Un piccolo sogno Un piccolo sogno

Un piccolo sogno

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Rachel Stone è appena arrivata a Salvation, una città che non ama e da cui è ricambiata con altrettanta cordiale ostilità. Ha la macchina in panne, il portafoglio vuoto e suo figlio di cinque anni che dorme sul sedile tra gli scatoloni del trasloco. Ma Rachel è una giovane vedova molto determinata, pronta a fare qualsiasi cosa pur di lasciarsi alle spalle un passato scandaloso. Qualsiasi cosa, tranne innamorarsi di nuovo. Eppure quando la sua vitalità invade i confini dello schivo Gabe Bonner, un uomo ostaggio dei suoi ricordi, la passione tra i due si accende contro ogni previsione, attirando le critiche dei soliti benpensanti. Benvenuti a Salvation, in Carolina del Nord, dove un uomo che ha smarrito la propria tenerezza incontra una donna con niente da perdere. Un luogo in cui i sogni potrebbero anche avverarsi.



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Un piccolo sogno 2022-05-08 16:01:56 Lady Aileen
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Lady Aileen Opinione inserita da Lady Aileen    08 Mag, 2022
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Primo libro che leggo di quest'autrice

Un piccolo sogno è il quarto volume della serie Chicago Stars, chiamata così perché i protagonisti fanno parte (o sono collegati in qualche modo) alla squadra omonima di football. I libri possono essere letti anche singolarmente ma in questo caso è consigliabile leggere almeno il precedente.
Stavolta i protagonisti sono:
Rachel, una vedova con un figlio piccolo che sta cercando di trovare il denaro che suo marito ha nascosto da qualche parte a Salvation, una piccola comunità che non ama e da cui è ricambiata allo stesso modo. Rachel, infatti, era sposata con un predicatore che in quella cittadina ha raggirato tantissime persone per denaro.
Gabe Bonner, un uomo distrutto dal dolore per la perdita della moglie e del figlio piccolo. Ha acquistato un drive-in per rimetterlo a nuovo ma in realtà non ne è minimamente interessato. È aggressivo, burbero e non ha alcuna voglia di mostrarsi gentile e paziente nemmeno con il figlio piccolo di Rachel. Gabe è il fratello di Cal Bonner, protagonista del libro precedente e qui apparirà come personaggio secondario insieme a sua moglie.
Le vicende sono raccontate attraverso vari punti di vista (quelli di Rachel e Gabe restano i principali) e viene sviluppata anche una seconda storia d’amore (quella tra Ethan Bonner, fratello di Gabe e la sua segretaria). La storia d’amore secondaria, non mi è dispiaciuta ma non mi ha colpito particolarmente.
Avevo sempre sentito parlare di quest’autrice ma non avevo mai letto niente di suo e devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita, tanto da voler recuperare anche gli altri.
Si tratta di una storia profonda, dura e introspettiva ma allo stesso tempo anche molto tenera. I due protagonisti sono davvero ben caratterizzati, anche se, inizialmente ho fatto davvero molta fatica a entrare in empatia con Rachel. Ho apprezzato la sua determinazione e il suo amore per il figlio ma sono rimasta spiazzata dal suo disprezzo, strafottenza e durezza (anche se comprendo le sue motivazioni).
Stile scorrevole e coinvolgente che ti cattura sin dalle prime pagine.
La voce narrante dell’audiobook è stata davvero brava.

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Un piccolo sogno 2013-11-08 13:50:33 Adenina
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Adenina Opinione inserita da Adenina    08 Novembre, 2013
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La madre single, l'uomo tormentato ed il prete

(pare l'incipit di una barzelletta)

“Un piccolo sogno” centra poco con i libri della serie Chicago Stars che l’hanno preceduto (l’han già detto tutti vero?) . Mancano il tema sportivo, le situazioni comiche, il tono frivolo. Questo nuovo capitolo è in realtà più drammatico che divertente. Una disperata madre single finisce la benzina davanti ad un pub in ristrutturazione. Il cibo ed i soldi sono purtroppo finiti molto prima. La donna (Rachel) chiede lavoro al pub che, incidentalmente, cerca personale. Il proprietario (Gabe Bonner) si rifiuta però di assumerla (i motivi sono leciti). Inizia così l’incontro-scontro tra queste due anime danneggiate dalla vita, solitarie, sofferenti e diffidenti. Tutti i personaggi, persino quelli di contorno, sono descritti meravigliosamente. Non si può fare a meno di apprezzare la forza, la tenacia di Rachel, disposta a tutto per amore del figlio. Acuto e perspicace è anche il tratteggio della realtà di paese (realtà che pare essere uguale in ogni parte del mondo) i suoi elementi nocivi, la sue rivalità, i suoi chiacchiericci. Sboccia l’amore, ma ha le sue spine. Le sofferenze passate generano limiti che paiono insormontabili e, come in ogni paese che si rispetti, nessuno si fa gli affari propri: tutti contribuiscono a complicare le cose (qualcuno, a dire il vero, solo con intenti positivi).

Non è facile descrivere, analizzare e trattare in un libro la sofferenza: si rischia di scadere nel banale, nel pietismo. Probabilmente è ancora più complesso però il passaggio che mostra la svolta.. Ho apprezzato il modo in cui la Phillips pone i suoi personaggi di fronte al proprio dolore (schietto, realistico). Il cambiamento, la presa di coscienza sono invece trattati in maniera leggermente più superficiale. Un po’ come quando corri i 100 metri e dopo i primi 80, in cui hai dato il massimo, ti spompi ed inizi a rallentare. Non troppo, a dire il vero, ma quel tanto che fa intuire che stai perdendo colpi.
Non mancano, per finire, elementi di suspense, quelli mistici, sexy e divertenti (le figure del reverendo Ethan e della sua segretaria, per esempio, con la loro parallela storia d’amore fanno sorridere).Insomma, una storia piena di sfumature. Una storia che non parla solo d'amore.

