Eva Luna Eva Luna

Eva Luna

Letteratura straniera

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Sullo sfondo di un paese oppresso dalla dittatura, un'indimenticabile figura di donna nata dalla grande tradizione del romanzo picaresco spagnolo, in un libro che è insieme storia d'amore, quadro d'ambiente e romanzo d'avventura. Un'ulteriore conferma delle doti di narratrice di Isabel Allende.

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Eva Luna 2012-09-08 18:19:32 MATIK
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MATIK Opinione inserita da MATIK    08 Settembre, 2012
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Eva Luna.

"I cani rabbiosi li lasciano in pace, quelli docili invece li prendono a calci".
Le storie dell'Allende hanno come protagoniste donne forti, che la vita mette a dura prova e, nonostante questo riescono a imporsi con coraggio, audacia, fantasia, carisma, si fanno amare a 360° come figlie e amanti.
In Eva Luna troviamo tante storie, che si intersecano una con l'altra, tanti personaggi ben caratterizzati, i paesaggi dell'America Latina e l'amore della protagonista di creare storie per fuggire da un mondo oppresso e pieno di fantasmi.
Lo stesso amore che accomuna Eva con la Allende grande scrittrice di libri che allietano la nostra mente, facendoci viaggiare in mondi diversi e distanti dalla realtà che viviamo ogni giorno!
"Le parole sono gratuite, diceva, e se ne appropriava: erano tutte sue.Lei seminò nella mia testa l'idea secondo cui la realtà non è solo come appare in superficie e, perché ha una dimensione magica e, volendo, è legittimo esagerarla e colorirla per rendere meno noioso il passaggio attraverso questa vita."

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Per chi ama i romanzi di questa autrice.
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Eva Luna 2012-08-23 14:41:04 rondinella
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rondinella Opinione inserita da rondinella    23 Agosto, 2012
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Vita di una serva fantasiosa...

Eccomi. Per mio diletto volevo leggere un libro di questa autrice, celeberrima, e ho scelto Eva Luna, vuoi per il titolo, vuoi per la quarta di copertina, vuoi per la brevità.

Da dove posso iniziare per elencare i vari motivi per cui non mi è piaciuto?
Vorrei poter descrivere la trama innanzitutto, ma qui già mi sorge un problema: qual è la trama di Eva Luna? Qual è il filo logico che conduce gli eventi? Ammetto che me lo sto chiedendo ancora odesso.

Ma ci provo lo stesso:
Eva Luna è una bimba nata da una madre costretta fin da tenera età a servire in casa di padroni.
Eva Luna cresce ascoltando i racconti della madre e sviluppa tanta fantasia e la passione per le storie.
Eva Luna rimane orfana e la madrina la manda a servire nelle case come la madre.
Eva Luna fa la serva ma crescendo ha i suoi lampi di ribellione, quindi spesso scappa o combina guai.
Eva Luna così, nelle case o in strada, conosce tantissimi personaggi vari, che a loro volta rimangono affascinati da questa fanciulla che racconta storie.
Intanto che succede questo è in corso una guerra (?), e un europeo-depresso-futuro-reporter va a vivere nei pressi della capitale.
Punto. Tutto ciò che c'è nel libro è questo. Ovviamente condito con la personalità e le avventure dei protagonisti, e con uno sfondo storico che io non ho capito.

Lo stile di per se non è male, anche se non mi dice nulla: non so se la traduzione possa c'entraci qualcosa, ma onestamente ritengo che anche io sappia scrivere a suoi livelli con un po' d'impegno. Il lessico è ottimo, la prosa scorrevole e con un retrogusto poetico (cosa che si addice molto a questo racconto surreale), ma nulla di eccezionale.
Cosa che mi ha infastidito non poco, però, è che l'autrice passa da innumerevoli punti di vista: Eva racconta in prima persona, a volte in terza persona e altre volte c'è pure una terza persona che non ho capito si tratti sempre di Eva (visto che la narrazione avviene per la maggior parte al modo imperfetto) o se dell'Allende (molto probabile date certe situazioni raccontate troppo minuziosamente e riguardanti personaggi estranei alla protagonista). Diciamo che già sono partita con la testa confusa.

