La donna di pietra La donna di pietra

La donna di pietra

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La trama e le recensioni di La donna di pietra, romanzo di Winifred Wolfe edito da Elliot. Dall'autrice di "Un matrimonio perfetto" e "Tutte le ragazze lo sanno", un delicato e intenso romanzo sentimentale che anticipa di decenni il tema della realizzazione e liberazione femminile. Siamo in America, alla fine degli anni Cinquanta, in una quieta cittadina di provincia, lontana dalle turbolenze di New York e dalle inquietudini del tempo. Qui la vita di Lena sembra perfetta, con un matrimonio riuscito, due figli adorabili e una speciale capacità di far bene ogni cosa. Ma un giorno, sul finire dell'estate, nella piccola città arriva John MacCurdy, uno scultore brusco, anticonformista, affascinante. Dopo un iniziale senso di avversione nei suoi confronti, Lena decide di prendere lezioni di scultura e inizia così a frequentare il suo studio. Con il tempo, sia l'arte che l'uomo prendono sempre più spazio nella vita di Lena, la quale si rende conto di avere un grande talento e desideri repressi che vanno oltre la dimensione casalinga che la sua vita ha finora avuto. Riuscire a far convivere il suo mondo ordinato e prevedibile con quello istintivo e ignoto dell'arte, rappresentato da John, diventa sempre più difficile ma scegliere sarà necessario, anche se nessuna direzione è scontata...

Winifred Wolfe, nata nel 1928 a Boston, iniziò la sua carriera come scrittrice di soap opera radiofoniche e televisive di grande successo. Autrice di numerosi racconti, si impose sul mercato editoriale internazionale con il suo primo romanzo Tutte le ragazze lo sanno (Ask Any Girl), al quale seguirono molti altri libri, tra cui Un matrimonio perfetto (If a Man Answer), pubblicato in Italia da Elliot Edizioni nel 2010. Nelle sue opere sono sempre protagoniste donne impegnate ad affermare una nuova identità femminile nella società dell’epoca. Morì nel 1981 a New York.



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La donna di pietra 2012-07-15 22:16:46 Lady Libro
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Lady Libro Opinione inserita da Lady Libro    16 Luglio, 2012
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Romanzo rosa?

Che libro! Non è lui ad essere strano, bensì lo è l'impressione che io ho avuto di esso.
Non è nulla di speciale o di particolare, soltanto un brevissimo romanzo che ho letto sotto l'ombrellone, e lo stile è molto semplice, scorrevole e poco descrittivo.
Si legge quindi abbastanza in fretta. Se piace, ovviamente.
Anche se si lascia leggere, i difetti contenustici che ho rilevato sono non pochi.
Innanzitutto, mi è impossibile classificare "La donna di pietra" in un determinato genere letterario. Dicono sia un romanzo rosa, ma è qualcosa di molto più complesso e l'accostamento mi sembra piuttosto riduttivo, oserei dire offensivo.
L'argomento affrontato è la formazione di una donna (attenzione, non una ragazza che cresce, ma una donna vera e propria) che affronta una superba, lenta e difficile battaglia interiore fra doveri, passione, amore e desiderio. Una vera e propria guerra di sentimenti che è sempre un bel contenuto per un buon romanzo. Spetta soltanto all'autore gestirlo, ed è proprio questo il problema qui.
Winifred Wolfe usa uno stile semplice ma molto scarno, che accenna appena emozioni e sentimenti, e sebbene venga considerato "romanzo rosa", la passione qui presente è pressochè nulla.
La protagonista viene invece ridotta ad un'anonima figura isterica e paranoica di una puntata di "Desperate Housewife" che irrita non poco, facendo venire voglia di strappare le pagine del libro una dopo l'altra.
Perchè un argomento così delicato viene affrontato con tutta questa freddezza interiore e isteria da emicrania?
La quarta di copertina afferma che questo romanzo è una "sophisticated comedy", anche se io non ho visto nulla di "sophisticated", talmente il libro è poco curato, quasi abbandonato a se stesso. Contenti loro...
Ribadisco che è breve, eppure ci ho impiegato quasi un mese per terminarlo. Tra l'altro è stato scritto negli anni Sessanta e in Italia è uscito pochi mesi fa. Non mi pongo nemmeno il perchè, ma se tutti i "romanzi rosa" di quell'epoca sono così, allora io alzo la bandiera bianca e mi leggo dell'altro.

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