Saggistica Economia e finanza Lezione dalla finanza
 

Lezione dalla finanza Lezione dalla finanza

Lezione dalla finanza

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Corto, semplice. Lezione dalla Finanza vuole essere una leggera passeggiata con il lettore attraverso quelli che sono oggi gli avvenimenti nel mondo dell’economia e della finanza. Cominciando da qualche chiacchiera con un cartolaio, il lettore è portato per mano a esplorare i problemi del mondo moderno sempre più dipendente da un sistema finanziario senza cuore. Le opinioni di un vecchio commesso, l’idea del Capitalismo moderno, la spiegazione di mercati reali e finanziari, il ricorrente problema delle bolle nell’economia, com’è stato creato e come funziona un mondo basato sulle banche e caratterizzato dagli odierni sbilanciamenti tra l’Est e l’Ovest: un libro che ci prepara a comprendere la grande crisi.

Recensione della Redazione QLibri

 
Lezione dalla finanza 2013-07-04 01:21:57 Mario Inisi
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Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    04 Luglio, 2013
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Azzardo morale

Caro Andrea De Marco, questo libro mi è arrivato oggi e mi ha tenuto sveglio fino alle 3 di notte passate. Nemmeno Purdy o Chandler sono riusciti a fare di meglio. Non so cosa penserebbe Adam Smith di queste tue pagine ma io sono rimasto molto colpito.
Il libro è scritto in modo semplice, efficace e chiaro, adatto a una persona che non sa nulla dell’argomento(come me ). Spiega, tra l’altro in modo simpatico, tanti aspetti del mondo della finanza a cominciare dai vari tipi di prodotti e dal funzionamento dei mercati per arrivare all’argomento che evidentemente ti sta più a cuore, la crisi finanziaria. Soprattutto la connessione tra il mondo della finanza e le sue aberrazioni e la crisi. In particolare si usa il termine: azzardo morale. Alcune persone per profitto personale riescono a creare bolle finanziarie e a giocare d’azzardo sulle economie mondiali, tra l’altro con poco rischio personale. E' come se chi decide come investire i soldi di uno stato invece di investirli ci giocasse d'azzardo tenendo tra l'altro i profitti per sè e lasciando le perdite allo stato.

Non avrei mai pensato di commuovermi su un testo simile.

“Non è con l’oro o l’argento, ma con il lavoro, che tutta la ricchezza del mondo fu originariamente acquistata.” (Adam Smith)

Ora però le cose sono cambiate. Strumenti finanziari mal gestiti dalle investment bank e poco o nulla regolamentati dagli stati hanno consentito di creare accumuli di ricchezze e di potere in mano a pochissime persone che riescono a condizionare ancora oggi, nonostante la consapevolezza dei rischi che l’economia mondiale sta correndo, le scelte politiche dei governi rinviandole o orientandole verso placebo inefficaci.
Solo per dare un’idea: nel 2007 i profitti del settore finanziario erano già diventati il 40% dei profitti di tutte le aziende dell’economia e il valore dei derivati immessi sul mercato superava di 10 volte il PIL mondiale. La sola finanza raccoglieva più di un terzo delle ricompense sociali destinate ai vari settori dell’economia.
Questi soldi vanno a questo gruppo ridotto di persone che ha acquistato ormai uno strapotere. I governi pur rendendosi conto, e scrivendo report sulla necessità di regolamentare i mercati finanziari a livello globale, non lo fanno e pur consapevoli della pericolosità di alcuni prodotti finanziari non li regolamentano/vietano. Hanno dato soldi alle investment bank quando erano a rischio di default (non potendo farne a meno) spalmando così su tutti i danni fatti da loro. In questo modo è venuto meno il principio base del libero mercato del chi sbaglia paga. E se, in passato forse non ci si è resi conto del ruolo di questi tipi di banche ora che ci si rende conto del loro comportamento profondamente immorale e terribilmente rischioso, gli si consente di perseverare nel perseguimento del proprio profitto altissimo a scapito di rischi enormi per tutti. Ci si muove in questo campo minato in modo molto simile a quello che succede nell'altro campo minato, quello dei cambiamenti climatici: si va verso il baratro ormai vicinissimo pensando al vantaggio personale da qui a domattina.
Andrea propone anche alcune interessanti soluzioni frutto dello studio suo e di esperti, possibili purtroppo solo in stati che perseguano il bene dei cittadini, sulla spinta di cittadini con un senso morale profondo e sincero.
Il libro smuove le coscienze e non lascia di certo indifferenti. Io mi auguro che gente come Andrea si impegni in politica ora o in futuro come lui, immagino, si augurerà che lo facciano altri lettori spinti dalle stesse motivazioni in qualunque schieramento.
Penso di chiedere a un’amica laureata in economia e commercio di leggere il libro e di scrivere anche lei una sua opinione.
Spero di non avere frainteso troppe cose nel tentativo di dare un'idea del contenuto del libro.

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Lezione dalla finanza 2014-06-16 08:03:04 Zanca
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Zanca Opinione inserita da Zanca    16 Giugno, 2014
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Lezione dalla finanza

Di fronte alla necessità di comprendere i fenomeni economici, in particolare la crisi che stiamo attraversando, occorrono strumenti accessibili ai “non addetti ai lavori”. Il testo di De Marco è un ottimo esempio di testo divulgativo perché partendo dai nostri comportamenti che danno vita alle varie fasi dell’attività economica (produzione, scambio, consumo, risparmio e investimento) rende ben comprensibile, anche ai non specialisti, la relazione simbiotica che esiste tra mercato reale e finanziario. Uno dei dati più preoccupanti messi in rilievo nel testo era lo spropositato squilibrio nel 2007 tra il valore dei titoli sul mercato finanziario e il valore del mercato reale: 10 a 1. Concordo con l’analisi fatta dell’autore: deve essere la politica con i suoi valori a governare l’economia e quindi il mercato finanziario e non il contrario per evitare di trovarci immersi nelle bolle speculative con il rimedio della “socializzazione” delle perdite dei grandi istituti bancari.
Ritengo che il testo possa essere utilizzato anche nella didattica dei docenti di materie economico-aziendali quando gli studenti pongono domande sull’origine della crisi e del perché ha coinvolto anche l’Europa.

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