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Il Gattopardo
 
Il Gattopardo 2020-06-04 07:24:25 lapis
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
lapis Opinione inserita da lapis    04 Giugno, 2020
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Sole e polvere

Sicilia, terra impastata di sole e polvere. Violento, sfacciato, narcotizzante, è il sole il vero sovrano dell’isola, che per sei mesi infuoca l’aria, prosciuga ogni goccia di energia e tutto avvolge in una nube di voluttuosa immobilità. La polvere è quella che copre la campagna arida così come l’argenteria e le porcellane degli imponenti palazzi aristocratici, simbolo del fasto sbrecciato e scolorito di un ceto che contempla il proprio declino.

Sono passati esattamente centosessant’anni da quel Maggio 1860 in cui il Principe Fabrizio di Salina, con il suo cipiglio sicuro e autorevole, osservava il mondo che aveva sempre conosciuto sgretolarsi davanti ai suoi occhi. Lo sbarco dei Mille, il Plebiscito, la crisi della nobiltà sono gli eventi storici che fanno da spunto a un romanzo in cui la storia rimane di fatto sempre sullo sfondo, percepita solo attraverso la presa di coscienza e l’interiorizzazione che ne fa il protagonista.
La sensazione che pervade le pagine è dunque una disincantata malinconia, quella di chi, trovandosi a cavallo tra due mondi, si trova a disagio in tutti e due. La vecchia aristocrazia, che corteggia la morte, ciecamente ostile al cambiamento, dall’alto della propria orgogliosa vanità. E la nuova classe di ricchi, grossolana e meschina, pronta, in nome dell’ambizione e dell’avidità, a cancellare con un colpo di spugna quell’apparato di memorie, tradizioni e valori che hanno sorretto il vecchio ordine.

“Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra”.

A rendere “Il Gattopardo” un capolavoro non è la storia, ma l’uomo. L’intelligente ironia, il fascino seduttivo, l’animo inquieto, la rabbia orgogliosa: sentimenti che animano e rendono indimenticabili i suoi personaggi. La partecipazione di Tomasi di Lampedusa, che vi ha versato gran parte del proprio vissuto, saturando le pagine di dettagli, atmosfere, impressioni sensoriali. Alla sua pubblicazione, nel 1958, il romanzo fu pesantemente criticato perché stilisticamente e ideologicamente distante dal gusto del tempo, eppure, a distanza di decenni, esso dimostra la sua grandezza, rivelandosi una lettura capace ancora oggi di conquistarci con la sua elegantissima bellezza e il suo fascino decadente, che parla del disfacimento di un’epoca, di una famiglia ma, soprattutto, del tramonto di un uomo.

“Ho settantatrè anni, all’ingrosso ne avrò vissuto, veramente vissuto, un totale di due… tre al massimo. E i dolori, la noia, quanto erano stati? Inutile sforzarsi a contare: tutto il resto: settant’anni”

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Commenti

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Eh sì, Manuela, penso che in letteratura non sia tanto la vicenda narrata quanto la scrittura a fare di un libro un grande libro.
Tu parli di 'emanazione' autobiografica dell'autore. Penso che sia così. Anzi, penso che la vera letteratura consista soprattutto in questo.
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lapis
04 Giugno, 2020
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Sempre interessanti i tuoi spunti, Emilio. Nel fascino di questo romanzo ho percepito qualcosa in più, che come lettrice ho interpretato come il vissuto e il sentire dell'autore stesso. Spero di aver inteso bene, tu fai un salto ancora oltre, che la letteratura è grande quando riesce a compiere quel passo in più, riversando nella pagina qualcosa di sè, della propria storia. Forse anche delle proprie idee, quando esse sono così forti da diventare parte di noi. Penso davvero che sia così.
Un caro saluto,
Manuela
Bisogna ringraziare Bassani per questo tesoro letterario. Ricordo che Vittorini aveva detto di no alla pubblicazione di un tale romanzo, il principe Tomasi di Lampedusa morì senza vederlo pubblicare! I casi letterari sono veramente incredibili a volte! Ho amato anche io questo libro, ringrazio Bassani e ringrazio te per questo invito ad una indimenticabile rilettura
In risposta ad un precedente commento
lapis
08 Giugno, 2020
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Grazie di cuore a te, Marianna, per aver letto il mio commento. E' vero, i casi letterari sono incredibili! Questa era una rilettura che mi proponevo da tempo di fare e devo dire che oggi, a tanti anni dai tempi della scuola, ho trovato un romanzo diverso da come lo ricordavo, che ho apprezzato ancor di più. Il potere del tempo :)
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