Narrativa italiana Romanzi storici Una questione privata
 

Una questione privata Una questione privata

Una questione privata

Letteratura italiana

Editore

Casa editrice

Pubblicato postumo nel 1963, Una questione privata è ormai considerato il capolavoro di Fenoglio, nonché uno dei più bei romanzi italiani del Novecento. Nelle Langhe, durante la guerra partigiana, Milton (quasi una controfigura di Fenoglio stesso), è un giovane studente universitario, ex ufficiale che milita nelle formazioni autonome. Eroe solitario, durante un'azione militare rivede la villa dove aveva abitato Fulvia, una ragazza che egli aveva amato e che ancora ama. Mentre visita i luoghi del suo amore, rievocandone le vicende, viene a sapere che Fulvia si è innamorata di un suo amico, Giorgio: tormentato dalla gelosia, Milton tenta di rintracciare il rivale, scoprendo che è stato catturato dai fascisti.



Recensione Utenti

Opinioni inserite: 9

Voto medio 
 
4.4
Stile 
 
4.3  (9)
Contenuto 
 
4.6  (9)
Piacevolezza 
 
4.3  (9)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Una questione privata 2022-01-26 17:35:15 Cathy
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Cathy Opinione inserita da Cathy    26 Gennaio, 2022
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

« [...] solo se io ho la tua anima».

