Bacio feroce Bacio feroce

Bacio feroce

Letteratura italiana

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Sigillano silenzi, sanciscono alleanze, impartiscono assoluzioni e infliggono condanne, i baci feroci. Baci impressi a stampo sulle labbra per legare anima con anima, il destino tuo è il mio, e per tutti il destino è la legge del mare, dove cacciare è soltanto il momento che precede l’essere preda. La paranza dei Bambini ha conquistato il potere, controlla le piazze di spaccio a Forcella, ma da sola non può comandare. Per scalzare le vecchie famiglie di Camorra e tenersi il centro storico, Nicolas ’o Maraja deve creare una confederazione con ’o White e la paranza dei Capelloni. Per non trasformarsi da predatori in prede, i bambini devono restare uniti. Ed è tutt’altro che facile. Ogni paranzino, infatti, insegue la sua missione: Nicolas vuole diventare il re della città, ma ha anche un fratello da vendicare; Drago’ porta un cognome potente, difficile da onorare; Dentino, pazzo di dolore, è uscito dal gruppo di fuoco e ora vuole eliminare ’o Maraja; Biscottino ha un segreto da custodire per salvarsi la vita; Stavodicendo non è scappato abbastanza lontano; Drone, Pesce Moscio, Tucano, Briato’ e Lollipop sono fedeli a Nicolas, però sognano una paranza tutta loro... Fra contrattazioni, tradimenti, vendette e ritorsioni, le vecchie famiglie li appoggiano per sopravvivere o tentano di ostacolarli, seminando discordia direttamente in seno alle paranze. Una nuova guerra sta per scoppiare?

Recensione della Redazione QLibri

 
Bacio feroce 2017-10-23 12:09:56 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    23 Ottobre, 2017
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In overdose

“Teng’a criatura”
“Creature” si dice a Napoli. Cosi’ pure vengono chiamati dalle loro madri i ragazzini della Paranza, come se i “bambini” appartenessero al mondo dei balocchi mentre sul pianeta della droga si e’ diretti discendenti del Creato. Senza regole, senza infanzia, senza innocenza vogliono tutto e tutto si prenderanno in qualsiasi modo.
E’ una guerra tra clan, che sancirà i nuovi prìncipi delle piazze ed il Re di Napoli. Sono i vecchi e potenti boss, rintanati a governare nei loro bunker, sfidati da giovanissimi che mirano al potere ed al trono.
La paranza dei bambini sopravvive ed incalza, guidata dal Maraja che si rivela essere un ottimo stratega oltre che un leader brutale.
Da Forcella a San Giovanni a Ponticelli, l’anziano boss non puo’ scoprirsi ad uccidere un ragazzino. Sarebbe come ammettere di averne paura. Ma le creature crescono, piu’ ci si avvicina al Regno dello spaccio e piu’ la via verso il Creato sara’ sgombra anche per loro.

Tolto il conflitto iniziale con la memoria annebbiata, costretta ad una moltitudine di personaggi ed una infinita’ di interazioni, il ritmo promette bene.
Il libro inizia schizzando, come carburato a V Power e pilotato da un pusher cocainomane inseguito dall’Antidroga. Il punto e’ che la trama non decelera mai, costringendo i primi entusiasmi in una snervante overdose di eventi. E’ talmente fitto di colpi di scena che ci si trova ad implorare un po’ di calma, che il troppo storpia. Apprezzo la volonta’ dell’autore di denunciare il maggior numero di dettagli inosservati nella realta’ di cronaca, ma la missione non deve diventare ossessione.
Nel “ Bacio Feroce” ho scoperto un Saviano scarsamente brillante nella penna, accumulatore compulsivo di fatti e dettagli a discapito dell’empatia che altrove ha dato un taglio emozionale alla prosa.
Pareva insomma la sceneggiatura di una decina di episodi di fiction, piu’ che narrativa fine a se stessa. Sensazione pruriginosa quando si compra letteratura e ci si ritrova impalmati ad una promessa di telecomando.

