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Le mie fiabe africane

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"Il mio più profondo desiderio è che in Africa la voce del cantastorie possa non morire mai". Nelson Mandela raccoglie in questa antologia il meglio dell'immaginario fiabesco africano. Le storie più belle e antiche, raccontate nella forma in cui ce le restituiscono oggi le metamorfosi prodotte da secoli di peregrinazioni. Ma anche alcune storie nuove che fanno da corollario al corpus della tradizione. "C'è la lepre," osserva Mandela, "una piccola canaglia; il furbo sciacallo, nel ruolo dell'imbroglione; la iena, nella parte del più debole; il leone, in quella di sovrano dispensatore di doni; il serpente, che infonde paura e al contempo è un simbolo di virtù taumaturgiche; ci sono gli incantesimi che provocano sventura o salvezza; ci sono cannibali raccapriccianti che fanno paura ai grandi non meno che ai piccoli". Il popoloso universo di uomini e animali che abitano questo continente con la loro generosa umanità e l'istintiva disponibilità al sorriso è colto attraverso gli squarci folgoranti dell.arida essenza dell'Africa, tramite il caleidoscopio dei suoi colori assoluti, del bagliore accecante del sole, della foschia azzurra delle montagne. All'orizzonte il benevolo sollievo offerto dall'acqua e dalle foglie. "Le mie storie più care" le definisce Mandela. Storie antiche quanto l'Africa, raccontate attorno ai falò della sera da tempo immemorabile, universali nella loro capacità di ritrarre gli animali e la loro umanissima magia.

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Le mie fiabe africane 2017-03-01 13:41:12 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    01 Marzo, 2017
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Son tutte belle le fiabe del mondo

Scende la sera buia sul rosso tramonto. Il bagliore infiammato, scoppiettante tra le pietre, si diffonde dal fuoco che proietta grandi orme nere tutto intorno. I bambini siedono sulla nuda terra battuta, mentre il cantastorie si appresta a narrare :
“Noi non vogliamo, non vogliamo affatto intendere, che quel che ci accingiamo a raccontare sia vero. “

Con la medesima frase inizia questa antologia di fiabe africane, scelte da Nelson Mandela tra le piu’ antiche tramandate nei secoli. Salvo qualche rara incursione malese, si tratta di storie provenienti da vari paesi africani : l’uccello magico di Tanzania; il leone, la lepre e la iena del Kenia; il serpente di Zululand; la mantide e la luna del Sudafrica e tante altre.
Molte di questi racconti sono di una semplicita’ disarmante, brevi e stringati. Altri invece si fanno piu’ strutturati, ma per apprezzare il volume nella sua interezza ho avuto bisogno di qualche notte di attesa. Trascorso il tempo necessario, ho rivalutato l’opera tornando sui miei passi, che rischiavano purtroppo di calpestarla. Le favole, in fondo, sono metafore che con la fantasia parlano al popolo inscenando panorami in cui la societa’, effettivamente, vive la sua normalita'.
Se le fiabe giapponesi sono intrise di una saggezza antica ed esotica tra vecchine, ciliegi e volpi magiche, se quelle arabe godono di mille tesori, spade ,predoni e geni nelle lampade e se le favole europee pullulano di fate, principesse, carrozze e fastosi palazzi ... Qui siamo in Africa.
E’ fondamentale iniziare la lettura scevri da precedenti esperienze letterarie, consapevoli che questo e’ un Paese diverso. E’ luogo di poveri villaggi indigeni e di stregoni , di savana, di animali selvatici e di una luna imponente all'orizzonte.
Solo così potremo apprezzare la bellezza della scrittura di un ennesimo, diverso folclore. Intenerirci di fronte a Cenerentola che si chiamera’ Natiki e si preparera’ al ballo spalmandosi il corpo di grasso, spazzolandosi i capelli con un rametto spinoso e allacciandosi al collo una collana di perline di uovo di struzzo. Sorriderle, mentre davanti a un grande falò, danzera' con il suo cacciatore che la rendera’ felice sognando di tanti figli e di ciotole piene di cibo.
Un’umanità senza fronzoli, pienamente calata in un orizzonte fiabesco condiviso con il regno della terra e della natura.
E allora bello, buona lettura.

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