Durante un'azione il giovane partigiano Milton si ritrova a passare per caso nei pressi della villa dove viveva la ragazza di cui è innamorato, Fulvia. Entrato per rivivere i ricordi all'ombra dei ciliegi, incontra la custode della villa e i due iniziano a parlare di Fulvia. Milton scopre così che la ragazza aveva probabilmente una relazione con Giorgio, migliore amico di Milton e come lui partigiano, in una brigata diversa dalla sua. Tormentato dal bisogno di conoscere la verità, Milton tenta di rintracciare Giorgio, ma una nuova, terribile scoperta lo attende: Giorgio è stato catturato dai fascisti e, se non è già stato fucilato, è possibile che lo sarà a breve. L'unica speranza di riaverlo, e insieme a lui trovare la verità, è scambiarlo con un prigioniero. Milton inizia così un viaggio disperato nelle Langhe, diventate teatro di una guerra tanto più atroce perché condotta tra compatrioti, tra fughe e imboscate, sotto la pioggia, al freddo, nel fango, un unico, martellante interrogativo nella mente: «debbo sapere, solo se io ho la tua anima».
Scrive Italo Calvino in un saggio del 1949 che, nonostante la vasta produzione memorialistica e romanzesca sull'argomento, ancora non esiste in Italia un'opera che possa dire di rappresentare davvero la Resistenza. Quindici anni dopo, nella prefazione al suo romanzo "Il sentiero dei nidi di ragno", afferma che finalmente il vuoto è stato colmato e l'opera in grado di rappresentare quella parte così cruciale della storia italiana del Novecento adesso esiste: è "Una questione privata", pubblicato postumo nel 1963. La cosa singolare è che nel romanzo di Fenoglio, in realtà, la Resistenza resta sullo sfondo. Non ci sono grandi operazioni di guerra, ma è rappresentata soprattutto la difficile quotidianità dei partigiani, con la sua miseria e i suoi orrori, senza la minima traccia di retorica o esaltazione, ma attraverso una prosa pulita ed essenziale: le scarpinate nelle peggiori condizioni atmosferiche, il bussare ai casolari per chiedere un pezzo di pane, le scomode sistemazioni per la notte, gli appostamenti infruttuosi, la morte che accompagna ogni passo e alita di continuo sul collo, il fango e il sangue che ricoprono i vestiti laceri, il bisogno disperato di fumarsi una sigaretta per riuscire ad andare avanti, e intanto un pensiero fisso nella mente: quando finirà?
Il cuore del romanzo non sono i terribili eventi storici del momento, ma il dramma personale di Milton, che arriva quasi a coincidere e diventare un tutt'uno con la sua missione, fino a prendere il sopravvento sulla lotta al nazifascismo: trovare Giorgio e con lui la verità è come ritrovare Fulvia e trovare lei e vincere la guerra sono la stessa cosa. Nulla è più importante dell'amore per lei, neppure prendere la vita di un fascista. «Hieme et aestate, prope et procul, usque dum vivam et ultra»: «d’inverno e d’estate, da vicino e da lontano, finché vivrò ed oltre».
D'altronde Fenoglio ha ormai deciso di prendere le distanze dalla memorialistica sulla Resistenza, dai numerosissimi racconti pubblicati all'indomani della fine della guerra che narrano esperienze personali all'interno delle quali questi racconti restano intrappolati, come in un recinto, incapaci di andare oltre e di esprimere qualcosa di più. Di questa vasta produzione restano ancora le tracce nel "Partigiano Johnny", un'opera nella quale, ammette lo stesso autore, il centro, il punto focale della narrazione è il personaggio. Non c'è un nucleo tematico forte intorno al quale organizzare gli eventi, ma è Johnny in quanto loro protagonista a unificarli. "Il partigiano Johnny" è un'opera "poco romanzesca" e risulta più simile a un resoconto di esperienze personali, a una raccolta di fatti anche molto diversi tra loro, accomunati soltanto dalla figura intorno alla quale si verificano.
"Una questione privata", invece, ambisce allo status di romanzo, sebbene questo non significhi che si tratti di un'opera necessariamente superiore, ma solo impostata in modo diverso. Non un romanzo sulla Resistenza, ma un romanzo nel quale la Resistenza rimanga sullo sfondo. Eppure la "questione privata" che costituisce tutta la sostanza del racconto è in realtà emblema proprio della guerra civile, quasi un caso di "mise en abyme", una storia nella Storia che ne racchiude e ne condensa i temi e il significato. Giorgio e Milton, infatti, non sono soltanto migliori amici. Sono quasi fratelli. «Siamo nati insieme», risponde Milton a un partigiano che gli domanda che tipo di rapporto ci sia tra lui e Giorgio per spingerlo ad affrontare una missione così assurda pur di salvarlo. La ragione che spinge Milton è l'amore per Fulvia, è vero, ma questa scelta di parole senz'altro non è casuale. La guerra civile è una guerra tra fratelli, così come la rivalità tra Giorgio e Milton per Fulvia è uno scontro tra fratelli, sebbene tanto Giorgio quanto Fulvia siano figure evanescenti, poco definite, inafferrabili, più simili a ombre. Inseguire queste ombre Milton corre per le Langhe in un'atmosfera allucinata, fatta di nebbia, sangue, fango e pioggia, impegnato in una ricerca che sembra assurda, impossibile, il cui senso ultimo sfugge perché entrambi gli obiettivi restano eternamente irraggiungibili, e in fondo tutte le risposte sembrano già date in partenza. E dunque cosa sta cercando Milton? Qual è il senso della sua corsa disperata nella nebbia, della guerra che insanguina la terra e frantuma l'unità di un intero popolo? Un interrogativo destinato, nel finale in sospeso del romanzo, a restare senza risposta. E forse proprio in questo sta la sua angosciante modernità.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Consigliato a chiunque, ma in particolar modo ai giovani.
Trovi utile questa opinione? 
120
Segnala questa recensione ad un moderatore
Una questione privata 2021-01-16 15:03:16 annamariabalzano43
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
annamariabalzano43 Opinione inserita da annamariabalzano43    16 Gennaio, 2021
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Vita, amore e morte nelle Langhe

Chi ha conosciuto il paesaggio delle Langhe non può che esserne rimasto incantato. Luoghi che rasserenano gli animi: distese di vigneti, dolci colline, gusto per il buon cibo e per il buon vino. Eppure proprio in queste terre che sembrano poter alleviare gli affanni dello spirito hanno avuto luogo, negli anni quaranta, episodi dolorosissimi.
Qui Beppe Fenoglio ambienta il suo romanzo “Una questione privata”, il cui protagonista, il partigiano Milton, è in continuo movimento per rintracciare l’amico Giorgio che sa essere stato catturato dal nemico, per salvarlo, si, ma soprattutto per sapere da lui se è stato l’amante della sua ragazza Fulvia. È l’amore che lo spinge ad attraversare zone pericolose presidiate da militi fascisti, a percorrere lunghi tragitti sotto la pioggia, nel fango, col freddo pungente, indebolito dalla fame. Nel suo percorso si ferma solo qualche volta in case diroccate, abitate da povertà e miseria. Il suo cammino si trasforma talvolta in una lotta per la sopravvivenza.
La narrazione è essenziale, mai ridondante; ricorda nello stile l’Hemingway di “Addio alle armi” e di “Per chi suona la campana”. Come nei romanzi dello scrittore americano, anche Fenoglio dà agli agenti esterni un’importanza simbolica. Il fango, la pioggia, gli abiti laceri, la sporcizia sono metafora della condizione umana. L’autore non interviene mai nel racconto con giudizi moralistici. Sono i personaggi stessi, attraverso le loro azioni e i loro dialoghi a rappresentare la reazione umana di fronte alla violenza e alla morte, reazione che a volte coincide con una perdita di dignità, talora invece con l’accettazione della realtà. In questa prospettiva il romanzo è un’indagine sulla capacità dell’uomo di fare o di subire il male ed è altresì un tentativo di conciliare interesse pubblico, cioè la lotta per la libertà, e interesse privato, amore e verità.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
170
Segnala questa recensione ad un moderatore
Una questione privata 2020-03-09 11:18:46 Valerio91
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    09 Marzo, 2020
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ragazzi di vent'anni

