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I demoni di Berlino
 
I demoni di Berlino 2021-06-13 15:58:45 cesare giardini
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
cesare giardini Opinione inserita da cesare giardini    13 Giugno, 2021
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L'incendio del Reichstag, il palazzo del potere.

E’ il terzo romanzo di Fabiano Massimi, bibliotecario, traduttore, collaboratore di varie case editrici e curatore di antologie. Dopo “Il club Montecristo” e “L’angelo di Monaco”, ecco “I demoni di Berlino”, thriller storico incentrato sull’inarrestabile ascesa del Partito Nazionalsocialista di Hitler, e culminato nell’incendio doloso del Palazzo del Reichstag, simbolo del potere, che infiammò anche l’opinione pubblica favorendo la vittoria elettorale di Hitler. La storia è imperniata su un personaggio, l’ex commissario Siegfried Sauer, che da Vienna si trasferisce a Berlino per cercare e recuperare la sua amata Rosa, una simpatizzante comunista decisa a compiere un’azione dimostrativa (un attentato?) per frenare la lenta ascesa di Hitler. Sauer ha conoscenze in città, si fa aiutare, dando inizio ad una serie di indagini, anche pericolose per la sua incolumità, alla ricerca di Rosa, di cui nel frattempo si sono perse le tracce. Si teme un assassinio da parte dei servizi segreti, soprattutto quando via via vengono ripescati nei canali alcuni cadaveri di ragazze, molto somiglianti a Rosa, torturate e barbaramente uccise, e quando successivamente ne viene trovata una, massacrata di botte, addirittura nella camera della pensione dove alloggia Sauer. Gli appoggi del nostro commissario a Berlino sono ambigui, non è ben chiaro se appartengono agli organi del partito o se fanno parte della resistenza: fatto sta che tramite essi Sauer riesce a venire a contatto in vari modi con eminenti figure legate a Hitler (Goring, presidente del Reichstag, Heydrich, il temuto capo dei servizi segreti hitleriani, Himmler, capo delle famigerate SS). Alla fine Rosa viene ritrovata, ma quasi subito arrestata dalle SS, che architettano un piano diabolico: far ritrovare il cadavere di Rosa tra le macerie di un attentato (sarà l’incendio del Reichstag), in modo tale da indicarla come colpevole. E l’attentato è nell’aria: l’incendio e la distruzione del Palazzo del Reichstag (la data storica è il 27 febbraio del 1933) avviene infatti puntualmente, organizzato dai nazisti per colpire l’opinione pubblica e favorire la vittoria finale del partito hitleriano. Rosa si salva, fugge con il suo amato su un treno che lascia Berlino, ma il finale è tragico e sembra vanificare tutta l’impresa disperata del protagonista. Così finisce il romanzo: “Un fischio lugubre si levò in quell’istante dalla locomotiva, mentre il treno si gettava nel buio di una galleria, lunga, lunghissima, interminabile. Chissà quando sarebbero tornati a rivedere la luce.”
Il romanzo può essere definito “storico” soprattutto nella prima parte, quando Sauer vaga per Berlino raccogliendo indizi e seguendo tracce. L’ambientazione è perfetta: una Berlino degli anni ’30, con le sue vie maestose, i suoi palazzi storici, il traffico incessante, la voglia di vivere dei suoi abitanti, le birrerie, i locali notturni esclusivi. Si respira l’aria di un famoso film del 1930, “L’angelo azzurro”, protagonista l’affascinante Marlène Dietrich. Facciamo anche la conoscenza di importanti gerarchi nazisti dell’epoca, con i loro vizi e le poche virtù, spinti dall’ideologia ma anche, e non poco, da banali interessi personali.
Nella seconda parte, il romanzo assume le caratteristiche di un vero e proprio thriller: la narrazione è più concitata, il ritmo aumenta, i colpi di scena si susseguono, culminando nella fatidica data dell’incendio del Reichstag e nelle peripezie di Sauer per salvare la sua pelle e quella della sua compagna.
Lo stile a tratti appare un po’ enfatico, nei momenti più tragici, ma ci può stare, dati gli argomenti trattati.
Alla fine del romanzo, l’autore aggiunge note storiche sulla notte dell’incendio del Reichstag e sugli avvenimenti che portarono Hitler, soltanto un mese dopo l’incendio, il 24 marzo, alla guida democratica della Germania. Aggiunge poi, in una lunga nota, altre precisazioni sulle indagini, sul comportamento ed il coinvolgimento dei capi nazisti e sulla ricerca di eventuali colpevoli. Oltre poi ad una lunga bibliografia ed ai doverosi ringraziamenti, l’autore fa un dettagliato elenco dei personaggi del romanzo: per questa lodevolissima iniziativa (dovrebbero farlo tutti gli Autori, soprattutto per riguardo a lettori anziani o un po’… smemorati !), aumento di un punto il voto sul “contenuto”.

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Consigliato a chi ha letto...
"Il club Montecristo" e "L'angelo di Monaco" dello stesso autore.
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Commenti

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Interessante recensione, Cesare.
Libro e autore m'incuriosiscono.
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