Narrativa italiana Libri per ragazzi Casa Lampedusa. Semplicemente eroi
 

Casa Lampedusa. Semplicemente eroi Casa Lampedusa. Semplicemente eroi

Casa Lampedusa. Semplicemente eroi

Letteratura italiana

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Lampedusa: un'isola italiana molto vicina all'Africa. Cosi vicina che sulle sue spiagge naufragano, quasi ogni giorno, moltitudini di migranti in fuga dai loro Paesi. Alcuni arrivano vivi, altri no. È difficile abitare a Lampedusa in queste condizioni, c'è da aver paura. Ma per gli abitanti dell'isola c'è anche la grande opportunità di trasformarsi semplicemente in eroi.

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Casa Lampedusa. Semplicemente eroi 2019-06-12 08:49:23 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    12 Giugno, 2019
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Tutti possiamo fare la differenza

Non è semplice vivere a Lampedusa, non è semplice vivere con quel tanto temuto mare che ogni giorno deposita sulle spiagge corpi di uomini e donne, feriti o morti. E tra tutti questi migranti, un giorno quell’acqua rilascia anche il corpo sopravvissuto di Khalid, un uomo dai grandi piedi neri, l’atteggiamento schivo e la posa refrattaria, ma dagli occhi sinceri, dagli occhi che rappresentano quel nuovo di cui non si deve avere paura. Salvatore è un adolescente che vive con i propri genitori e il gatto rosso Goffredo quando si rende conto che quello spilungone che dorme su una brandina in cucina si tratterrà con loro per dar vita a una convivenza non semplice perché usi e costumi sono diversi, perché le storie sono diverse e celano migliaia di ombre e di silenzi mai rivelati. Ma, come dice la sua professoressa, “ospite” è una parola doppia perché significa due cose opposte perché «ospite è quello che arriva ma pure quello che accoglie».
Il nuovo, il diverso, lo sconosciuto, fa sempre un po’ timore. È una condizione naturale dell’animo umano, tuttavia, basta andare un poco oltre, dare una possibilità, imparare a conoscersi, scoprirsi, condividere il proprio vissuto per rendersi conto che un ponte di contatto c’è, che non siamo così differenti, che siamo comunque tutti esseri umani.

«Quando glielo spiegai lui si fece pensieroso, raccolse un sasso e lo lanciò in acqua, mi guardò, fece un sorriso e disse che così eravamo noi, io e lui: eravamo un’isola grande e un’isola piccina che un poco stavano attaccate e un poco no.»

I volontari. Da ogni parte d’Italia, ma anche del mondo. La costruzione di una biblioteca perché «per non spaventarsi delle cose che capitavano nella vita ci volevano i libri, che nei libri c’era roba che ti faceva capire quelli diversi da te e ti curava da tutte le paure», perché i libri e soltanto i libri, con tutti i loro odori e sapori, potevano costituire quel punto di contatto imprescindibile tra universi paralleli.

«E cominciai così a notare che ogni libro aveva un odore. Che certi libri sapevano di pesca e certi invece sapevano di banana».

La storia. Perché Lampedusa non è mai stata un’isola importante, eppure, adesso, su questa sta passando la storia. Sta passando la storia perché un giorno «sui libri sarebbe rimasto scritto di come noi isolani avevamo accolto i profughi. E disse che era così la vita, che le cose bisognava capirle mentre capitavano, non dopo. Bisognava guardarsi intorno con gli occhi bene aperti e le orecchie spalancate, e decidere subito da che parte stare, perché dopo sarebbe stato troppo tardi».

E avere coraggio. Coraggio di affrontare quelle acque, coraggio di essere se stessi senza la preoccupazione del giudizio altrui, senza essere schiavi delle correnti, anche se come Salvatore non sai nuotare. Perché tutti possiamo essere eroi. Perché «per cercare di aiutare un altro che aveva bisogno ed era spaventato, ti dimenticavi di aver paura tu, e come niente diventavi coraggioso».

Antonio Ferrara con questo libricino per ragazzi, ma anche per adulti, si fa portatore di un messaggio di solidarietà e di umanità di grande importanza. È una storia semplice, quella di cui ci parla, una storia che ci trasporta su un’isola storicamente spesso dimenticata e attualmente tanto citata, su un’isola dove non è semplice vivere perché le condizioni di sopravvivenza sono quelle che sono e sono dettate dai rifornimenti esterni, ma dove, ancora, la realtà della migrazione è quotidianità essendo essa la più vicina all’Africa. Quel che sorprende e che resta, oltre alle precise descrizioni dei luoghi, delle condizioni di salute, dell’integrazione e della vita in generale, è il profondo senso di collettività che abita nei cuori degli isolani. Non temono il diverso e anche se la coabitazione spesso è difficile e i problemi in aggiunta a quelli già sussistenti non mancano, non si negano all’aiuto. Dal medico, Pietro (evidente il riferimento), al parroco Don Mimmo. Tutti indistintamente per tutti indistintamente.
Un volume per grandi e piccoli, un testo da far leggere nelle scuole, un testo che esprime tutta la personalità di un autore che ho avuto modo di conoscere personalmente e che sa conquistare e far riflettere i suoi lettori con tematiche di grande attualità ed eterogenee che passano dal bullismo, alla propria accettazione, al crescere insieme e molto altro ancora.

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