Un romanzo faticoso, devo dire.
Il contesto descritto da Fenoglio è privo d'ogni colore se non quello del fango, tutto il resto è nebbia. Al suo principio ci presenta una storia d'amore immatura, i cui protagonisti sono una giovinetta ancora incapace di capire che l'esteriorità non è tutto (pur avendone prova), e un giovanissimo partigiano descritto come «un brutto: alto, scarno, curvo di spalle»; un giovane costretto a farsi uomo troppo presto, ma che non è in grado di svestirsi completamente della sua ingenuità: non ne ha avuto il tempo, e questa è stata dunque compressa nel pensiero di quella bella ragazzina, le cui attenzioni lo hanno esaltato forse per la prima volta, in una vita vissuta all'ombra del suo amico e fratello Giorgio: quello bello ed elegante. Quando la certezza dell'amore di lei pare venir meno, l'imperturbabile Milton (così si chiama il protagonista) perderà tutto il suo contegno, imbarcandosi in una pericolosa missione personale, in un contesto in cui le questioni private hanno importanza meno che secondaria. Che importanza può infatti avere la fedeltà d'una bambina, quando ogni giorno è in ballo la propria sopravvivenza? Ma tra i membri della Resistenza partigiana v'era anche questo: ragazzi di vent'anni che si sentono già vecchi, che sono costretti ad esserlo e che hanno già visto il peggio della vita, mentre il meglio non hanno forse neanche potuto viverlo del tutto; uomini che, tuttavia, se colpiti nel punto giusto tornano ad essere ciò che in fondo sono ancora: ragazzi di vent’anni incapaci di distinguere le priorità, certe volte.
Milton non è che una cinepresa, un viaggiatore pieno di fango che viaggia in mezzo ad anime come la sua, costrette a celarsi e a fingere d'essere ciò che non sono, pur di dare la svolta a un mondo che non gli appartiene. Eppure basta cosi poco a renderli fragili, indifesi… addirittura masochisti o dissennati.
In conclusione è molto difficile dare un giudizio su questo libro: non l'ho amato, ma capisco che qualcuno possa farlo. Non era intenzione dell'autore dare vita a una storia con un principio e una fine, è evidente, forse provando a mettere la storia in analogia con quelle vite spezzate che si trova a descrivere. È forse qui la peculiarità di “Una questione privata", e qui si nascondono forse i motivi chi possono portarvi ad apprezzarlo oppure no.

“Accese una sigaretta. Da quanto tempo non accendeva la sigaretta a Fulvia? Valeva sì la pena di attraversare a nuoto l’oceano pauroso della guerra per giungere a riva e non far altro o più che accendere la sigaretta a Fulvia.”

Trovi utile questa opinione? 
160
Segnala questa recensione ad un moderatore
Una questione privata 2017-06-16 17:47:36 mariaangela
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
mariaangela Opinione inserita da mariaangela    16 Giugno, 2017
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli uomini presi di spalle son tutti uguali.

“Fulvia, Fulvia, amore mio. Sono sempre lo stesso, Fulvia. Ho fatto tanto, ho camminato tanto… Sono scappato e ho inseguito. Mi sono sentito vivo come mai e mi son visto morto. Ho riso e ho pianto. Ho ucciso un uomo, a caldo. Ne ho visti uccidere, a freddo, moltissimi. Ma io sono sempre lo stesso.”

