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Aleph
 
Aleph 2012-07-25 12:56:20 Tiziana
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Opinione inserita da Tiziana    25 Luglio, 2012

"Solve et coagula"

Nel viaggio della vita P. Coelho ci conduce in un percorso mistico tra l' amore, il dramma ed il coraggio del perdono. L'Aleph è "il punto che contine tutti i punti, il luogo nel quale si trovano senza confondersi tutti i luoghi della terra, visti da ogni angolazione." In questa dimensione il protagonista ritrova Hilal, una giovane che aveva amato cinquecento anni prima e che aveva condannato a morte quando, in un'esistenza precedente, era un domenicano chiamato a testimoniare presso il tribunale della Santa Inquisizione.
Le vicende si snodano tra dèjà-vu, esercizi dell'anello di fuoco, ricerca costante del Cammino della pace.
Nella prima parte del romanzo le riflessioni esistenziali dell'autore-protagonista sono, a mio avviso, più sincere e schiette e possono essere colte nell'immediatezza della lettura. Coelho-scrittore lancia dei "segnali" ai suoi lettori: "le parole sono lacrime fermate con la scrittura. Le lacrime sono parole che hanno urgenza di sgorgare. Senza di esse, nessuna gioia può brillare, nessuna tristezza può dissolversi."
Emerge poi la figura di Coelho-uomo che è prigioniero del tempo. Egli ammette che "deve risolvere una serie di cose. Queste cose si trovano nel passato. Occorre un grande sforzo per liberarsi della memoria ma, quando ci riesci, scopri di avere doti superiori a quelle che immaginavi." E quando l'amico Yao gli ricorda che il tempo di questa vita finisce, egli sentenzia che "la morte è solo una porta che si spalanca su un'altra dimensione". "I nostri cari... non li perdiamo mai. Ci accompagnano sempre...ci troviamo ad esitere in luoghi differenti." Solo con l'aiuto di Hilal, dell'amico Yao, della presenza/assenza della moglie, egli percorrerà il viaggio sulla Transiberiana che lo condurrà all'accettazione del passato. Nella seconda parte del romanzo la dimensione spazio-temporale sfuma poichè il protagonista rivive il suo passato. Le visioni accompagnano il suo viaggio e sono dominate dall "paura delle paure". La giovane Hilal è l'anello di congiunzione tra il presente ed il passato, tra ieri ed oggi. Nell'Aleph dove il "tempo cambia dimensione e frequenza", il protagonista visita tutte le vite che ha vissuto compiendo un cammino spirituale intimo e personale che non può e non deve essere giudicato. Ogni uomo fa della propria esistenza la proiezione del proprio Io che si frantuma, si ricompone e si eleva secondo le regole dell'Universo, del cuore di Dio che ci comanda:"Solve et coagula": "Risolvi ed unisci."

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