In assoluto il mio libro preferito, nella serie.

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Un piccolo sogno 2013-10-18 13:47:32 piccicuia
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piccicuia Opinione inserita da piccicuia    18 Ottobre, 2013
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ETHAN, IL REVERENDO

Susan Elizabeth questa volta l'hai fatta grossa!
Perchè hai scambiato la parola “serie” per “collana”?
Una serie di un qualcosa implica una connessione stretta con quel qualcosa, no? E perchè TU mi hai messo Un piccolo sogno nella serie dei Chicago Stars, sapendo benissimo che nessuno dei due protagonisti è connesso alla suddetta squadra?
Lui, Gabe Bonner, non è un allenatore, un giocatore o un ex campione. Se si vuole trovare un nesso, l'unico disponibile è la sua parentela con Cal Bonner (protagonista del terzo libro).
Lei, Rachel Stone, non è la proprietaria della squadra come invece era la nostra Phoebe (se non sbaglio, si chiamava così), né una groupie o una comunque tifosa dei Chicago che tra parentesi non sa neppure chi siano..
Allora perchè questa bellissima storia è stata aggiunta in una serie a cui non appartiene? Non si è mai sfiorato neppure l'argomento o la parola “pallone”. Bah!

Aldilà di tutto ciò, la storia è bella, ben fatta, ogni particolare reso speciale e lo stile è ottimo come sempre. Non c'è quell'ironia che pavoneggia in ogni suo libro, né quel sarcasmo negli occhi dei protagonisti che mirano a prendersi a schiaffi e a baci, il tutto contemporaneamente! Qui, la passione la troviamo in chiave melodrammatica, considerando che c'è anche di mezzo un bambino. L'unica fonte che salverà Rachel dalla disperazione dovuta al marito.
Edward, il figlio, è dolcissimo ma anche molto timoroso nei confronti di tutto ciò che incute timore, compreso il nostro caro e tenebroso Gabe, al quale il destino ha giocato un brutto scherzo portandogli via in un colpo solo la moglie e il figlio.
Come sempre, inoltre, in sottofondo c'è un'altra piccola storia che tratta dell'altro fratello di Cal e Gabe, nonché il reverendo Ethan.
Uomo affascinante, anche se non pensavo di leggere mai di un reverendo con la passione delle minigonne o meglio, quello che ci sta sotto... Di solito, queste cose sono solite restare riservate per non fare scalpore, anche se.. il prete è pur sempre un uomo.
Comunque mi è forse piaciuta di più la storia di Ethan e la sua segretaria...........
Come si suol dire? I gusti son gusti!

“Lui le corse dietro. «Fermati, Kristy! Stai esagerando! Parliamone.»
Fu allora che accadde l'inimmaginabile. Kristy abbassò il finestrino, tirò fuori la mano e mostrò il dito medio al reverendo Ethan Bonner.”

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Un piccolo sogno 2013-10-04 11:51:15 Amarilli73
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Amarilli73 Opinione inserita da Amarilli73    04 Ottobre, 2013
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Amare di nuovo senza dimenticare

Quarto volume di una serie che sinora mi è piaciuta moltissimo: stavolta la Phillips cambia parecchio registro, offrendoci una storia d’amore meno ironica e molto più amara e introspettiva delle precedenti (senza contare che non c’è nessun vero contatto con l’ambiente sportivo dei Chicago Stars).

Certamente Gabe, il secondo dei fratelli Bonner, è un personaggio non facile, introverso, indurito dalla disgrazia che gli ha stravolto la vita, e non è facile neanche la sfida che il destino gli pone davanti: può un uomo che ha perso la moglie perfetta (il primo ed unico amore, poi) ed il figlio perfetto riuscire ad accettare e imparare a voler bene a due creature sgangherate e ugualmente sole (la famigerata vedova Snopes e il suo problematico bambino)?
Devo ammettere che l’autrice è davvero brava a ricostruire il graduale ritorno all’amore e alla vita di Gabe, che passa dal totale rigetto per Rachel e suo figlio sino alla consapevolezza che per amare due nuove persone non è necessario dimenticare quelle che aveva amato in precedenza, perché il cuore non uno spazio chiuso a scomparti stagni, ma una grande meravigliosa superficie che si allunga, si allarga e può contenere molto e ancora di più.
E credo che, al di là della passione con Rachel (con potente scena a due, molto cinematografica, sotto la pioggia), la storia raggiunga davvero il punto più commovente quando Gabe capisce di POTER amare anche il figlio di lei (“ lo vide per il bambino che era e non come l'ombra di qualcun altro”).

Per fortuna, l’aspetto doloroso della trama è compensato dallo sviluppo in contemporanea della storia tra il terzo dei fratelli Bonner, il bellissimo ma perfettino Ethan, reverendo della comunità di Salvation (pastore protestante, quindi nessuno scandalo all’Uccelli di Rovo…) e la sua irreprensibile segretaria. Qui ho ritrovato la cara vecchia Phillips, e le scene tra i due sono parecchio divertenti.

Unica nota stonata per me il finale troppo zuccheroso, e l’inserimento di un messaggio pseudo-religioso (l’ho notato solo io?) che non mi permetto di criticare ma che ho trovato francamente forzato nel contesto generale.

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