Nel 1944 Milton ha vent'anni, partigiano militante nelle formazioni badogliane.
Sono gli anni finali della Seconda guerra mondiale.
E' in ricognizione con il compagno di brigata Ivan quando, nella cittadina di Alba, si ritrova davanti la villa di Fulvia. Il suo grande, segreto amore, una bella e giovane ragazza torinese di buona famiglia, sfollata per qualche tempo ad Alba da Torino.
.
"Ecco i quattro ciliegi che fiancheggiavano il vialetto oltre il cancello appena accostato, ecco i due faggi che svettavano di molto oltre il tetto scuro e lucido. I muri erano sempre candidi, senza macchie né fumosità, non stinti dalle violente piogge degli ultimi giorni. Tutte le finestre erano chiuse, a catenella, visibilmente da lungo tempo."

La dolorosa scoperta. Mentre nell'estate del 1943 lui partiva come partigiano, segretamente Fulvia e Giorgio si sono frequentati a lungo.

Milton, Giorgio, Fulvia.
Loro ricchi e belli.
Milton “i pugni serrati nelle tasche per tendere il calzone e mascherare la piattezza delle cosce, senza i soldi per pagarsi una bibita e darsi un contegno sorseggiandola…”
Milton e Giorgio, “quante volte, dormendo nelle stalle, si erano stesi l’uno accanto all’altro, stretti l’uno contro l’altro, in una intimità la cui iniziativa partiva sempre da Giorgio. Siccome Milton dormiva d’abitudine ricurvo a mezzaluna, Giorgio aspettava che si fosse sistemato e poi gli si stringeva e adattava, come in un’amaca orizzontale. E quante volte, svegliatosi prima, Milton aveva avuto tutto l’agio di considerare il corpo di Giorgio, la sua pelle, il suo pelo…”

Le vicende di uno diventano le vicissitudini di tutti. Attraverso il lungo e faticoso cammino di Milton, che, ossessionato dalla ricerca della verità, ritornerà alla villa, conosciamo la fame, il freddo, la nebbia. La pioggia che infradicia le divise e le teste. Il fango che attanaglia le caviglie.
Ce lo immaginiamo fatto di fango dentro e fuori. Un corpo completamente nascosto dal fango che avanza, che si nasconde, che scappa, che si piega e si rialza.
Che uccide.
Mi fa tenerezza Milton, ma anche un po’ rabbia la sua assurda ostinazione, il suo non abbandonarsi se non alla contemplazione, quando avrebbe potuto invece assaporare l’istante che intanto svaniva.

Un romanzo “breve” ma stancante. Avrei potuto terminarlo in un giorno, ma l’ho sentito faticoso nei contenuti e nelle ambientazioni. Quasi scarno, privo di minuziosi dettagli, l’autore non si sofferma mai lungamente in una descrizione di un luogo o di un sentimento, non nel modo in cui io mi sarei aspettata. Ho sofferto a procedere nella lettura.

Una vicenda personale, di amore e di verità, mentre tutto intorno è guerra e istinto di sopravvivenza.
E Milton?
Il finale non è importante, è sempre solo l’inizio della fine.

“Tu non devi saper niente, solo che io ti amo. Io invece debbo sapere, solo se io ho la tua anima. Ti sto pensando, anche ora, anche in queste condizioni sto pensando a te. Lo sai che se cesso di pensarti, tu muori, istantaneamente? Ma non temere, io non cesserò mai di pensarti.”

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
170
Segnala questa recensione ad un moderatore
Una questione privata 2016-10-20 09:41:50 Vita93
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Vita93 Opinione inserita da Vita93    20 Ottobre, 2016
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Solo se io ho la tua anima

Langhe. Piemonte. Novembre 1944. Il poco più che ventenne partigiano Milton, uscito in pattuglia con un compagno, si trova davanti alla villa di Fulvia, una coetanea di cui è follemente innamorato e con cui era solito trascorrere intere giornate ad ascoltare canzoni straniere e a tradurle.
Fulvia non c’ è, si è trasferita per sfuggire alla pericolosità della guerra. La guardiana della villa, rimasta a presidiare la residenza, riconosce Milton e gli permette di entrare nella tenuta per affievolire la nostalgia del luogo che attanaglia il giovane.
Dalla conversazione con la donna, intuisce che negli ultimi tempi Fulvia ha intrecciato una relazione segreta con Giorgio Clerici, partigiano nonché suo migliore amico.
Milton deve sapere, deve trovare Giorgio e scoprire fino a che punto gli appartiene il cuore dell’amata Fulvia. "Non poteva più vivere senza sapere, e soprattutto, non poteva morire senza sapere".

