Narrativa italiana Romanzi storici La vergine napoletana
 

La vergine napoletana La vergine napoletana

La vergine napoletana

Letteratura italiana

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Al centro del romanzo c’è la Napoli medievale, con la struggente bellezza dei suoi luoghi e della sua gente, che Pederiali dipinge con tinte vivacissime. La vergine napoletana intreccia nella maniera più appassionante storia e leggende, personaggi storici come Carlo d’Angiò e Celestino V ma anche figure rubate al mito, come il nano-mago Iennarone e il femminiello Fabiello oppure l’Orco che blocca un passo appenninico. Non mancano, tra vicoli e castelli, affascinanti personaggi femminili: la dolce Cicella, la «vergine napoletana» che giace con il bellissimo e sfortunato Corradino; o la bella e spregiudicata Zeza, che si esibisce con Pulcinella nelle piazze della città; o ancora Allegra, la figlia dell’ebreo Saul Mantino, che vive in quello che diventerà vico Scannagiudei.

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La vergine napoletana 2013-01-26 16:08:50 calzina
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calzina Opinione inserita da calzina    26 Gennaio, 2013
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UN ROMANZO STORICO...TUTTO MAIUSCOLO

Ho scoperto questo libro per caso, per il fatto che fosse in offerta speciale per un giorno in edizione ebook. Forse proprio perchè non l'avevo mai notato è stata una piacevole sorpresa.
E' un bel romanzo storico, sottolineo, romanzo, quindi la narrazione puramente immaginaria è però sorretta da una rete di vicende vere, storiche. così come i personaggi, ci sono personaggi realmente esistiti e personaggi inventati...a mio gusto è anche bello pensarli realmente esistiti, perchè il bello dei romanzi storici è proprio questo.
Il periodo di ambientazione è affascinante, quello successivo alla morte di Federico II di Svevia. Periodo sicuramente interessante, infatti grazie a questo sovrano parte dell'Italia e degli italiani riuscirono ad assaporare la pacifica convivenza tra religioni e culture diverse, quella araba, quella cattolica e quella ebrea. la dinastia degli Hohenstaufen,però, terminò nel sangue con l'uccisione dell'ultimo erede legittimo al trono e da qui inizia la narrazione.
Un cavaliere bianco cattolico (Giovanni)ed uno nero saraceno di sicilia (Yusuf Ibn Gwasi) partono alla ricerca del presunto erede di Corradino, nipote di Federico II.
tra varie vicissitudini e sullo sfondo di varie città, prima fra tutte Napoli, incontriamo personaggi molto diversi tra loro, per religione, cultura e ceto. Credo sia stata pura intenzione dello scrittore accostare personalità tanto differenti tra loro per ribadire ancora una volta il concetto della convivenza pacifica possibile in comunità tanto eterogenee.
Un piccolo particolare interessante è che parte del romanzo è ambientato in Emilia, a Bondeno e Mirandola, paesi recentemente colpiti dal terremoto. Il libro è stato pubblicato nel 2009, ben prima del terremoto. E' stato come se per l'ennesima volta il destino avesso voluto dirci "non dimenticate", non dimenticate la storia, non dimenticate le persone.
Bel romanzo, avvincente, dalla scrittura fluida e scorrevole.
Ho trovato molto commovente la descrizione dell'amore tra Cicella e il suo sposo per una notte Corradino.
A dire il vero l'amore gioca un ruolo interessante in questo libro, è stato un'altro aspetto su cui il romanzo è stato costruito, perfetto se vi piace l'aggiunta di un pizzico di romanticismo all'avventura.
il titolo della recensione è proprio per questo, tutto maiuscolo, perchè racchiude in se tutti gli ingredienti che io apprezzo in un romanzo storico.

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La vergine napoletana 2013-01-22 11:55:20 AndCor
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AndCor Opinione inserita da AndCor    22 Gennaio, 2013
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Buona revisione storica della Napoli trecentesca

Ecco qui un romanzo storico in cui la componente reale e quella fittizia si fondono in maniera più che amabile.

La narrazione vede come protagonisti due cavalieri, Giovanni e Yussuf, alla ricerca del presunto figlio di Corradino, nipote dell'Imperatore Federico II di Svevia, che sarebbe di diritto un pretendente per il trono di Napoli.
La madre sarebbe una certa Cicella, la 'vergine napoletana' da cui il romanzo ha preso il titolo.

Inizia così un lungo peregrinare geografico che vede Napoli al centro della narrazione e diversi territori ricchi di fascino: c'è Lucera, città italo-araba, utile per aprire una riflessione in merito ai rapporti di (difficile) convivenza fra cristiani e musulmani, senza dimeticare le Murge, la Toscana e le nebbiose e poco praticabili campagne dell'Appenino emiliano.
I vari ambienti sono descritti secondo una tecnica a metà fra il 'romantico' ed il 'teatrale', e di conseguenza non mancano di fervidi, vividi e verosimili particolari.

Ai tanti personaggi reali, come Carlo d'Angio, Federico II di Svevia e Corradino, sono affiancati numerosi personaggi fittizi di medio-grande rilievo, come Cicella, il mago Iennarone e l'Orco 'mitologico' dislocato in un passo non ben precisato dell'Appennino. In particolare, le figure femminili risultano intriganti e battagliere, fornendo un quadro alquanto 'anormale' rispetto alle normali credenze riguardo al ruolo marginale delle donne nelle società medievali.

Un intreccio ben costruito, i grandi ideali, l'amore legato indissolubilmente alla religione, una sensualità mai impudica ed un finale 'alla Shakespeare' completano l'ottimo profilo del libro. Davvero di qualità.

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