I personaggi, invece, sono caratterizzati piuttosto bene, non tanto fisicamente quanto caratterialmente, tramite i loro pensieri e le loro azioni.
Ma personalmente non mi hanno coinvolta per niente. Troppo 'surreali' quelli inventati, troppo trascurati quelli esistiti.
Ma la cosa che non è andata è una certa incoerenza della 'protagonista': un esempio, Eva che si racconta quando era piccola e dilettava le persone con le sue storie, creando un'immagine di se molto graziosa e 'pulita' e dopo due pagine, tornando al presente, mi fa una riflessione ponderata sul rapporto del naso di un uomo con i suoi attributi (assolutamente inutile ai fini della storia). Ma stiamo scherzando? Questa cosa mi ha lasciata davvero basita, similmente ai tanti riferimenti a fatti accaduti in cui ama paragonare alcune sensazioni ai suoi amplessi futuri (mah...). I riferimenti al sesso, velati o meno, in questo libro sono troppi e rendono la storia ancora più inverosimile, non portano a nulla (come ho trovato inutile gran parte della storia di Rolf Carlé nel Sud America: ma che m'importa che si porta a letto le cugine??? A cosa serve saperlo per i fini della storia?).
Se a questo aggiungo la caratteristica della Allende di anticipare gli eventi futuri (cosa che a un'amante di suspance come me proprio non va giù, ma questi son gusti personali), capirete che la sottoscritta stava già mettendo un broncio infinito per la delusione.
E infine, ciliegina sulla torta: la mia totale incomprensione degli eventi storici citati dall'autrice.
La Allende si è premurata di non inserire né i nomi delle città (no aspettate, ce n'era uno, ma uno solo...), né una data indicativa con cui un'ignorante me potesse capire dove si svolgessero i fatti da lei narrati. L'autrice ci narra una guerra contro il Governo, le rivolte, le battaglie che per quanto mi riguardano potrebbero essere avvenute tanto in America che in Asia che in Africa o qualsiasi altro posto dotato di foreste e di fabbriche (forse escluso l'Antartide, visto che lì fabbriche e foreste non ci sono...). Però, facendo due calcoli (autrice cilena, foresta amazzonica, radio e tv) suppongo che tali vicende siano ambientate nel Cile della seconda metà del '900. Sicuramente più probabile della mia interpretazione iniziale quando pensavo fossero ambientate nell'epoca delle colonizzazioni! Per maggiori info sarà meglio consultare Wikipedia, se avrò voglia di farlo. Sinceramente dopo aver terminato non mi interessa granché.

Frutto di un'analisi durata un giorno intero a cercare i pregi dell'opera, la mia conclusione è questa: un riassunto di una vita tanto neanche speciale, i personaggi piuttosto comuni dotati di una inverosomiglianza che non si riesce ad amalgamare bene (cara Allende, mischiare fantasia e realtà è una della cose più difficili in letteratura, e per i miei gusti non ci sei riuscita), stile fluido che si legge con piacere. Tutto qui.

Vorrei capire cosa ci trovano gli altri lettori in te, cosa non ho trovato io. Perché se tutte le tue opere sono così allora mi rimetto a scrivere e potrei ottenere il tuo stesso successo.

Consigliato a chi segue l'autrice, a chi piacciono le stranezze, a chi non vuole netti confini.
Io proseguirò con La casa degli spiriti, se non mi piacerà neanche quello ci diremo addio.

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Altri libri dell'autrice, la narrazione è particolare.
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Eva Luna 2012-07-29 20:01:33 enricocaramuscio
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enricocaramuscio Opinione inserita da enricocaramuscio    29 Luglio, 2012
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L’amore per la vita e il bisogno di libertà

Piccola e fragile fuori, forte e determinata dentro, Eva Luna vive una vita costantemente in bilico tra realtà e fantasia e ricca di incontri singolari e disparate esperienze, dimostrando in tutte le situazioni un'incrollabile amore per la vita e un fortissimo bisogno di libertà. Con il suo solito stile impeccabile e raffinato Isabel Allende ci racconta la storia di questa donna, tra magiche atmosfere e spaccati di vita crudi e dolorosi. Nata da un amore fugace e rimasta orfana in tenera età, la giovane passerà di padrone in padrone e di tutore in tutore, ribellandosi ad ogni tipo di sopraffazione e di umiliazione, scoprendo l'amore e l'amicizia e conservando sempre la sua straordinaria capacità di inventare storie e lo smisurato talento nel saperle raccontare. Sullo sfondo un paese che passa da una dittatura militare a una democrazia malata che si discosta poco dal precedente regime, a cui si oppongono coraggiosamente Huberto Naranjo nelle file dei guerriglieri e Rolf Carlè, giornalista che sfida la censura per raccontare le verità più scomode. Entrambi incroceranno le loro esistenze con quella della protagonista, restandone travolti. Ma non solo loro, anche la risoluta Madrina, la dolce Elvira, il buon Riad Halabì, la bellissima Mimì vedranno le loro vite segnate dall'incontro con la dolce eroina. Neanche il lettore resterà immune dal contagioso carisma di Eva Luna, e vedrà trasmettersi attraverso le pagine la sua stessa voglia di vivere e il suo stesso rifiuto per ogni tipo di umiliante sottomissione.

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Eva Luna 2011-08-19 09:09:02 Giulian
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Giulian Opinione inserita da Giulian    19 Agosto, 2011
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Un crogiolo di vicende, personaggi, emozioni

È narrato in prima persona dalla protagonista, Eva Luna, ed imita le caratteristiche tipiche dell’autobiografia: gli avvenimenti vengono non solo narrati, ma ripensati a distanza di anni, accostati per associazione di idee e reinterpretati alla luce di avvenimenti successivi o precedenti. Il filo narrativo segue due strade apparentemente separate, ma di cui si presagisce l’incontro che si verifica negli ultimi capitoli. Il tempo narrativo è flessibile, con frequenti anticipazioni, flashback, rallentamenti narrativi ed excursus rapidissimi. Colpisce l’incredibile varietà di personaggi che compaiono nella storia, la riempiono di avvenimenti ed emozioni, e poi scompaiono spesso definitivamente. Le lotte rivoluzionarie sudamericane, che per buona parte del libro restano solo uno sfondo vago, entrano in primo piano sul finale. In questo grande crogiolo di vicende, personaggi, sentimenti, qualcosa sfugge: non sono sempre chiari gli intenti della scrittrice, il messaggio di fondo, la logica che guida la narrazione. Ma forse la vita è davvero così e non tutto ciò che accade segue un percorso razionale e comprensibile. Sotto questo aspetto, Eva Luna è un libro interessante e godibile.

