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Uno, nessuno e centomila
 
Uno, nessuno e centomila 2014-03-20 09:17:21 Gioiese
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Gioiese Opinione inserita da Gioiese    20 Marzo, 2014
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Il capolavoro della crisi dell'uomo pirandelliano

Sono di parte, perché amo Pirandello, ma penso si possa dire in maniera abbastanza oggettiva che questo è un capolavoro assoluto.
La trama serve appena appena, per esporre meglio le idee della poetica pirandelliana. Mentre Vitangelo si guarda allo specchio, la moglie gli fa notare che il suo naso pende verso destra; crolla così il mondo di certezze di Vitangelo (e anche il nostro, appena leggiamo questo romanzo) ed egli si rende conto di non essere come si era sempre visto; o meglio, di non essere per gli altri quello che egli è per lui. Si rende conto che ogni persona che conosce vede un "Moscarda" diverso, capisce di non avere un'identità, ma "centomila" e tutte diverse e parimenti reali. Ciò genera in lui un senso di angoscia, di orrore e decide di iniziare ad uccidere queste identità affinché tutti lo vedano allo stesso modo. Comincia a compiere gesti a dir poco strani, come quello di donare la casa ad un vagabondo per non essere più etichettato come usuraio, ma nessuno capisce la sua crisi e viene considerato pazzo. Una volta ribellatosi alle convenzioni sociali, non può far altro che allontanarsi da tutti e rifugiarsi in un posto dove può rinascere ogni giorno come nuovo.
A mio avviso questo è il capolavoro massimo di Pirandello, non l'unico sicuramente, ma quello dove tutti i suoi temi vengono trattati ed esposti in maniera migliore: il tema della crisi dell'identità, della relatività - cioè una visione soggettiva di tutto -, del contrasto tra vita e forma, e dell'umorismo. A tratti è abbastanza filosofico e difficile. È sicuramente un romanzo che ti cambia la vita; cambia il tuo modo di vedere te stesso e gli altri.

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Commenti

7 risultati - visualizzati 1 - 7
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Davi1990
22 Marzo, 2014
Ultimo aggiornamento:
22 Marzo, 2014
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Bella recensione. Onestamente temo di leggere un simile libro perché al momento non mi sento minimamente all'altezza del suo contenuto, cioè e quasi un complesso di inferiorità che scaturisce dall'importanza che ha Pirandello e da un vocabolo utilizzato forse per me di difficile comprensione. Dovrei approfondire maggiormente Pirandello attraverso qualche libro che ho in cantina (quelli dedicati alla letteratura), perché questi sono quegli autori ai quali ci si deve approcciare cercando prima di conoscere il pensiero dell'uomo dietro al nome, eppoi cosi meglio si comprenderà il testo che si andrà a leggere e le tematiche (forse anche filosofiche) in esso presenti.
La recensione fa scattare una molla interiore e questo e importantissimo, si vede anche che tu conosca bene il pensiero di Pirandello. Se prima avevo un po di timore nel leggerlo, ora sicuramente lo leggero questo libro, sempre utilizzando il metodo sopra menzionato. Grazie per il tuo pensiero sul libro.
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Gioiese
22 Marzo, 2014
Ultimo aggiornamento:
22 Marzo, 2014
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Ti ringrazio per l'apprezzamento. Se posso esserti utile, ti confesso che questo romanzo l'avevo letto per la prima volta quando ancora ero in seconda superiore, e non l'ho apprezzato molto perché appunto non l'avevo capito fino in fondo. L'ho poi riletto qualche anno dopo, l'ultimo delle superiori, e mi ha cambiato completamente la vita, tanto da essere il mio romanzo preferito. Secondo me fai bene ad avvicinarti piano piano a Pirandello, non solo perché non è assolutamente facile da capire, ma anche perché questo è il romanzo più complesso. Io amo Pirandello e ho letto quasi tutto di lui, ti posso consigliare di leggere prima "Il fu Mattia Pascal", il quale è un altro capolavoro, ed è più "facile" almeno perché lì c'è una storia con una trama; qui invece la trama serve a poco o nulla, solo all'autore per esprimere tutta la sua poetica.
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Davi1990
22 Marzo, 2014
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Grazie per questo prezioso consiglio e anche nell'aver confermato ciò che pensavo, prendo assolutamente in considerazione la lettura che mi hai appena consigliato, anticipandola rispetto a "Uno, Nessuno e Centomila". Spero di leggere anche una tua recensione su "Il Fu Mattia Pascal" :)
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Gioiese
22 Marzo, 2014
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La farò a breve, appena ho tempo.. è già in lista :)
Mi associo senz'altro al consiglio di Andrea. Come primo approccio a Pirandello consiglierei anche le novelle e uno romanzo splendido e sottovalutato “L'esclusa”. Le vicende di Vitangelo Moscarda invece non mi hanno preso per niente, e ho letto il romanzo un paio di volte.
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Davi1990
23 Marzo, 2014
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Grazie Cristina :)
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Cristina72
24 Marzo, 2014
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Di nulla Davide, per me è un onore promuovere un grande scrittore :-) Anzi rilancio e tra le novelle da non perdere segnalo “Ciàula scopre la Luna”.
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