"Una questione privata", pubblicato postumo nel 1963, ha molteplici chiavi di lettura.

Si tratta in primo luogo di un romanzo sulla Resistenza. Perché se per larghi tratti la vicenda parla appunto di una questione privata, in ogni pagina si respira il clima collettivo del periodo, i rapporti con i fascisti, con la popolazione e tra i partigiani stessi divisi in più schieramenti.
Sentiamo addosso la pressione di una natura personificata, descritta magnificamente, e che tra nebbia, pioggia e fango sembra accompagnare lo smarrimento, la difficoltà e la solitudine della ricerca. Proviamo compassione per questi giovani uomini fragili considerati vecchi a venticinque anni e a cui resta con ogni probabilità poco da vivere.
E per non correre il rischio che la questione personale oscuri la Storia generale, Fenoglio ricorda al lettore che nessuno è innocente, come nel capitolo crudo e opprimente dedicato alle due giovanissime staffette partigiane giustiziate.

Un romanzo ariostesco, come lo definì Calvino, per la cieca ossessione amorosa che lo pervade, per la ricerca irrazionale e pericolosa per se stesso e per gli altri che intraprende Milton, e per la chimera di una verità illusoria, irraggiungibile.

Un romanzo sulla solitudine, non soltanto perché Milton agisce da solo, ma soprattutto perché è un protagonista atipico per una storia sulla Resistenza. Curvo, magro, dotato di un'ottima formazione scolastica e culturale, quasi a voler assecondare la tendenza della letteratura otto-novecentesca a trattare della figura dell'intellettuale isolato.

Infine un romanzo di formazione che racconta di un amore infantile e idealizzato, in contrasto con la maturità che esige la vita partigiana tra fatiche, dolori. Con protagonisti comuni ventenni trovatisi in circostanze eccezionali e defraudati della spensierata giovinezza.

Nel sentimento amoroso Milton trova una via di fuga. Anteponendo lo scopo privato alla causa generale non è un inetto o un vigliacco, è soltanto un giovane uomo imperfetto che cerca rassicurazioni e felicità laddove sembra impossibile trovarne.
Niente ha senso, neppure la Resistenza, se alla fine della guerra non ci sarà Fulvia ad aspettarlo tra le sue braccia. Come se la Resistenza fosse una tappa transitoria, un contorno sfumato eppure inevitabile e necessario.

Il tutto è impreziosito da uno stile asciutto, essenziale eppure capace di raffinate descrizioni e squisiti lirismi.
"Una questione privata" è una delle tante perle imperdibili della letteratura italiana del Novecento.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
140
Segnala questa recensione ad un moderatore
Una questione privata 2016-09-17 08:07:42 Cristina72
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Cristina72 Opinione inserita da Cristina72    17 Settembre, 2016
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Fango e amore

Le vicende del romanzo ruotano intorno a Milton, giovane partigiano che mette a servizio del suo sentimento per Fulvia, la ragazza di cui è innamorato, tutti i suoi ideali.
Lo stile essenziale, a tratti brusco, non concede niente al sentimentalismo, ma la tenerezza e il dolore per un amore probabilmente non ricambiato affiorano con potenza da ogni pagina.
Cercando “la verità”, la conferma del tradimento dell'amata, Milton vaga tra la pioggia e il fango della campagna piemontese, aggirando i pattugliamenti fascisti.
Ufficialmente ha una missione da compiere, ma la sua ricerca somiglia più ad un fuga dalla realtà, al girovagare a vuoto di un cuore straziato.
Difficile accettare che i ricordi custoditi gelosamente non abbiano più consistenza della melma che lo circonda giorno e notte e che sembra volerlo inghiottire, insopportabile il freddo che si impadronisce di lui al pensiero della sua solitudine.
Si empatizza subito con il protagonista, ne avvertiamo ogni moto dell'animo, lo perdiamo di vista solo per un capitolo che costituisce quasi un racconto a sé e che mette in luce tutto il livore sleale, spietato e inutile generato dalla guerra, in un circolo vizioso fatale.
Le pagine finali, cariche di adrenalina, lente e veloci, vagamente oniriche, sicuramente catartiche, celebrano magistralmente la pulsione di vita sulla morte – e sulla voglia di morire:
“Era perfettamente conscio della solitudine, del silenzio, della pace, ma ancora correva, facilmente, irresistibilmente”.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Libri sulla Resistenza.
Trovi utile questa opinione? 
150
Segnala questa recensione ad un moderatore
Una questione privata 2015-12-13 12:21:33 Jo_March
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Jo_March Opinione inserita da Jo_March    13 Dicembre, 2015
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La Resistenza

