che Piccolo racconta: fatti quotidiani che conosciamo e ci passano sotto il naso ma che difficilmente ammetteremmo di conoscere. Il solo arrabbiarmi così spesso dimostra la bravura dell'autore nel mettere in scena e raccontare senza freni e senza bugie la psicologia maschile.

L'unica cosa che non ho proprio apprezzato sono le scene di sesso – presenti ma nemmeno troppo. Forzate, esagerate, superflue. In un libro tanto mentale credo che certe scene intere potessero essere tagliate. Okay i particolari della fissa del culo femminile, o la descrizione dei corpi femminili delle donne che ama, ma le scene di sesso senza spiegazione né senso intrinseco mi hanno disturbato molto. Non per la morale (dopotutto io leggo Bukowski!) ma per il senso di “fuori tema” che danno.

In generale credo sia un libro-perla che ogni coppia – LUI E LEI – debba leggere per conoscersi (e accettarsi) meglio!

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La separazione del maschio 2012-05-09 20:29:02 Giulio
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Giulio Opinione inserita da Giulio    09 Mag, 2012
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il sogno del maschio

Credo che questo romanzo metta in scena il sogno proibito di quasi tutti i maschi che si sono affacciati al mondo dopo la rivoluzione sessuale arrivata da noi dai Settanta. Piccolo ricostruisce bene con la sua scrittura l'ossessione del protagonista per il sesso, ma la tempera con una sfumatura di politicamente corretto, da bravo figlio di una sinistra un po' ipocrita e ripiegata sul proprio ombelico: l'amore per la figlia, così perfettina anche nei propri tic, che rivelano un disperato bisogno di equilibrio, e l'amore per la moglie, che diventa quasi indisponente nella stupidità esibita in uno dei momenti clou della narrazione, sono la cornice che tenta di rendere simpatico il nostro uomo.
Il romanzo è da leggere, Piccolo gioca bene le sue carte, al lettore la riflessione su come uomini e donne si sono ridotti nella loro ricerca di libertà (dai sensi di colpa...).

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La separazione del maschio 2011-11-15 08:22:25 francesco
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Opinione inserita da francesco    15 Novembre, 2011

intimo

Un libro non sul sesso, ma sul significato relazionale del sesso, dal particolare punto di vista di uomo che combatte con i propri fantasmi infantili.
La parte migliore è però quella sulla paternità, sulle paure, fatiche e gioie del genitore e sulle esigenze e naturali aspettative della figlia.
Ironico ma profondo.

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La separazione del maschio 2009-04-21 15:22:35 gianoulinetti
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gianoulinetti Opinione inserita da gianoulinetti    21 Aprile, 2009
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La complessità dell'amore

Lunga riflessione del maschio protagonista sulla complessità dell'amare: le donne (soprattutto),i figli,il lavoro... quindi la vita nelle sue molteplici accezioni. Qualcuno vi dirà che è un libro sul sesso, un libro erotico. Non credetegli. "La separazione del maschio" parla molto di sesso, ne descrive i dettagli, persino gli odori, ma unicamente come modalità di entrare in relazione profonda con l'altro e sempre con sincero rispetto. Nessuna violenza nei pensieri e nelle azioni del "maschio", ma desiderio di conoscere la persona con cui in quel momento sta insieme, nella convinzione che nessuno può mai essere conosciuto interamente (nemmeno un figlio) e soprattutto nessuno può mai essere posseduto (tantomeno un figlio).

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La separazione del maschio 2009-01-20 00:10:27 exeter64
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exeter64 Opinione inserita da exeter64    20 Gennaio, 2009
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Per quarantenni (uomini e donne) un pò vissuti

I molti commenti che questo libro può generare sono quasi sempre relativi al suo contenuto scandaloso ed allo sfondo sessuale, così esplicito e morbosamente descritto da suscitare imbarazzo.

Il fatto è che noi quarantenni, uomini e donne senza distinzione, siamo al "giro di boa" di una vita a volte faticosa e difficile, spesso dolorosa e "lo spettro della fine", come scrive Piccolo riflettendo sugli anni che, trascorrendo inesorabilmente, insultano il nostro corpo, anche se lontano e vago, inizia a mostrarsi con tutta la sua oscura potenza devastatrice.

"L'orizzonte vago della decadenza spinge con tutte le forze verso il presente e quindi si compie finalmente la concretezza della vitalità, qui ed ora." Basta questa frase a far comprendere l'apparente immorale ed ossessiva ricerca di amore e sesso da parte del protagonista che, non dimentichiamolo, non ha un nome e quindi si fa portavoce e simbolo di istinti "primordiali" della natura umana.

Questo maschio, a suo modo, ama immensamente le sua donne, che siano amanti, moglie o figlia.

E le sue donne, ricordiamolo, sono stupende perchè "...conservano la loro bellezza nell'imperfezione, nelle tracce di decadimento".

Con uno stile apparentemente semplice ma avvincente, veniamo catapultati sin dall'inizio nel mondo interiore di questo personaggio che sarà anche scandaloso, amorale ed egoista, ma criticare è facile e sopratutto...chi è senza peccato scagli la prima pietra!

Da leggere per i tanti spunti e commenti che fornirà ad uomini e donne che hanno voglia e coraggio di guardarsi dentro

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