Narrativa italiana Libri per ragazzi Le tigri di Mompracem
 

Le tigri di Mompracem Le tigri di Mompracem

Le tigri di Mompracem

Letteratura italiana

Editore

Casa editrice

Sandokan, principe spodestato dagli inglesi che gli hanno sterminato la famiglia, è la temuta Tigre della Malesia. Il suo rifugio è l'isola di Mompracem, un luogo inespugnabile dove vive circondato dai suoi fedeli tigrotti. Mosso dal desiderio di vendetta, passa di lotta in lotta, di arrembaggio in arrembaggio, finché finisce ferito sulle coste di Labuan, dove conosce Marianna. Da quel momento la Tigre della Malesia sarà disposta a rischiare tutto per fare della Perla di Labuan la Regina di Mompracem.



Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Voto medio 
 
2.8
Stile 
 
2.0  (1)
Contenuto 
 
3.0  (1)
Piacevolezza 
 
3.0  (1)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Le tigri di Mompracem 2017-10-23 19:15:35 catcarlo
Voto medio 
 
2.8
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
catcarlo Opinione inserita da catcarlo    23 Ottobre, 2017
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La Tigre appare

Che effetto fa tornare a Sandokan e avventurosa compagnia dopo tanti anni? Tutto sommato assai piacevole: al netto di qualche ingenuità o ripetizione e malgrado alcuni sbrodolamenti descrittivi di troppo (ma la verbosità della parte ‘scenografica’ è uno dei segni distintivi del tempo in cui il romanzo fu scritto), Salgari risulta ancora capace di tenere il lettore incollato alla pagina, portandolo a percorrere i capitoli con divertita curiosità. Oltretutto, il testo originale aiuta a eliminare vecchie incrostazioni della memoria, di cui ha non poca colpa la visione infantile del bello sceneggiato di Sollima trasmesso a metà anni Settanta: quell’efficace crasi dei primi tre romanzi del ciclo finisce per venire scompaginata dal ritorno alla parola scritta. E’ impossibile per me dare ai personaggi volti diversi da quelli di Kabir Bedi, Philippe Leroy e Carole Andrè, ma il resto – visti anche i lustri trascorsi – riesce ad avere il sapore della novità: dal ruggente apparire della Tigre in cima alla sua rocca fino al perduto innamoramento che lo costringe a scegliere tra la Perla e la carriera piratesca originata dal desiderio di vendetta nei confronti degli inglesi. Sono evidenti le analogie con il Corsaro Nero – il rude bucaniere che si innamora della figlia/nipote del nemico – ma in questo caso la narrazione si fa più dinamica grazie a una bella inventiva riguardante le figure secondarie: Lord Guillonk è il cattivo, ma ha un suo senso dell’onore, molti dei pirati sono caratterizzati con pochi ma efficaci tratti e infine c’è Yanez a controbilanciare con l’astuzia e l’umorismo gli atteggiamenti del suo ‘fratellino’. Va infatti detto che Sandokan ha un ego non poco sovradimensionato, il che non lo rende sempre simpatico: caratteristiche pur’esse figlie degli anni che lo videro nascere (un po’ come gli eccessi di svenevolezza in cui cade ogni tanto Marianna), ma che lo portano a volte auna condotta tra il supereroe e il semplice sbruffone. Al momento giusto, arriva però il suo compagno portoghese, attento e razionale (si ha l’impressione che sia lui il vero regista della vita a Mompracem), nonché capace di un atteggiamento disincantato quanto mai necessario. Non è del resto neppure opportuno mettersi a spaccare il capello in quattro, visto che di libro di avventure si tratta e come tale va giudicato: tra abbordaggi e fughe nella giungla (per non parlare del celeberrimo duello con la tigre) sa appassionare e divertire facendo volare la fantasia in terre lontane e – benché esistenti quasi tutte su una carta geografica – immaginarie oggi come dovevano sembrare cento anni fa. Se poi Salgari non fosse stato pressato dagli editori e si fosse potuto rileggere, magari avrebbe evitato di scrivere ‘darei metà del mio sangue’ ogni tre per due, ma a pensarci bene anche questo fa parte del fascino della sua esperienza letteraria.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
70
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Troppo freddo per Settembre
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
Fu sera e fu mattina
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)
Pimpernel. Una storia d'amore
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La vita è un romanzo
Valutazione Utenti
 
2.3 (1)
Come foglie di tè
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Annette e la signora bionda e altri racconti
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il metodo del dottor Fonseca
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Il dono di Antonia
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Quello che manca
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Una Cadillac rosso fuoco
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
2.0 (1)
Riccardino
Valutazione Utenti
 
4.7 (5)
La linea del sangue
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
4.3 (1)

Altri contenuti interessanti su QLibri