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Il libro della giungla
 
Il libro della giungla 2014-06-13 05:47:07 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    13 Giugno, 2014
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Zitto, piccino mio, la notte è vicina

Oh, zitto, piccino mio, la notte è vicina.
E nere son l'acque che sì verdi scintillavano.
La luna, sui marosi, guarda giù e trova noi
Che riposiamo negli avvallamenti dell'onde mormoranti.
Laddove i cavalloni s'incontrano, lì soffice sia il tuo cuscino;
Oh, mio piccino affaticato, raggomitolati a tuo piacere!
La burrasca non ti sveglierà, né lo squalo ti sorprenderà,
Se tu dormi in braccio ai flutti, che ti cullan lentamente
(Ninna nanna della foca, R. Kipling, Il libro della giungla)

La giungla ha leggi (“Che dice la legge della giungla? Colpisci prima e poi fa’ udire la tua voce”) e regole (“Nessun abitante della Giungla vuol essere disturbato, e tutti sono prontissimi ad avventarsi addosso all’intruso”) e il cucciolo d’uomo - Mowgli il ranocchio (“Com’è piccino! E com’è spelato e anche ardito”) – è oggetto delle cure di “un lupo abituato a trasportare i suoi piccini”, dopo che viene accettato dalle belve (“Mowgli venne accolto nel Branco dei Lupi di Seeonee per l’offerta di un toro e per le buone parole di Baloo”) con naturalezza: è una creatura per certi versi simile agli animali (“Ha la pelle delicata e somiglia molto ai bandar-log”, le scimmie), ma per altri versi ha poteri superiori (“Per fiore rosso Bagheera intendeva il fuoco”) e ciò suscita diffidenza (“Gli altri ti odiano perché i loro occhi non possono sostenere il tuo sguardo, perché tu sei scaltro…”).
Mowgli – grazie a precettori d’eccezione come Baloo e Bagheera – sa integrarsi, impara le parole d’ordine, partecipa alle riunioni che si svolgono sulla rupe del consiglio nell’era di Akela, il grosso lupo grigio, il capobranco. Dopo l’avventura alle Tane Fredde, un’antica città abbandonata, Mowgli oscilla tra natura-libertà e villaggio degli uomini, vivendo il suo conflitto d’identità: “L’altra volta fu perché ero un uomo, questa volta perché sono un lupo”.

La Giungla ha i suoi protagonisti, tutti animali contraddistinti con l’iniziale maiuscola. Innanzitutto quelli che abbiamo conosciuto anche grazie a Disney.
Come il pitone Kaa: “Lo trovarono steso tutto lungo sopra il risalto d’una roccia riscaldata dal sole pomeridiano, che si stava ammirando la bella pelle nuova, poiché era stato nascosto negli ultimi dieci giorni a mutar la pelle, ed ora appariva in tutto il suo splendore e faceva scattare la grossa testa appiattita rasente terra, e attorcigliava i trenta piedi di lunghezza del suo corpo in curve e nodi fantastici, e si leccava le labbra al pensiero del pasto prossimo”. O come il nemico di sempre: la tigre Shere Kan (“Il governo ha messo una taglia di cento rupie sulla sua testa”), da piegare con uno stratagemma (“prendere così Shere Kan tra i tori e le vacche”).
Oltre ai personaggi più noti, la giungla annovera anche lo sciacallo Tabaqui detto il Leccapiatti, i volatili (“E’ l’ora in cui Ran, il Nibbio, riconduce la notte Che Mang, il Pipistrello, ha liberato”), Ikki il Porcospino, Mao il Pavone, Hathi l’Elefante Selvatico…

“Il libro della giungla” contiene altre avventure. Come quella di Rikki-Tikki-Tavi (“Era una mangusta che aveva il pelo e la coda quasi come un gattino, ma la testa e le abitudini di una faina”) che combatte il temibile cobra (“Spuntò dall’erba la testa col cappuccio di Nag, il grosso cobra nero…”) in uno scontro fatale (“guardò Rikki-Tikki con gli occhi cattivi del serpente”) contro l’animale sacro (“quado il primo cobra aprì il cappuccio per riparare dal sole Brahma che dormiva”) perché “il compito d’una mangusta adulta nella vita consiste nel dar la caccia ai serpenti e nel divorarli”.
O come quella di “Toomai degli elefanti”, ove un ragazzino sull’elefante Kala Nag partecipa a un sortilegio (“La danza degli elefanti… io l’ho vista…”) che gli vale rispetto e onore (“Questo piccino non deve esser più chiamato Piccolo Toomai, ma Toomai degli elefanti”).

Un libro per sognare, per ritornare bambini, per rimanere adulti con il cuore di bambini…

Bruno Elpis

“Le macchie sono la gioia del Leopardo; le corna sono l’orgoglio del Bufalo.”

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Commenti

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Ma sai che mi hai fatto venire voglia di prenderlo ? Che belle frasi.
Non fosse che ho promesso di smetterla per un po' (salvo rare eccezioni :-)...
"Rimanere adulti con il cuore di bambini"..... Bello Bruno, davvero bello!
Mi aggiungo ai complimenti, davvero un bel commento! Appena mi capiterà sotto mano lo leggerò anche io.
Bellissima questa recensione....mi hai conquistata con quella frase finale in cui mi rivedo: per rimanere adulti con il cuore di bambini....che meraviglia...c'è molto del Bruno papà in questa rece....sbaglio? :)
In risposta ad un precedente commento
gracy
13 Giugno, 2014
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Wow! Ecco un'altro scout :P
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