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E venne chiamata due cuori
 
E venne chiamata due cuori 2013-06-29 22:14:29 Dalila
Voto medio 
 
2.3
Stile 
 
1.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
3.0
Opinione inserita da Dalila    30 Giugno, 2013

Da evitare

Purtroppo questo libro, ben lungi dall'essere tratto da una storia vera come viene affermato dalla Morgan, non è altro che un'opera di finzione "new age" - scritta oltretutto in uno stile più che mediocre. Ci sono interi siti internet che screditano in maniera definitiva il racconto.
Basta condurre una breve ricerca per scoprire che :
1) Marlo Morgan non ha mai avuto contatti con gli aborigeni australiani;
2) nel romanzo sono presenti varie inconsistenze che dimostrano quanto l'autrice sia poco affidabile e quanto abbia lavorato di fantasia nel costruire la storia:
3) l'autrice attribuisce agli aborigeni australiani degli usi e dei costumi che sono, in realtà, tipici dei nativi del nord America, oltre a distorcere enormemente la loro cultura.
http://marlomorgan.wordpress.com/helping-yourself-fabrication-of-aboriginal-culture/ (Ecco un sito che vale la pena visitare in merito a questo argomento...)
Tanto per fare un esempio sulle numerose inconsistenze della storia : com'è possibile che una persona, una professionista affermata (o almeno questo afferma di essere l'autrice), possa sparire per ben tre mesi senza che nessuno faccia una piega?
Non è un po' troppo improbabile che nessuno l'abbia cercata, che non sia stata allertata la polizia, e che i suoi amici e parenti non si siano preoccupati dopo aver passato un tempo così lungo senza avere sue notizie? Mi dispiace, ma una cosa del genere è troppo poco realistica per convincermi.
Se l'autrice fosse stata onesta e avesse ammesso di aver inventato tutto, questo libro avrebbe potuto essere apprezzato comunque come innocuo racconto new age (anche se la qualità della scrittura rimane quella che è). Non avrebbe offeso gli aborigeni australiani, che si sono sentiti insultati dalla maniera in cui Morgan ha manipolato la loro immagine, e non avrebbe meschinamente ingannato il lettore.
Alcuni "insegnamenti" che propone il romanzo sono, a mio avviso, veritieri e profondi; altri invece non sono altro che le solite banalità che chiunque altro avrebbe potuto scrivere. Il romanzo propone una visione molto critica della società occidentale, ma lo fa utilizzando il trito e ritrito mito del "buon selvaggio" e riciclando ideologie di stampo orientalista. (La Morgan attribuisce addirittura agli aborigeni poteri sovrumani...)
Del resto sembra che la Morgan non abbia neanche devoluto parte degli incassi ottenuti con le vendite del romanzo alle comunità aborigene, come aveva detto di volere fare. Evidentemente non è certo il loro bene ciò che le interessa, né è così interessata alla spiritualità come dice di essere.
In definitiva, sconsiglio questo libro, ma se volete leggerlo tenete a mente che
1) non è altro che un'enorme bugia;
2) francamente, uno scolaro delle medie avrebbe potuto scriverlo meglio.
Che frode!

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