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La scimmia pensa, la scimmia fa
 
La scimmia pensa, la scimmia fa 2013-04-16 03:28:23 Bruno Elpis
Voto medio 
 
1.0
Stile 
 
1.0
Contenuto 
 
1.0
Piacevolezza 
 
1.0
Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    16 Aprile, 2013
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Dalla scimmia, si salvi chi può!

Non mi capita spesso di interrompere la lettura di un libro. Mai l’ho fatto con la convinzione con la quale ho abbandonato “La scimmia pensa, la scimmia fa” di Chuck Palahniuk. Quindi il mio commento si riferisce alla prima metà del libro, che è una raccolta di racconti (sarò banale, ma altre parole non trovo per definire l’opera).
Dopo una promettente premessa metodologica nella quale il “genio” (da me incompreso) di Portland rende ragione della sua professione (“Il solo inconveniente dell’essere scrittori è quello della solitudine”; “La gente ha sete di scoprire nuovi modi per incontrarsi”), incappo ne “Il festival del testicolo”: le danze sono aperte da una festa cowboy nella quale si celebrano sfrenatezza sessuale, foia e delirio di un branco di baccanti in versione far west.
“La carne si produce qui” è un inno alla lotta (il racconto riprende alcuni temi del Fight Club) come forma di incontro-scontro e di espressione.
“Voi siete qui” è un collage di scrittori in cerca di scritturazione, incalzati da un proclama minaccioso: “Spiacente, i tuoi sette minuti sono scaduti”.
“Demolizione” è l’apocalittica cronaca del “demolition derby delle mietitrebbie”: “Le mietitrebbie fuori uso sono ancora lì, rottami anneriti, semplici ostacoli in mezzo all’arena piena di fumo scuro e vapore”.
“La mia vita da cane” è una pantomima mascherata dai toni urban-surreali.
“Professioni di fede in pietra” è la metafisica (???) della necessità/opportunità/possibilità di costruire castelli (“O forse la costruzione di castelli è un rito di passaggio”).
“Frontiere” stilla sostanze dopanti ed è stata la mia frontiera. Ho deciso di non spingermi oltre questa dogana e, con il senso di colpa e d’inferiorità che inevitabilmente mi affligge quando interrompo una lettura, ho chiuso il libro. Senza possibilità d’appello. E forse ha chiuso anche con Palahniuk …

… Bruno Elpis

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Commenti

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Capita...
Ce l'ho in lista da leggere, me lo ha prestato il mio miglior amico anni ed anni fa. Non si è mai più ricordato di richiedermelo.......un pò perchè si fida di me, un pò perchè forse non ci tiene tanto ad averlo indietro :-)
Lo leggerò, però un pò più avanti, perchè questo tuo commento non mi ispira molto!!! Tutti 1!!!!!!!!
E si bruno...è come carta vetrata!!
"Il festival del testicolo"..geniale però...ahahahah da far rivoltare le bacanti di Euripide!!
@ Cub: per la teoria delle probabilità, combinata alle mie caratteristiche di lettore, a me adesso è capitato... :)
@ Marika: però il tuo amico! Si fida bene! Sicura della sua amicizia, considerato il libro che ti ha prestato? :)
@ Gracy: io opto per le Baccanti di Euripide. A occhi chiusi, quasi giocassi a mosca cieca. Comunque hai ragione. Forse è l'unico racconto leggibile. ;)
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