Saggistica Economia e finanza La paura e la speranza
 

La paura e la speranza La paura e la speranza

La paura e la speranza

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La presentazione e le recensioni di "La paura e la speranza. Europa: la crisi globale che si avvicina e la via per superarla", saggio di Giulio Tremonti edito da Mondadori. Abbiamo i telefonini ma non abbiamo più i bambini. Non solo. Come in un mondo rovesciato, oggi il superfluo costa meno del necessario. Puoi andare a Londra con 20 euro, ma per fare la spesa al supermercato te ne servono almeno 40. Doveva essere l'età dell'oro: non è così. Sale il costo della vita, dal pane alle bollette; i mutui si mangiano i bilanci delle famiglie; stiamo consumando le risorse del pianeta; i segnali che vengono dal mondo non sono segnali di pace. Giulio Tremonti ha da tempo compreso ciò che sta lentamente emergendo nella consapevolezza comune: la globalizzazione, tanto celebrata, ha un lato oscuro, fatto di disoccupazione e bassi salari, crisi finanziaria, rischi ambientali, pericolose tensioni internazionali. E, per l'Europa in cui viviamo, di un doppio declino: cadono sia i numeri della popolazione, sia i numeri della produzione. Con un'analisi sferzante e autorevole, Tremonti ci racconta le cause della situazione attuale, i passi falsi della politica e le spietate dinamiche della finanza internazionale, delineando i contorni della crisi globale di cui ogni giorno vediamo al telegiornale i singoli episodi. Ma cerca anche di indicare una strada percorribile per superare questo momento, per vincere la paura e tornare alla speranza. La pianta della speranza non può nascere solo sul terreno dell'economia, ma soprattutto su quello della morale e dei principi. Si tratta di rifondare la politica europea a partire da sette parole d'ordine: valori, famiglia e identità; autorità; ordine; responsabilità; federalismo. E in tutti questi campi bisogna ritornare alle radici dell'identità europea, in un percorso che va nella direzione opposta e contraria rispetto al '68 e ai suoi errori. Ben oltre un semplice richiamo al protezionismo o al conservatorismo, questo libro è il manuale di montaggio della "fortezza Europa" contro l'attacco dell'Asia e contro la tempesta, sempre più violenta, che sta arrivando dalla globalizzazione.

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La paura e la speranza 2010-05-02 23:06:19 ladislao
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ladislao Opinione inserita da ladislao    03 Mag, 2010
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Qualcosa si può salvare

Certe volte penso che Tremonti sia più di Sinistra che di destra. E questo volumetto me lo conferma. ha scoperto solo ora che la "Globalizzazione" comporta anche delle conseguenze molto pesanti,... disoccupazione e salari bassi,... ma lo sapevamo da soli,.. sulla nostra pelle. E Come si può superare tutto ciò? Con la solidarietà e la famiglia,...
Mah non trovo che sia un grande libro,... sono solo delle puntualizzazioni su ciò che sapevamo già,... e tolte qualche decina di pagine,.. il restodel libro è solo una continua ripetizione. Da un Ministro mi aspettavo di più.

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La paura e la speranza 2009-11-03 12:16:19 Marcello9lli
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Opinione inserita da Marcello9lli    03 Novembre, 2009

Pessimo libro

Ho appena finito di leggere il libro "La paura e la speranza" di Giulio Tremonti. Un libro che consiglio a tutti di leggere, no, non di comprare, prendetelo in biblioteca, non vale un decimo del prezzo di copertina.



Il libro va comunque letto per capire quanto e' inadeguato il pensiero economico del nostro Ministro dell'Economia per affrontare la crisi in corso e le sfide che abbiamo davanti.



E' un libro che non vale niente, non per il pensiero che porta avanti che puo' essere condivisibile o meno, ma per come il libro e' scritto e costruito. Innazitutto e' un libro che dovrebbe parlare di economia, ma non riporta nessun dato, quindi le affermazioni risultano solo opinioni dell'autore. Poi e' un libro senza citazioni o riferimenti, se si escludono quelle ad articoli firmati dallo stesso Tremonti. Infine e' un libro senza bibliografia e senza indice analitico, un libro che sembra piu' la trascrizione di una chiaccherata da bar che un testo a cui si possa fare riferimento.



