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Cuore
 
Cuore 2015-11-19 11:04:01 Mian88
Voto medio 
 
3.0
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
Mian88 Opinione inserita da Mian88    19 Novembre, 2015
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Italia di ieri e di oggi.

Pubblicato per la prima volta dalla casa editrice Milanese Treves nel 1886, Cuore è un romanzo per ragazzi ambientato nella Torino dell’Unità d’Italia nel periodo tra il 1878 (anno dell’incoronazione del Re Umberto I) ed il 1886 (anno della sua uscita) e più precisamente gli eventi raccontati si snodano tra il 17 ottobre 1881 al 10 luglio 1882.
Strutturato sotto la forma del diario il romanzo è composto da una serie di racconti che ripercorrono la terza elementare di Enrico Bottini e dei suoi compagni di scuola nel lasso di tempo che va da ottobre a luglio; narrazione intervallata inoltre da “racconti mensili” del maestro su avvincenti storie sempre interpretate dagli alunni.
L’elaborato ha il chiaro scopo di trasmettere ed insegnare ai cittadini del Regno le virtù civili, ovvero l’amore per la patria, il rispetto per le autorità e i genitori, lo spirito di sacrificio, la carità, l’eroismo, la pietà, l’obbedienza, la sopportazione delle disgrazie, l’essenzialità dell’istruzione quale mezzo di unificazione e crescita.
Non solo, evidente è anche lo scopo di favorire l’integrazione tra le varie parti d’Italia sia da un punto di vista politico che culturale. A tal proposito emblematico è l’arrivo di un bambino dalla Calabria e il suo inserimento in un contesto completamente diverso da quella in cui è nato.
L’ambiente scolastico è il luogo dove vengono messi in evidenza pregi e difetti di ciascun alunno e dunque di ognuno degli abitanti dell’Italia unita. L’autore cerca così di evidenziare gli esempi positivi e negativi di una società ancora in costruzione, che per poter funzionare, deve far leva sui suoi punti di forza ma anche ripulirsi da tutte quelle componenti che significano diversità, separazione, discriminazione.
L’educazione è un altro punto di forza dello scritto. Questa è dettata non solo dal maestro dedito all’insegnamento delle materie scolastiche ed avvalorato da storie di vita di ragazzi che nella loro semplicità hanno compiuto gesti nobili verso la patria e la famiglia, ma anche dal padre che nell’ambiente familiare ha il compito di correggere il figlio, di riportarlo sulla retta via ove i suoi comportamenti non corrispondano a quelli dettati dal buon costume.
Per un lettore moderno non è facile immedesimarsi in un’opera del genere, questa può infatti risultare surreale, talvolta troppo rigida, eccessiva e persino irrealistica, peculiarità a cui si aggiunge una forma stilistica non delle migliori, ma sicuramente le tematiche trattate sono ancora valide e paradossalmente più attuali che mai in particolare in merito a quel senso di unità, patriottismo, spirito di sacrificio che sembrano sempre più persi.
Dunque non un capolavoro stilistico ma un libricino contenutivamente valido.

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Commenti

12 risultati - visualizzati 1 - 10 1 2
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Bella recensione, Maria. Condivido la tua opinione.
Ciao Maria. Il tuo bel commento è molto interessante. Pensa che io non ho mai letto questo libro, se non qualche brano!
Ormai ha assunto un valore storico (si pensi al ragazzino calabrese considerato alla stessa stregua di un extracomunitario di oggi). Ho un'edizione degli anni Settanta, credo della Bur, corredata da una divertente stroncatura di De Sanctis :-)
siti
19 Novembre, 2015
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Per me è una delle prime letture insieme al mitico Giornalino di Gian Burrasca, mi piaceva tanto leggere di quei bambini e delle storie mensili che annoveravano anche la Sardegna con la storia del Tamburino sardo, non so mi ci ritrovavo anche se certe cose proprio non le capivo, mi trasmettevano però così tanti valori positivi che io lo farei leggere ai bambini di oggi...
Partendo dal presupposto che ogni tua recensione è perfetta,
questa volta mi hai spiazzato: non è un capolavoro?
...
Io l'ho letto che avevo 12 anni (quindi praticamente nella preistoria, quando ancora giravano dinosauri), e ne ho un ricordo grandioso. Sopratutto del personaggio di Franti.
OK è passato molto tempo, dovrei rileggerlo...
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Mian88
20 Novembre, 2015
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Grazie Annamaria, non ho parole sufficienti per ringraziarti :-)
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Mian88
20 Novembre, 2015
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Ciao Emilio, grazie di aver condiviso con me il tuo pensiero, non ti dò torto, anch'io ho avuto a disposizione questo romanzo per molto tempo ma solo dopo un po' l'ho letto...
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Mian88
20 Novembre, 2015
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Ciao Cristina! Io al contrario ho ricevuto in dono questo romanzo da una ex compagna di classe delle scuole medie, era un'edizione già al tempo non recentissima ma che custodisco gelosamente se non altro per il ricordo che vi è legato...
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Mian88
20 Novembre, 2015
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O mamma che ricordi con il giornalino di Giamburrasca! Ricordo anch'io questa lettura a cui affianco però l'amico ritrovato di Fred Uhlman che ho letto - pensa un po' - per la prima volta in quarta elementare.. Quanta acqua sotto i ponti è passata, ma un buon libro si ricorda ora e sempre :-)
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Mian88
20 Novembre, 2015
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Caro Luca, non ho parole per ringraziarti per la tua gentilezza nei miei confronti, SEI TROPPO BUONO!!! Davvero.. Ti sembrerà paradossale ma non mi ha convinto lo stile. Se da un lato l'ho apprezzato per il contenuto, per i valori che venivano trasmessi, dall'altro sono rimasta interdetta da questo. Considera che l'ho letto per la prima volta nel periodo di transizione tra adolescenza ed età adulta, forse è questo che ha influito oppure magari sono incappata in lui in un momento sbagliato e non ho saputo apprezzarlo a dovere, chissà...
Comunque grazie grazie davvero per le tue parole :-)
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