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Fiore di roccia
 
Fiore di roccia 2020-06-20 21:48:42 ALI77
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4.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
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ALI77 Opinione inserita da ALI77    20 Giugno, 2020
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LE PORTATRICI CARNICHE: DONNE DIMENTICATE DALLA ST

Questo libro ha come protagoniste le portatrici carniche, donne che nella prima guerra mondiale, trasportavano rifornimenti e munizioni con le loro gerle; queste erano delle ceste di legno o di vimini a forma di tronco di cono rovesciato, dotate di fettucce per essere portate sulle spalle.
Chilometri e chilometri a piedi, dove non c'era fatica, condizioni climatiche o salite impervie che impedissero a queste donne di aiutare i soldati fino alle prime linee, dove combattevano gli alpini.
Queste donne sono state dimenticate da tutti, dai libri di storia, dalla gente e io per esempio non ne avevo mai sentito parlare.
Il loro contributo è stato "semplicemente omesso".
"Lupe stanche, cuccioli affamati. Si renderebbero contro del branco morente che siamo"
Conosciamo la storia di alcune di loro, Caterina, Viola, Lucia, Maria e in particolare Agata Primus, che possiamo definire la leader del gruppo e sicuramente il personaggio che verrà approfondito maggiormente.
"Il mondo che conoscevo è cambiato fino a farci sentire straniera. Il suo odore di metallo e paura mi fa stringere lo stomaco."
Agata è una donna forte che non si dà per vinta, vive con il padre ormai gravemente malato e cerca di vivere alla giornata, ma la guerra la metterà a dura prova, facendole affrontare molte battaglie difficili.
"Che cosa hanno visto più di questo, che è già al di là di quanto una mente sana posso sopportare?"
Le portatrici carniche erano donne tra i 15 e i 60 anni che ogni giorno con le loro gerle, attraversano sentieri, pendii e camminavano lunghe quelle montagne a loro così famigliari, venivano pagate una lira e cinquanta a viaggio e le loro consegne venivano segnate su un libricino . Indossavano gli scarpetz, una sorta di pantofola molto leggera di velluto, che veniva utilizzata per non farsi sentire dagli austriaci che presidiavano il confine.
"«Non conosco le rose. C'è invece un'espressione più felice che racconta la tenacia di questa stella alpina: noi la chiamiamo 'fiore di roccia'.» Il capitano Colman annuisce. «E' questo che siete. Fiori aggrappati con tenacia a questa montagna. Aggrappati al bisogno, sospetto, di tenerci in vita."
Le montagne sono parte integrante della narrazione, sono anch'esse le protagoniste della nostra storia, la descrizione dell'ambientazione è magnifica, l'autrice ci fa amare quelle montagne tanto da voler visitare quei posti.
Gli uomini sono tutti impegnati al fronte e le donne cercano di dare il loro contributo, possiamo dire che le portatrici sono il primo reparto di donne nella storia, ad essere impegnato nella guerra.
La guerra è qualcosa che non ti aspetti e che non sai come affrontare, provoca molto dolore e molta sofferenza, nessuno può immaginare di vedere determinate scene di morte e desolazione.
"Li ho sognati, la scorsa notte, immersi nel sangue. Scorrevano come fiori pallidi portati a valle da una corrente purpurea."
Considerando anche l'epoca in cui è ambientata la storia, le donne non avevano assolutamente un ruolo nella società, erano relegate a sposarsi e a fare le madri, ma in questa circostanza dimostrano di avere più forza e coraggio di molti uomini.
La Tuti descrive e approfondisce in maniera curata anche le condizioni in cui vivevano le persone che non erano impegnate al fronte: la scarsità cibo, la paura di non rivedere i propri cari, l'incertezza dell'esito delle varie battaglie.
"Così vicine alla morte, non chiediamo altro che qualche riflesso di un possibile futuro."
Durante la guerra è difficile capire cosa sia giusto o cosa sia sbagliato, la sofferenza ti porta al limite delle forze mentali e fisiche, ti porta a perdere la fede e la speranza in un qualcosa di migliore. Chi può giudicare l'altro?
Se ci trovassimo di fronte uno all'altro, un italiano contro un austriaco chi può biasimare l'altro di aver sparato per primo?
Siamo tutti essere umani e tutti abbiamo una dignità, una famiglia, la maggior parte dei soldati era giovane e obbligata ad andare al fronte, è normale che dopo anni di combattimento ci siano alcuni di loro che capiscono che la guerra non è giusta, che non vogliono combattere nemmeno per amor della patria.
"Chi è il buono e chi è il cattivo non è più possibile dirlo."
Lo stile della Tuti l'ho trovato scorrevole, appassionante, quasi poetico con moltissime citazioni degne di nota, io ne ho riportate solo alcune.
Il ritmo della storia è incalzante e coinvolgente, i personaggi hanno un'evoluzione nel corso del racconto, in particolare Agata che ne è la protagonista, cresce con l'andare dei capitoli ma rimane sempre coerente con se stessa e con le proprie convinzioni.
Una donna moderna, che non si lascia intimorire, che va avanti anche da sola, con coraggio, con determinazione, facendo sempre quello che ritiene giusto.
"Come su una nave, qui bisogna imparare a bastare a se stessi, a addomesticare i bisogni, a portare a termine il proprio compito quotidiano affinché quello degli altri non sia vano."
Un gruppo di donne che inconsapevolmente fanno la storia, con le loro gerle e con la loro forza a non arrendersi mai.
Un libro che riporta alla luce la figura delle portatrici carniche, donne dimenticate dalla storia, che gli uomini hanno ignorato per decenni, ma che almeno in questo romanzo sono riuscite a ottenere la loro rivincita.
Una storia emozionate e sconvolgente allo stesso tempo, che ci accompagna a scoprire una pagina della nostra storia poco conosciuta, un romanzo drammatico, vero e autentico che consiglio a tutti di leggere.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
A chi ama i romanzi storici
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