La monaca La monaca

La monaca

Letteratura italiana

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Messina, 15 agosto 1839. In casa del maresciallo don Peppino Padellani di Opiri, fervono i preparativi per la festa dell’Assunzione della Vergine. È forse l’ultimo giorno sereno nella vita di Agata, innamorata del ricco Giacomo Lepre e da lui ricambiata. Agata deve rinunciare al suo amore: le famiglie tuttavia non trovano un accordo e, alla morte del maresciallo, la madre di Agata, donna Gesuela, decide di portarla con sé a Napoli, dove spera di ottenere una pensione dal re. L’unico piroscafo in partenza è quello del giovane capitano James Garson. Dopo un tempestoso viaggio, James e Agata si ritrovano insieme sul ponte e qui lei gli confida i propri tormenti.



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La monaca 2014-03-17 20:56:12 paola melegari
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paola melegari Opinione inserita da paola melegari    17 Marzo, 2014
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agata tu mi stupisci, agata

non ho letto il famoso testo ''i segreti del chiostro'' , cosa che mi sono ripromessa di fare presto; però ho trovato questa lettura assolutamente piacevole e interessante.
Un esempio realistico ,di come i figli dei nobili più o meno ricchi, dovessero immolarsi nei conventi, avendo spesso tutto fuorchè la vocazione.
Agata , la protagonista di questo romanzo, a soli quindici anni ( quasi in ritardo rispetto ad altre sue contemporanee), viene mandata in monastero dalla madre, in gravi difficoltà economiche.
Ragazza dotata di spiccata intelligenza, male si adatta al fatto che altri decidano del suo futuro.
L'alternativa consisteva nello sposare un vecchio danaroso.
Agata soffre pene d'amore per Giacomo, ragazzo ricco, che le ha promesso di aspettarla.
La ragazza infatti spera che una volta terminato il primo periodo in convento potrà finalmente riabbracciare il suo amato.
Agata Padellani, nipote della Badessa, viene vista con sospetto sia dalle coriste che dalle altre suore o aspiranti monache arrivando a situazioni paradossali.
Dotata di forza e determinazione , pur soffrendo la mancanza d'affetto materna, Agata trova una sua dimensione, interessi e attività fra le mura di S. Giorgio Stilita, convento nel quale avvengono fatti scabrosi e scandalosi.
Agata non abbandona mai la sua vocazione , che è quella di avere un marito e dei figli, e spererà fino all'ultimo di poter essere donna e non monaca.
La sua forza sta proprio nel mantenere viva la speranza e nel non sprecare tempo al convento, dedicandosi alla conoscenza, allo studio, e alla lettura di quelli che noi oggi riteniamo classici, ma che per lei erano romanzi moderni.
Anche lei, come molti di noi ama Orgoglio e pregiudizio e, le storie d'amore non fanno che rafforzare la sua predisposizione alla vita laica.
La giovane , non si arrenderà mai a far gestire le proprie decisioni ad altri, e avrà sempre la lucidità delle sue predisposizioni, cosa non facile visti i forti condizionamenti.
Forse solo i libri che le venivano inviati clandestinamente sono l'unico contatto che la tiene lregata al mondo esterno.
La forza della lettura..
La forza dell'amore , vero, sara' la vera ancora di salvezza per la nostra Agata.

Insomma io l'ho rovata una lettura piacevole, se è stata copiata, la rende meno meritevole d'attenzione e certamente meno lodevole.

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La lunga vita di Marianna Ucrìa.
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La monaca di Monza.
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La monaca 2013-10-26 16:49:51 margherita
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Opinione inserita da margherita    26 Ottobre, 2013

quasi una copia conforme di un libro del 1864

Sono stata molto delusa dal libro. Pochi si sono accorti che è una copia pressocché conforme di un testo del 1864 I misteri del chiostro o Storia di una monaca napoletana. A parte poche aggiunte banali (la storia d'amore) la trama, le situazioni, addirittura il contenuto di alcuni dialoghi sono fedelmente ricalcati sul testo di Enrichetta Caracciolo. La signora Hornby la ringrazia per gli spunti relativi ai cerimoniali del chiostro, ma penso che, per onestà, avrebbe dovuto ammettere che il debito verso la Caracciolo è di gran lunga maggiore.

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La monaca 2013-04-17 23:14:39 franziska
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franziska Opinione inserita da franziska    18 Aprile, 2013
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storia di una monacazione forzata

In uno stile raffinato ed elegante la scrittrice racconta in questo libro la monacazione forzata di Agata Padellani, penultima figlia di una famiglia del sud, aristocratica, ma economicamente rovinata, sullo sfondo di un'Italia non ancora tale, già scossa, in vari territori, da rivolte armate e rivoluzioni sociali.Con il cambiare dei tempi, con la ancora timida avanzata della borghesia, portatrice di nuovi valori ancorati più al denaro che agli stemmi, Agata, morto il padre, diventa la vittima designata, adolescente introversa, apparentemente mite, perciò ritenuta in grado di ottemperare alla volontà materna senza troppe rimostranze.Non sarà così. L'angoscia per una situazione frustrante, duramente imposta, esplode con violenza dalle pagine del libro e investe con forza il lettore che ne rimane annichilito. Che poi Agata, durante la sua esperienza monacale, passi da una opposizione furibonda, alla rassegnazione, al tentativo di fare propria una vocazione inesistente e poi di nuovo a forme di rivolta ora autolesioniste ora passive, significa poco o nulla. L'unica realtà evidente è che ogni monacazione forzata, in quanto tale, sempre e in ogni luogo, è e rimane una violenza intollerabile. E' ovvio che Agata, nel tentativo di gestire il problema, faccia appello all'armamentario a sua disposizione: ora all'orgoglio di appartenenza alla classe nobiliare, ora all'appoggio della zia badessa, ora alla volontà estemporanea di abbracciare fede e vocazione per calmare le tempeste del cuore. Che ne emerga un personaggio apparentemente contraddittorio è evidente. Ma Agata è qualcosa di più. E' la donna che anela, in virtù delle sue difficili esperienze, alla libertà e all'autodeterminazione; è la donna che matura e impara ad apprendere nuovi valori, di pari passo con l'evolvere socio-politico della società ottocentesca. Gli orrori del chiostro,a cui ci hanno da tempo abituati dei grandi, come Manzoni e Verga, sono un necessario passaggio verso la consapevolezza che qui si appoggia e cresce con la lettura dei testi inviati ad Agata dall'innamorato inglese.Quale sia poi il senso di questo personaggio, che "agisce sottotraccia", difficile dire. Di certo improbabile e poco realistico,sembra,però, essere fondamentale per rendere possibile alla giovane monaca l'apertura al mondo e alla vita.Interpretazione debole, d'accordo, ma assolutamente romantica!

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La monaca 2010-11-11 15:59:53 ghislaine
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ghislaine Opinione inserita da ghislaine    11 Novembre, 2010
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simonetta non si smentisce mai

Amo molto questa scrittrice, ho letto tutti i suoi romanzi che ritengo siano di altissimo livello sia come contenuti che come descrizioni. Nei libri della Hornby "ci si entra dentro" e si sentono i profumi ed i suoni mentre li si legge.
Il più azzeccato secondo me è La zia marchesa che si eleva su tutti gli altri che comunque sono di poco inferiori. Ho da poco terminato La monaca e confermo il giudizio: ottimo, lo consiglio a tutti.

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