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Fine della finanza

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La presentazione e le recensioni di "Fine della finanza. Da dove viene la crisi e come si può pensare di uscirne", saggio di Massimo Amato e Luca Fantacci edito da Donzelli. Si dice, con leggerezza, che tutte le crisi prima o poi finiscono – salvo ammettere in seguito, con altrettanta leggerezza, che ve ne saranno sempre di nuove. Ma le crisi non sono un inevitabile «effetto collaterale» della finanza quanto la prova di un difetto costitutivo dell’attuale configurazione della finanza di mercato. È pensabile un’altra finanza? Per rispondere a questa domanda gli autori sottopongono la crisi finanziaria a una triplice interrogazione. Che cosa è entrato in crisi? Non semplicemente un insieme di strumenti, ma un’intera concezione della finanza. Le stesse innovazioni che ieri promettevano a tutti, attraverso un crescente indebitamento, benefici indiscriminati, sono diventate improvvisamente causa di sofferenze e di perdite altrettanto indiscriminate. In ogni caso, esse sono il portato di una finanza che manca sistematicamente il proprio fine. Ma il fine della finanza coincide con la fine, ossia con il pagamento a tempo debito e la chiusura dei conti fra debitori e creditori. Da dove viene la crisi? Non da una frenesia di novità e di profitto degli ultimi decenni, ma da una lunga serie di decisioni, più o meno consapevoli. Ripercorrendo a ritroso la storia finanziaria dell’Occidente moderno, il libro rintraccia le radici di un sistema che ha fatto del credito e della moneta una merce, per poter finanziare indiscriminatamente la pace e la guerra. Come uscire dalla crisi? Non accontentandosi di palliativi, ma riformando il sistema monetario e creditizio. Ripensare la finanza significa, oggi, imparare a distinguere ciò che troppo spesso è confuso: moneta e credito, moneta e merce, economia di mercato e capitalismo. E riaprire il dibattito sui principi e sui fini implicati da un rapporto sano fra economia e finanza, di cui si sente sempre più drammaticamente l’esigenza.

Massimo Amato è studioso di storia della moneta e autore di Il bivio della moneta (Egea, 1999), Le radici di una fede. Per una storia del rapporto fra moneta e credito in Occidente (Bruno Mondadori, 2008) e L’enigma della moneta e l’inizio dell’economia (et al., 2010). Insegna Storia economica all’Università Bocconi. Luca Fantacci, studioso di storia finanziaria e del pensiero di Keynes, ha pubblicato La moneta. Storia di un’istituzione mancata (Marsilio, 2005). Ha curato i volumi di J. M. Keynes, Risparmio e investimento (Donzelli, 2010) e Eutopia. Proposte per una moneta internazionale (et al., 2011). Insegna Storia economica all’Università Bocconi.

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Fine della finanza 2012-04-10 15:54:36 misu
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misu Opinione inserita da misu    10 Aprile, 2012
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Capire la crisi

Da dove viene la crisi? A questa domanda risponde questo interessante libro scritto in modo chiaro e comprensibile da due esperi del settore.
Il sottotito del libro ci da anche un indirizzo di lettura del testo in questione: da dove viene la crisi e come si può pensare di uscire?
Queste due domande che possono essere considerate di fondo sono il filo conduttore di tutto il discorso economico e politico affrontato dagli autori nel libro.
Nella prima parte il lettore viene infromato sui termini chiave dell’economia e della finanza .In sotanza riceve un’ infarinatura di settore, utile per potere affrontre la parte successiva del testo che affronta l’aspetto storico dei rapporti economici internzionali. Anche questa parte diventa essenziale per la corretta comprensione dell’ultima parte del libro che esamina la questione molto dibattuta di come uscire dalla crisi odierna.
Il libro dunque si divide in tre parti legate una all’altra a doppio filo. Dovendo affrontare un argomento ostico e per sua natura complesso in modo tale da renderlo comprensibele anche ai non adetti ai lavori i due autori hanno scelto di ben calibrare l’intruduzione non appesantendola con nozionismi e teminologia inutile alla comprensione dei capitoli successivi del testo.
La carellata storica inserita magistralmete dagli autori nel testo ha la funzione di rendere chiare al lettore le dimanche storiche dello sviluppo dei rapporti economici internazionali nonché dei accordi stipulati tra i paesi. Ciò è utile per potere capire la natura dei rapporti economci odierni tra i paesi coinvolti nella crisi.
Con l’ultima parte del testo che affronta la questione delle politiche anticrisi odierne gli autori concludono il discorso dandondo al lettore una lettura possible della possibile soluzione dei problemi economci di oggi che però hanno radici profonde nel passato.
Il libro si presta ad una lettura scorrevole e senza intoppi grazie alla bravura dimostrata dagli autori che hanno reso comprensibile a tutti un argomento di settore e di nicchia economica e politica.
In sostanza un testo di sicuro valore scientifico che però nello stesso tempo può essere indubbiamente considerato un manuale di divulazione scientifica di massa.
In conclusione un libro sicuramente da leggere con la dovuta attenzione per potere capire la crisi di oggi.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Si consiglia di leggere qualche manuale di storia economica europea o mondiale nonché testi storiografici di storia contemporanea.
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