Barnum Barnum

Barnum

Letteratura italiana

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Phileas Taylor Barnum è stato il più grande impiegato circense della seconda metà dell’Ottocento e il suo nome è diventato sinonimo di spettacolo, di immenso baraccone di portenti. Per Alessandro Baricco, Barnum è il mondo che si squaderna come un Grande Show, come una sequenza ininterrotta di spettacoli: spettacoli che son tali per definizione e spettacoli che son tali loro malgrado, gli uni e gli altri registrati con divertita passione. Scritti da Baricco per una rubrica sulla “Stampa”, i Barnum rivelano, ora raccolti in volume, una partitura segreta di irresistibile fascino. A ritmo serrato entrano in pista Jovanotti e Mike Buongiorno, la faccia di Funari e il popolo della Lega, la voce di Carmelo Bene e quella di Tom Waits, la musica di Michael Nyman e il minimalismo di Philip Glass, Topolino e Carlo Magno. Un circo dentro il circo, un teatro dentro il gran teatro del mondo.

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Barnum 2018-10-10 18:25:33 BettiB
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BettiB Opinione inserita da BettiB    10 Ottobre, 2018
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La vita, che spettacolo!

"Perché tutto quel che vedevo, intorno, mi sembrava un grande spettacolo di clown, domatori e acrobati: e mi piaceva l'idea di provare a raccontarlo, un po' alla volta, così come veniva."

Questo è Barnum, il grande show del mondo, e il suo perché: raccontarlo un'editoriale alla volta.
Questo felice esperimento giornalistico - anche se dare del giornalista a Baricco è quasi un insulto - è iniziato nell'aprile del '95 sulle pagine de La Stampa, e dopo "Barnum", prima raccolta degli articoli scritti durante la sua collaborazione fino ad allora, sono stati pubblicati anche "Barnum 2", con gli articoli de La Stampa e di Repubblica usciti dal '95 al '98, e recentemente "Il Nuovo Barnum".

I temi sono tanti e diversi tra loro: da recensioni di importanti concerti pianistici alla poesia di un pugile sul ring, dall'analisi senza filtri della politica, società e cultura del tempo (i comizi di Bossi, i programmi tv e la nascente docu-fiction made in Mediaset, vedi "Stranamore") alla traduzione, anzi, spiegazione dell'arte vista dagli occhi di un artista. Quando uscivano la mattina sul giornale, questi articoli, erano degli spaccati di realtà riletta, erano l'interpretazione del tutto personale di un autore che vede i fatti all'ordine del giorno e li rielabora in chiave poetica, ma mai lontana dal vero.
E dopo più di vent'anni dalla loro pubblicazione, quando l'attualità è lontana e la verità importa poco, ne rimangono dei bellissimi racconti caratteristici, con perle sempreverdi.

L'apertura del Louvre, ma ci pensate che oggi quelle due piramidi specchiate sono scontate, già viste, e allora erano "la grande novità"? E lui era lì, e l'ha raccontato, e l'ha visto, e solo lui poteva vederlo e raccontarlo ed essere lì così.
E la musica, tanta musica: il jazz, i geni del pianoforte, l'opera lirica e i millemodi di farla e vederla e sentirla; le mostre (Walt Disney e il suo Topolino, la mostra sul "vero west"); e ancora lo sport: il pugilato grande amore, il tennis, ma anche la bellezza degli sport minori (hockey su ghiaccio, il pallone elastico).

Due racconti mi hanno fatto venire i brividi: il giudizio di Baricco di Jovanotti (era il '95!), e diceva:"Jovanotti è più di un prodotto commerciale che funziona." Dite che ci ha preso?
E la prima visione di Schindler's List di Spielberg. Oggi per noi classicone visto in aula a scuola, lui lo vedeva per la prima volta e già aveva capito che "I fatti diventano tuoi [...] quando qualcuno te li compone in racconto e te li spedisce in testa. Che vuol dire anche: raccontare non è un vezzo da dandy colti, è una necessità civile che salva il reale da un'anestetizzata equivalenza. Il racconto, e non l'informazione, ti rende padrone della tua storia".

Sarà lo stile di Baricco a dare lunga vita a fatti di cui non si ricorda più nessuno?
Sarà che la storia è ciclica e alla fine il filo rosso è sempre quello?
Non lo so, fatto sta che queste pagine sono delle chicche da godersi in un pomeriggio di pace, un passatempo leggero che senza saperlo ti lascia dentro ricordi e insegnamenti e una certa nostalgia del passato.
Baricco sempre mozzafiato.

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Barnum 2012-07-25 07:23:07 Cla93
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Cla93 Opinione inserita da Cla93    25 Luglio, 2012
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IL GRANDE SHOW

Ecco qua un Baricco del tutto diverso:
è un Baricco critico, attento al mondo che lo circonda, che scruta con occhio vigile tutto ciò che accade attorno a sé.

Barnum è di fatto una raccolta di articoli che Baricco scrisse per un giornale, in una rubrica chiamata per l’appunto Barnum, nel 1993.

Baricco afferma che il nostro mondo è un grande circo, e proprio per questo vuole imprimere sulla carta gli spettacoli che più lo hanno colpito: eventi, persone, libri;
descritti dall’autore in maniera non poco appassionante, critica, pungente.

Nonostante siano articoli, il romanticismo baricchiano non viene meno; le sue parole slittano sul foglio e trapassano come frecce.

Un modo per conoscere meglio questo fantastico autore, per saperne di più del suo punto di vista.

Consigliato a chi lo ama.

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