L'ultimo lupo L'ultimo lupo

L'ultimo lupo

Letteratura italiana

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Enzo è un ragazzo senza interessi e senza desideri, che pensa di non avere nulla da imparare dal vecchio zio. Due giorni con lui però cambiano completamente le sue prospettive. Enzo sa che non avrà mai più occasione di rivedere lo zio, ma sa anche che quello è stato l'incontro più importante della sua vita.

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L'ultimo lupo 2015-06-02 16:51:15 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    02 Giugno, 2015
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Ogni vita merita di essere rispettata...

Quando gli fu proposto di andare a trovare lo zio Mario in quel di Fonterossa, sperduto paesino abbandonato da Dio, tutto fu tranne che felice il giovane Enzo. La prospettiva di trascorrere due giorni in un luogo privo di corrente elettrica e qualsiasi altra comodità in compagnia di uno sconosciuto lo rendeva inquieto e fu soltanto quando gli fu rivelata la missione per la quale la squadra era diretta in quell'angolo di Mondo che il ragazzino iniziò a vedere il lato entusiasmante dell'avventura: lui, suo padre e gli amici di quest'ultimo avrebbero dato la caccia all'ultimo lupo e sarebbero stati ricordati come eroi. Questo almeno era quello che era stato indotto a pensare l'ingenuo bambino.
Avvertito del fatto che avrebbe trascorso un giorno e mezzo in solitudine con lo zio in quanto il padre, una volta giunti a destinazione, avrebbe proseguito il viaggio per andare a prendere il resto dei cacciatori, lo stato iniziale di perplessità che aveva colto Enzo si dissipò tanto rapidamente quanto velocemente si era manifestato. Dello zio sapeva soltanto che era un uomo di ottantaquattro anni fuggito dalla casa di riposo in cui suo nipote lo aveva internato e che le modalità con le quali l'anziano aveva attuato il suo piano di evasione erano quanto più semplici – e dunque impensabili per gli abitanti delle città – potessero esistere: l'uomo, approfittando della libera uscita e consapevole del fatto che i suoi predecessori avevano scelto la via dei mezzi pubblici, si era incamminato a piedi e dopo giorni di marcia era tornato nella sua amata casa e fra i suoi indimenticabili boschi.
Il giovane non sapeva cosa aspettarsi, si figurava semplicemente ore interminabili di noia eppure non appena rimasto solo con lo zio, la prospettiva con la quale lo guardava mutò.
Prima di tutto si interrogò sulle ragioni che lo avevano indotto a tornare al suo nucleo, al suo rifugio. Quel che contava infatti non era il come era fuggito ma il perché. Se uno scappava, pensava il ragazzo, una motivazione ci doveva pur essere! Il problema era che nessuno si era soffermato un attimo a riflettere, tutti avevano condannato il suo gesto, così per partito preso.
Per Enzo quelle ore con lo zio da intervalli di insofferenza si erano tramutati in attimi di intimità. Aveva scoperto una nuova prospettiva con la quale guardare i boschi e gli animali come pure un inaspettato modo di gustare le fragole e di dar valore alle piccole cose. Ecco perché quando la combriccola del padre fece il suo ritorno si sentì come se fosse stato privato di un qualcosa di suo e soltanto suo, come se il suo spazio personale fosse stato violato, perfino nella caccia al lupo non trovava più quel qualcosa di così entusiasmante. Le ore passate con lo zio avevano assunto un valore prezioso per il bambino che ora ravvisava nell'anziano una nuova luce.
Sul finale il componimento si apre in tutti i suoi corollari e nel più inestimabile degli insegnamenti. Scritto con una penna adatta a tutte le età non commettete l'errore di sottovalutare questo testo perché catalogato tra i “romanzi per ragazzi” ma anzi leggetelo, non cadete in balia del pregiudizio bensì, lasciatevi rapire dalle parole pagina dopo pagina. Milani ci ricorda che nel semplice vi è il bello, che nella vita bisogna andare oltre le apparenze perché il valore delle cose e dei giorni che abbiamo da trascorrere su questa Terra sono ben altri, ci invita a guardare da più punti di vista e a saper scegliere tra il giusto e lo sbagliato senza aver paura di cadere, senza temere il disappunto altrui perché talvolta le decisioni che siamo invitati a prendere possono non essere gradite da chi ci sta accanto nonostante siano le migliori per noi, è un invito al rispetto della vita altrui qualunque essa sia, anche di un lupo.
Un libro che chiunque dovrebbe leggere e che dovrebbe essere, secondo il mio modesto giudizio, introdotto quale lettura obbligatoria in ogni scuola soprattutto a fronte del consumismo che regna indiscusso nella nostra era.
Vi lascio con un breve incipit:
“Che cosa aveva creduto, che la vita fosse semplice come un cartone animato? Eh, no, era complicata, ora lo sapeva. Ma sapeva anche che non c'era nulla di cui aver paura”.

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