Il bellissimo “La paranza dei bambini” era un romanzo di denuncia ben calibrato, vergato con ardore e rabbia, con cuore e con estro. Il suo sequel scorre si’ cruento, feroce e disilluso. Ma e’ scritto in modo esondante, bulimico; e’ scritto.
Diffusissimo il napoletano nella stesura dei dialoghi, trattasi di un dialetto tanto musicale, scenografico e imprescindibile nel contesto che la potenza impressa val bene la poca fatica nel comprenderlo.
Benino ma non benissimo.

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Bacio feroce 2017-11-13 11:32:08 AndCor
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AndCor Opinione inserita da AndCor    13 Novembre, 2017
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Nella terra di nessuno, il limite è ’o cielo

Sempre Napoli.
Sempre Forcella.

I Bambini hanno preso il comando di tutta la zona, dalla droga alle estorsioni, anche se Nicolas, il loro leader tanto sfrontato quanto carismatico, sta ancora metabolizzando il lutto di suo fratello Christian. Tutto gira a meraviglia per la paranza, ma l'imperativo categorico è "guardare dove gli altri non guardano": bisogna aprirsi verso nuove frontiere, come Milano e Tirana, affrontando e sconfiggendo realtà radicate e sodalizi secolari in ambienti aspri e sconosciuti. La guerra è inedita, il leit motiv no: in un mondo (solo in apparenza) a noi lontanissimo, prevaricazione e aggressività faranno prima fondere insieme due paranze e poi morire gli infami fra atroci sofferenze. Ma basterà tutto questo per eliminare la concorrenza e autoproclamarsi nuovi padroni assoluti di un futuro che non promette niente?

In perfetta continuità narrativa con il prequel 'La paranza dei bambini', i protagonisti sono sempre gli stessi, ma cresciuti di qualche mese a livello anagrafico e di sete di potere e di prestigio a livello caratteriale. I pericolosi vicoli di Forcella fanno da sfondo a un reportage romanzato coinvolgente e sanguinario, portato all'estremo dall'utilizzo simbolico di un dialetto vivo, penetrante, carico e specifico di un'educazione criminale priva di maschere e di sotterfugi.

"I baci feroci non vengono dal bene né dal male. Esistono, come le alleanze. E lasciano sempre un sapore di sangue.". Alleanze sottoscritte con l'onore, alleanze rotte con i colpi di pistola a bruciapelo, alleanze che denunciano una drammatica voragine di potere centrale, alleanze brutali che ti obbligano a "spingerti al limite senza fartene nemmeno rendere conto". Solo la vecchia generazione legata alle regole e alla Legge tenta di contrapporsi alle nuove leve affamate di autorità e di predominio: il risultato è una faida in cui il numero di vittime è pari al numero di proiettili esplosi, mentre lo Stato è latitante e le famiglie assistono impotenti a un bollettino di guerra composto esclusivamente dai nomi dei loro figli. Piccola nota a sfavore per il finale un po' scontato, anche se è difficile ricercare delle 'novità' in un copione del quale conosciamo a memoria il finale da decenni.

"Voi che avete educato i bambini a essere rispettosi, a obbedirvi. Voi che li avete educati a censurare le parolacce, a non copiare i compiti, a non sottrarre il giocattolo all’amico. Voi che li avete educati ad ascoltare la posizione dell’altro e a cercare sempre una mediazione [...] Voi che avete provato a insegnare loro che un buon risultato dipende da un grande impegno. Voi che avete educato i bambini garantendo amore, denaro, cercando di disciplinarli e non farli viziosi [...] Voi, che avete educato così i vostri figli, avete sbagliato tutto. Avete dato ai vostri bambini la promessa di un mondo giusto che non arriverà mai."

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"La paranza dei bambini'
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