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L'infedele
 
L'infedele 2014-03-24 10:08:29 Cristina72
Voto medio 
 
2.8
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
3.0
Cristina72 Opinione inserita da Cristina72    24 Marzo, 2014
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Ma anche no...

Sono quattro racconti d'amore dalle ali deboli, che non riescono a spiccare il volo e si dimenticano facilmente.
Non è tanto il linguaggio antiquato, a cui dopo un po' ci si abitua, ma la mancanza di una struttura narrativa che abbia sostanza al di là dei soliti momenti di struggimento ed esaltazione.
Nel primo racconto, il più lungo, i personaggi ben delineati fanno ben sperare, l'analisi psicologica è notevole e la lucida descrizione della nascita di una passione funziona, sia pure con qualche ridondanza.
Ma la narrazione perde efficacia nella seconda parte, lasciando l'impressione desolante di trovarsi di fronte ad un palcoscenico con bravi attori diretti da un mediocre regista.
I concetti si ripetono fino al delirio (per usare un termine caro alla scrittrice) e dopo due o tre pagine di tormenti sviscerati in tutte le salse ci si augura che il protagonista, “esausto dallo sforzo di vivere” per una motivazione al limite del ridicolo, si decida a farla finita.
In effetti non farà neanche quello, lasciando la storia in condizione sospensiva come il suo tribolato stato d'animo.
Due volte un personaggio femminile è indicato con un nome errato (per non parlare della presenza di altri refusi) a riprova del fatto che è mancato un adeguato lavoro di revisione dell'opera.
Va meglio nel secondo racconto, dialogo ben costruito tra un uomo e una donna che si attraggono e si respingono, si cercano e si allontanano in un gioco d'amore che tanto amore non è.
Nulla da segnalare sugli altri due, nulla cioè che non si possa leggere altrove e scritto meglio.
Le riflessioni sul mondo dei sentimenti dicono in generale tutto e il contrario di tutto nella veste austera di massime di saggezza:
“...egli ha ritrovato, non so in quale pozzo, la Verità; ed Essa gli ha detto una cosa antichissima: solo l'amore vale la pena di vivere”.
Ma anche no:
“La vita nella sua più alta espressione, che è l'amore, non è che un vano miserabile sogno”.
Al lettore l'ardua sentenza...

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Commenti

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Ciao Cristina mi fido della Tua sentenza :-)
Bravissima come sempre Cristina! Gran bel commento...
Più chiara di così....non potevi essere. Brava Cristina :)
Quando si dice: non vi fu empatia!
Ahahah l'inefficacia della naftalina :D
Il libro valeva poco anche ai tempi in cui è stato scritto temo, al di là di naftalina ed empatia. Comunque @Gracy anche le tarme ci hanno messo del loro, ahaha! Grazie a tutti per l'apprezzamento :-)
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