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Melancolia

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Melancolia racconta l’esperienza della separazione, e lo fa attraverso tre racconti che la indagano in altrettante fasi della vita, l’infanzia, perché “è nell’infanzia che ha inizio la melancolia, quel sentimento che ci accompagna per tutta la vita, quella sensazione che nessuno ci tiene più per mano”, l’età della ragione e l’adolescenza. Quando la madre esce per fare la spesa, un bambino di cinque anni è convinto che non tornerà. Solo, e certo di essere stato abbandonato, prima esplora l’appartamento, poi quello che lo circonda, sognando di tornare al grande magazzino Concordia, di cui conserva dolci ricordi. Marcel, invece, ha otto anni e vive in simbiosi con l’adorata sorellina Isabel, in un mondo in cui gli adulti sembrano non essere altro che presenze fugaci. Quando Isabel si ammala Marcel, pur di salvarla, è disposto ad affrontare le sue paure e i più grandi sacrifici in nome del suo amore per lei. Ivan di anni ne ha quindici e si sente l’uomo più solo dell’universo. In un armadio conserva le pelli che, di anno in anno, crescendo, ha dovuto cambiare. Quando incontra Dora e se ne innamora inizia a chiedersi se anche le donne, come gli uomini, cambiano pelle. Dalla penna di Mircea Cartarescu, il più importante scrittore romeno contemporaneo, tre storie – incorniciate da due evocativi racconti brevi – meravigliose, che affrontano alcuni temi fondamentali come la paura del cambiamento, la solitudine, l’amore, con l’immaginazione del ragazzo e lo stile del grande scrittore.



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Melancolia 2022-10-08 15:18:21 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    08 Ottobre, 2022
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La melanconia nell'io

«La notte, con una luna e le sue stelle, col suo profumo freddo e caldo allo stesso tempo, tiepido con ciocche di fresco, riempiva ogni stanza, creava mulinelli dappertutto, si appiccicava allo specchio e ai mobili lustri, fluiva nei lavandini e nella tazza del cesso, s’infilava nei due buchi delle prese elettrice.», Ponti

Mircea Cartarescu torna in libreria con “Melanconia” edito Nave di Teseo e disponibile dallo scorso 27 settembre. Scrittore romeno già noto al grande pubblico per la monumentale opera che comprende tra gli altri tre volumi di Abbacinante e Solenoide, nei suoi scritti riesce sempre a spiccare per lo stile narrativo difficilmente emulabile ma anche per le storie che hanno sempre ad oggetto diverse e profonde tematiche. Questo accade ancora una volta con “Melanconia” dove ad essere padrona indiscussa è la separazione, una separazione che viene vissuta, affrontata e narrata nei vari racconti per mezzo di quelle che sono le fasi divergenti e differenti della vita.
Tradotto ancora una volta da Bruno Mazzoni, il titolo si sviluppa per mezzo di tre racconti di canonica lunghezza che sono introdotti da un pezzo di apertura e un epilogo.

«A volte, soprattutto di sera, quando lo coglieva la melanconia, apriva il vecchio armadio per vedere le sue pelli.» racconto, “Le pelli”

Torniamo così all’infanzia perché è in questa fase che ha inizio il sentimento della melanconia che nel crescere sempre ci accompagna a maggior ragione quando ci sentiamo completamente soli, senza nessuno pronto a tenderci una mano e ad accompagnarci nel nostro viaggio. Siamo poi nell’età della ragione e, ancora, dell’adolescenza. Se da un lato il bambino di cinque anni è convinto che la madre uscita per andare a fare la spesa lo abbia abbandonato, dall’altro abbiamo Marcel che di anni ne ha otto e vive in simbiosi con la sorella Isabel che si ammala, e poi Ivan che ancora di anni ne ha quindici e sentendosi solo e in solitudine, conserva nell’armadio le pelli che anno dopo anno ha dovuto cambiare, mutare, togliere, estirpare.
Non è solo una raccolta di racconti “Melanconia”. È in realtà un filo unico conduttore, un grande libro in tre scissioni autentiche, che ci accompagna in una visione profonda e introspettiva, dove un bambino, un adulto, un adolescente sono tre espressioni della ragione, dell’io e dell’essere.
La sensazione che tocca il lettore è quella di trovarsi davanti a una sorta di risposta a “Nostalgia”; opera classe 1989 che viene qui rievocata a distanza di tre decenni. Una risposta che porta quasi a negare il senso di nostalgia che perisce innanzi alla melanconia.

“Melanconia” è un libro che solleva interrogativi e cerca risposte ai tanti quesiti che pone e propone. È un libro silenzioso ma che arriva a gran voce, un paradosso, si potrebbe pensare. Uno scritto che non manca di proporre un Cartarescu più maturo, cupo e profondo. La melanconia è una condizione umana inscindibile e imprescindibile, per questo anche nella ricerca di una condivisione spesso questa non viene meno, non può essere veramente colmata e placata. È come una sete che non è mai saziata da qualsivoglia acqua o bevanda. In virtù di una unicità unica e irripetibile che rende l’io individuale incapace di poter far a meno di una unicità che rende ogni individuo inimitabile e divino a prescindere.
Al tutto si aggiunge uno stile metaforico, visionario, pulito, prezioso. Uno stile che prende per mano, scava nella mente, resta nel cuore.

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