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Eva Luna 2011-07-22 20:50:22 R๏гy.o°
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R๏гy.o° Opinione inserita da R๏гy.o°    22 Luglio, 2011
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A metà strada tra l'incanto e la realtà

La Allende è una donna dalla grande capacità affabulatrice, e se “La casa degli spiriti” mi aveva incantata, “Eva Luna” non mi ha delusa per niente.
Chi si immerge nella lettura di questo romanzo/enciclopedia della vita deve essere consapevole dell’abilità della scrittrice cilena, della sua preziosa capacità di narrare per il gusto di farlo: una volta immersi nella storia – sebbene spesso non sia chiaro il percorso che si sta affrontando – è difficile chiudere le pagine del libro e proseguire a vivere la propria vita.
Perché in “Eva Luna” c’è vita, c’è un cuore pulsante che ti chiede di battere all’unisono con il tuo; e così le pagine ti immettono in un vortice di narrazioni pure e piacevolmente fini a se stesse – mai leggere però – che si rivelano poi nel crescendo del finale, che riconsegna tutta la dignità dovuta alla storia e soprattutto ad Eva, una grandissima figura femminile con ben pochi precedenti.
Una scrittura mai stancante nei suoi mille intrecci e così rassicurante nella sua circolarità (ci sono spesso, anche se in quantità inferiore rispetto a “La casa degli spiriti”, dei sottili richiami ad avvenimenti futuri della trama) porta la narrazione ad un piano di astrazione pura che paradossalmente trova riscontro nella realtà della rivolta e della guerriglia.

Leggere “Eva Luna” vuol dire rimanere con l’amaro in bocca ma vuol dire anche estasiarsi. Vuol dire centellinare ogni singola frase e leggere come se fosse l’ultima ora della vita in cui è concesso il dono della vista.
Isabel Allende: magia e raziocinio, fiaba e verità, prosa e poesia.

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Eva Luna 2011-07-22 15:21:51 Ginseng666
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Ginseng666 Opinione inserita da Ginseng666    22 Luglio, 2011
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Un contesto avventuroso...

Ho letto questo libro un po' di tempo fa'perchè me l'ha imprestato un'amica e francamente non condivido il giudizio della nostra amica che mi ha preceduto, ma ognuno è libero di pensarla come vuole.
A me questo libro è piaciuto: mi è piaciuto per il contesto avventuroso in cui si svolge, e la vita piena di traversie di questa bambina, rimasta orfana di madre piccolissima, possono insegnarci perlomeno il coraggio e la volontà caparbia di vivere di un'eroina che ne ha passate di tutti i colori, e in certi momenti il destino avverso pare accanirsi duramente su di lei.
Non è vero che tutti i libri di Isabel Allende si assomigliano, forse nell'ambientazione si può trovare un filo comune e se quest'opera non è certamente al livello de "La casa degli spiriti" che resta comunque, secondo me il capolavoro della scrittrice, è comunque una lettura degna di nota e di essere visionata dai lettori. Ciò che infine mi è piaciuto è che l'amore è l'ancora di salvezza a cui tutti hanno diritto, poveri e ricchi, in un manto stellato di gioia e di riscatto.
Consigliato.
Saluti.
Ginseng666

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Eva Luna 2011-07-22 14:48:06 Ophélia Queiroz
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Ophélia Queiroz Opinione inserita da Ophélia Queiroz    22 Luglio, 2011
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Isabel Allende_Eva Luna

Mha. L'impressione è che Isabel Allende questo romanzo l'abbia già scritto decine di volte. Quando, ormai diversi anni fa, lessi la Casa degli Spiriti, rimasi piacevolmente sorpresa. Tentai allora le opere successive, ma mi ritrovai in mano, senza troppe varianti, ogni volta lo stesso romanzo. Ambientazioni, contesti sociali e politici non variano quasi mai, così come la caratterizzazione dei personaggi. Il ritmo è lento, i personaggi inverosimili e soprattutto non se ne può più dell'eterno ritorno al tema del legame ancestrale della madre coi propri figli, della ricerca delle radici. Non se ne può più della solita storiella improbabile imbevuta di superstizioni, bambini dalla fantasia vorace, mummie e cattivi sempre più cattivi. All'autrice consiglierei di cercare seriamente nuove tematiche, non si può basare tutta una carriera letteraria sugli stessi quattro concetti, di romanzo in romanzo sempre più impoveriti. L'ho trovato insulso, pardon!

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