Per quanto riguarda i contenuti, Tremonti si scaglia contro il mercatismo, termine questo che non compare in nessun'altra trattazione economica e che probabilmente e' un neologismo coniato dall'autore per avere qualcosa contro cui scagiarsi.



Si parla poi della crisi del modello europeo, non specificando quale altro modello e' invece migliore, e soprattutto attribuendo all'Europa tutti i mali che sono dell'Italia. Probabilmente Tremonti confonde l'Italia con l'Europa, mettendo insieme Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Scandinavia, tutti paesi che hanno modelli istituzionali, economici e sociali totalmente diversi. Ad esempio quando parla di crisi demografica parla di Europa, dimenticando che l'Italia ha poco piu' di un figli per donna e la francia piu' di due e che questo risultato la Francia lo ha ottenuto con precise politiche familiari.



Poi, quando passa dalla paura alla speranza, si dedica ad una lunga critica della sinistra facendo un pappocchio storico e ideologico che poco ha a che fare con la realta'. Esalta poi la destra come portatrice di valori che non gli appartengono e che non sono stati assolutamente perseguiti dai governi di cui lui e' stato tra i ministri piu' importanti.

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Qualsiasi altro libro di economia.
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La paura e la speranza 2008-05-18 09:33:07 galloway
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galloway Opinione inserita da galloway    18 Mag, 2008
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Sperare per cambiare

"Abbiamo i cellulari ma non abbiamo più i bambini".



Ho appena ultimato la lettura del libro di Tremonti e credo che sia un testo che merita di essere più che letto, studiato ed approfondito. I temi svolti sono molto attuali, i problemi affrontati ancora da risolvere e andranno a fare parte della politica che qualsiasi governo dovrà affrontare entro e non oltre il 2030.



Il libro è chiaramente un pamphlet politico nella migliore tradizione della saggistica anglosassone. Ho la vaga impressione che sia stato scritto molto velocemente tenendo bene in vista la scadenza elettorale. In effetti, lo stile è molto scorrevole, quasi giornalistico, ma questo non è un difetto in quanto lo rende fruibile anche da chi fa fatica ad addentrarsi nei discorsi tecnici sia della politica che dell'economia. Il che non è un male tenendo presente che anche il grosso pubblico deve abituarsi a partecipare alle grandi discussioni che coinvolgono una comunità nazionale, anche oltre i propri confini.



Sarebbe stato opportuno che l'autore avesse stilato alla fine del libro una bibliografia essenziale di riferimento, che facesse da guida per ulteriori approfondimenti. Visto il successo delle vendite, nulla vieta che in una nuova riedizione possa essere aggiunta anche in previsione di nuovi incarichi che l'autore andrà ad assumere nel prossimo futuro immediato dopo le elezioni.



In definitiva dirò che il libro è chiaramente un libro di "destra" nel senso antico, tradizionale e moderno del termine. Basta qui ricordare le sette parole-obiettivi sulle quali Tremonti basa la sua ricetta per superare la paura e alimentare la speranza per il futuro: valori, identità, famiglia, autorità, ordine, responsabilità, federalismo.



Idee chiare e forti sulle quali tutti i partiti avranno idee ed opinioni diverse. Tutti farebbero bene comunque a rifletterci su. Voglio dire su quello che Tremonti dice, per convincersi che sono idee nuove perchè in fondo sono antiche, e come si sa non c'è mai nulla di nuovo sotto il sole.



Il guaio è che gli uomini devono prima sbagliare per comprendere che le idee di prima erano quelle giuste. Non so se mi sono spiegato. Resta questo, comunque, un libro da leggere, anzi, da studiare. L'ho già detto. Studiare sia da destra che da sinistra.

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Il libro di Tremonti è consigliabile a chi soffre del male dell'economia fatta di quotidianità e previsioni.
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