Di quanto l'amore possa farci diventare folli e ciechi. Così Milton, moderno Orlando, si mette alla ricerca della verità che riguarda Fulvia, la ragazza della quale è segretamente innamorato e che ha saputo essere legata sentimentalmente al suo amico Giorgio, partigiano come lui, ma molto più bello ed affascinante di lui. Giorgio, però, è stato rapito dai fascisti e Milton non si ferma neppure di fronte a ciò: la sua diventa una folle corsa alla ricerca di una verità che è evidente, ma che lui non vuole vedere, valutare. In queste Langhe, che fanno da scenario angosciante, Milton non raggiungerà alcun esito.
Romanzo incompiuto? A detta di molti critici, no: era questo il finale che Fenoglio voleva dare al romanzo.

"Davvero sono splendida?"
"No, non sei splendida".
"Ah, non lo sono?"
"Sei tutto lo splendore".
"Tu, tu tu, - fece lei, - tu hai una maniera di metter fuori le parole... Ad esempio, è stato come se sentissi pronunziare splendore per la prima volta".
"Non è strano. Non c'era splendore prima di te".

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Ovviamente a chi ha letto il romanzo d'esordio di Calvino, "Il sentiero dei nidi di ragno"
Trovi utile questa opinione? 
80
Segnala questa recensione ad un moderatore
Una questione privata 2015-07-15 17:35:00 AndCor
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
AndCor Opinione inserita da AndCor    15 Luglio, 2015
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I toni lirici di una Resistenza aspra e difficile

Siamo nella cittadina piemontese di Alba, l'anno 1943 volge al termine.
Milton, un partigiano badogliano, rivede in lontananza la villa della famiglia di Fulvia, una giovane conterranea della quale si era innamorato anni addietro. Nel rivisitare il palazzo, rievoca tanti felici ricordi passati, ma rimane sconvolto quando scambia quattro chiacchiere con la custode della villa e scopre che la sua amata aveva intrecciato una relazione segreta con il loro amico in comune Giorgio Clerici. Milton è destabilizzato, non si dà pace, e anche i compagni di brigata notano il suo malumore: si vede dunque 'costretto' a cercare Giorgio per sapere la verità e ritrovare così la tranquillità perduta, quando un contadino gli rivela che è stato catturato dai fascisti. Inizia così il suo lungo peregrinare tra la nebbia e la pioggia delle colline intorno ad Alba, Mango e Santo Stefano Belbo alla ricerca di un soldato fascista da offrire come merce di scambio. Riesce a far suo un sergente 'nero', ma gli imprevisti sono già pronti dietro l'angolo per scombinare i piani del protagonista. Sino a giungere al finale agrodolce e solo apparentemente incompiuto, capace di lasciare adito, da un lato, a una pace mesta e raccolta e, dall'altro, a una morte lenta e amarissima.

Sin dal titolo, traspare chiaramente quale sia l'immagine che Fenoglio vuole offrire della Resistenza partigiana, fatta di ombre e contraddizioni, ma altresì di un senso lirico autentico e, soprattutto, personale e soggettivo. Proprio come se la guerra intestina che deturpa il suolo italico venisse presentata sotto una luce antieroica e ambivalente, così da descrivere appieno sia le problematiche di fondo sia i valori etici dei 'rossi', universalmente rappresentati da quella 'verità esclusiva' che Milton ricerca con rabbia e fervore. Nonostante 'Qui più nessuno è normale. Solamente la pioggia è ancora normale.'.

Non può che scaturirne un registro linguistico secco, tagliato, tagliente, privo di raffinatezze retoriche, affiancato dallo stile del romanzo breve tipicamente 'fenogliano' che si destreggia abilmente fra le metafore e il simbolismo allegorico con l'obiettivo di rimarcare la dicotomia fra la Verità dei personaggi e la Verità fredda e oggettiva.

Sullo sfondo, ma non per questo meno tangibile, una domanda che rimbomba senza ritegno - A quando la fine? - e una risposta ancora del tutto ignota. Perché, e lo sanno tutti, anche se tutti fanno finta di niente, '...non siamo noi che comandiamo a lei, ma è lei che comanda a noi.'

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
110
Segnala questa recensione ad un moderatore
Una questione privata 2015-03-26 06:55:49 enricocaramuscio
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
enricocaramuscio Opinione inserita da enricocaramuscio    26 Marzo, 2015
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quell’amore che smuove gli animi

Con una scrittura semplice, lineare, asciutta, quasi a volersi affidare più alle immagini che alle parole, Fenoglio ci trascina nel bel mezzo della guerra tra partigiani e fascisti, una lotta fratricida che ha lasciato strascichi così lunghi da arrivare fino ai nostri giorni. Tra imboscate, spedizioni punitive, rappresaglie, prigionieri, esecuzioni, punizioni, ci troviamo fianco a fianco a ragazzi che hanno consacrato la vita a ideali di libertà e democrazia. Ma non c'è retorica nel racconto dell'autore, non ci sono eroi senza macchia ma solo giovani uomini con il loro coraggio e le loro paure, i difetti, i vizi e le manie, le lacrime e le risate, le speranze ambiziose e le spietate disillusioni. Fattori umani inevitabili, perché a combattere ci sono persone, non macchine, e anche in mezzo ai più terribili orrori bellici è impossibile mettere da parte i sentimenti. Lo sa bene Milton, protagonista del romanzo, che nel bel mezzo di un’azione si imbatte per caso nella villa dove abitava la sua amata Fulvia. Qui viene a sapere dalla custode di una tresca amorosa tra la ragazza dei suoi sogni e Giorgio, miglior amico e commilitone di Milton nelle file dei partigiani badogliani. Per il protagonista è un colpo troppo forte, in un lampo la guerra, la libertà, i compagni, i nemici perdono qualsiasi importanza. L’unica cosa che conta ormai è scoprire la verità. Si mette quindi subito alla ricerca dell’amico, ma ben presto viene a sapere che Giorgio è stato catturato dai fascisti. Le cose, a questo punto, si complicano e la tragedia appare inevitabile. Quattro lunghi giorni di ricerche, di continui flashback, di rabbia e di speranze, tra le Langhe avvolte da fitte nebbie, spazzate da venti gelidi, battute da piogge impietose, in cui le questioni personali si intrecciano con le ragioni della guerra, amicizia e rivalità si confondono, si ribaltano i progetti, le priorità, i sentimenti e ne viene fuori un’inconfutabile verità: che sia quello per un ideale, per la patria o più semplicemente quello per una donna, non c’è niente capace di smuovere gli animi degli uomini più dell’amore. “Fulvia, non dovevi farmi questo. Specie pensando a ciò che mi stava davanti. Ma tu non potevi sapere che cosa stava davanti a me, ed anche a lui e a tutti i ragazzi. Tu non devi saper niente, solo che io ti amo. Io invece debbo sapere, solo se io ho la tua anima. Ti sto pensando, anche ora, anche in queste condizioni sto pensando a te. Lo sai che se cesso di pensarti, tu muori, istantaneamente? Ma non temere, io non cesserò mai di pensarti”.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
220
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

In tua assenza
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La banda dei colpevoli
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La mappa nera
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)
La quarta profezia
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La vita paga il sabato
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
5.0 (2)
Obscuritas
Valutazione Redazione QLibri
 
3.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli avversari
Valutazione Utenti
 
4.5 (1)
Le sorelle Lacroix
Valutazione Redazione QLibri
 
2.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
L'ultimo figlio
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Questo post è stato rimosso
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
I killeri non vanno in pensione
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Voci in fuga
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri

Lepanto nel cuore
La malalegna
Come vento cucito alla terra
La fortuna
La scelta
La tigre di Noto
L'alta fantasia
Le disobbedienti
L'amante del doge
L'inverno del pesco in fiore
Trema la notte
Il cielo sbagliato
La malinconia dei Crusich
Archimede. Il matematico che sfidò Roma
Di luce propria
La banda degli uomini